I’m on the Edge (of Glory)

Jaco­po Iside
@JacopoIside

Con le imma­gi­ni davan­ti agli occhi e il cuo­re col­mo di emo­zio­ne, abbia­mo sen­ti­to Fla­via Pen­net­ta annun­cia­re il riti­ro dal ten­nis gio­ca­to, duran­te la pre­mia­zio­ne per la sua vit­to­ria agli U.S. Open di tennis.

La tren­ta­treen­ne brin­di­si­na ha rag­giun­to il pun­to più alto di una car­rie­ra col­ma di suc­ces­si – 11 tor­nei WTA vin­ti, 4 Fed Cup e que­sto acu­to fina­le a Flu­shing Mea­do­ws. Vit­to­ria resa anco­ra più impor­tan­te alla luce del gra­ve infor­tu­nio al pol­so del 2012 che ave­va seria­men­te fat­to pen­sa­re al talen­to puglie­se di smet­te­re in manie­ra definitiva.

Ha inve­ce lavo­ra­to, tan­to e bene, e non ha mol­la­to. Rico­min­cian­do da dove ave­va lascia­to e cen­tran­do già nel 2013 la semi­fi­na­le del­l’O­pen ame­ri­ca­no, rag­giun­gen­do la fina­le del dop­pio l’an­no dopo e arri­van­do que­st’an­no deter­mi­na­ta a cen­tra­re un gran­de successo.

Suc­ces­so arri­va­to appun­to all’e­tà di 33 anni che ne fa la gio­ca­tri­ce più anzia­na — si fa per dire — ad aver vin­to il pri­mo tor­neo del Gran­de Slam. Per que­sto la sua deci­sio­ne di chiu­de­re la car­rie­ra al ter­mi­ne di que­st’an­no è così impor­tan­te: lascia nel momen­to più alto, quel­lo del­la vit­to­ria, inve­ce di tra­sci­nar­si tra dolo­ri e delu­sio­ni di fine car­rie­ra. Quel momen­to in cui tut­ti sal­go­no sul tuo car­ro e sono mol­to feli­ci per te, ma il rischio che scen­da­no al pri­mo intop­po è mol­to alto.

Come ricor­da un altro gran­de ten­ni­sta, Andre Agas­si, nel­la sua bio­gra­fia Open: “Il tra­guar­do alla fine di una car­rie­ra non è diver­so dal tra­guar­do alla fine di un match. L’o­biet­ti­vo è non per­der­lo di vista per­ché ha una for­za magne­ti­ca. Quan­do ci sei vici­no puoi sen­ti­re quel­la for­za che ti atti­ra e ser­vir­te­ne per tagliar­lo. Ma subi­to pri­ma di entra­re nel suo cam­po di attra­zio­ne ne avver­ti una secon­da, altret­tan­to for­te, che ti respinge.”

Per fare una panoramica su quanto in realtà sia diffusa questa pratica, vi proponiamo una speciale classifica degli atleti più grandi che hanno lasciato lo sport sulla cresta dell’onda.


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Al pri­mo posto non può che esser­ci l’ex re del ten­nis Pete Sam­pras, vin­ci­to­re di 14 tito­li del­lo Slam, di cui l’ul­ti­mo nel 2002 agli U.S. Open. Trion­fo che rima­ne l’ul­ti­mo tro­feo vin­to ma anche l’ul­ti­ma gara gio­ca­ta, anche se annun­ciò il riti­ro solo l’an­no suc­ces­si­vo, dopo non aver dispu­ta­to alcun match. 

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[ezcol_1half_end id=”” class=”” style=“”]Bisogna tor­na­re ai rug­gen­ti Anni ’20 ame­ri­ca­ni e alle foto in bian­co e nero per il secon­do posto, occu­pa­to d’ob­bli­go dal gol­fi­sta Bob­by Jones: uni­co nel­la sto­ria del suo sport ad aver cen­tra­to il Gran­de Slam — nel­l’e­ra pre Masters — nel 1930, si riti­rò all’età di soli 28 anni dedi­can­do­si subi­to dopo alla car­rie­ra di avvo­ca­to. Per gli aman­ti del­lo sport e del cine­ma, nel 1931 la War­ner Bros. lo ingag­giò anche per 18 cor­ti che spie­gas­se­ro le tec­ni­che miglio­ri del golf.[/ezcol_1half_end]

[ezcol_1half id=”” class=”” style=“”]Al ter­zo posto quel­lo che vie­ne con­si­de­ra­to uno dei più gran­di gio­ca­to­ri di Foot­ball ame­ri­ca­no di tut­ti i tem­pi, Jim Bro­wn. Il run­ning back dei Cle­ve­land Bro­wns gio­cò solo otto sta­gio­ni da pro­fes­sio­ni­sta ma gli furo­no suf­fi­cien­ti per cen­tra­re il record cla­mo­ro­so di 2499 yar­de cor­se su rice­zio­ne. Lasciò nel 1965, a soli 29 anni, dopo quat­tro tito­li con­se­cu­ti­vi di MVP del­la Lega e la vit­to­ria del cam­pio­na­to l’an­no pri­ma. Riti­ro dovu­to anche alla pre­fe­ren­za per la car­rie­ra d’at­to­re che pro­se­gue tut­t’og­gi — ricor­dia­mo sopra­tut­to i suoi ruo­li in Mars Attacks! e Ogni Male­det­ta Domenica.[/ezcol_1half]

[ezcol_1half_end id=”” class=”” sty­le=“”]JimBrown1[/ezcol_1half_end]

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Indi­men­ti­ca­bi­le e dif­fi­ci­le da ripe­te­re nel­la sto­ria del­la boxe sarà la car­rie­ra di Roc­co Fran­cis Mar­che­gia­no, meglio cono­sciu­to come “Roc­ky Mar­cia­no”. Il for­mi­da­bi­le pugi­le ita­lo-ame­ri­ca­no chiu­se la sua avven­tu­ra spor­ti­va da imbat­tu­to con un record di 49 vit­to­rie e zero scon­fit­te, men­tre era anco­ra deten­to­re del­la cin­tu­ra di cam­pio­ne dei Pesi Mas­si­mi. Si riti­rò all’età di 32 anni per goder­si la meri­ta­ta pen­sio­ne come com­men­ta­to­re TV.

Solo un ricor­do fina­le per tut­ti, i tan­tis­si­mi, spor­ti­vi che han­no dovu­to abban­do­na­re la cosa che più ama­va­no per pro­ble­mi fisi­ci o fatalità.

“La gloria è l’ombra della virtù, la seguirà anche senza il suo volere.” Seneca.

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Jacopo Iside
Appas­sio­na­to di Sto­ria e di sto­rie. Stu­den­te mai trop­po dili­gen­te, ho inse­gui­to di più i sogni

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