The Good, the Bad and the Trailer: The Program

Jaco­po Musicco
@jacopomusicco


The pro­gram è l’ultimo film diret­to da Ste­phen Frears, regi­sta spes­so dedi­to a bio­pic, come dimo­stra­no The Queen e  Muham­mad Ali’s Grea­te­st Fight. Que­sta vol­ta Frears è alle pre­se con la figu­ra del cicli­sta Lan­ce Armstrong.

[ezcol_1half id=”” class=”” sty­le=“”]LAVA[/ezcol_1half]
[ezcol_1half_end id=”” class=”” style=“”]A dif­fe­ren­za del pri­mo tea­ser, il trai­ler uffi­cia­le inqua­dra per­fet­ta­men­te – sia musi­cal­men­te che visi­va­men­te – la vena adre­na­li­ni­ca del film. Un richia­mo alle tema­ti­che del­la pel­li­co­la, ma soprat­tut­to allo sport che per anto­no­ma­sia uni­sce l’uomo alla velocità.
Ciò che cat­tu­ra l’attenzione non è solo la tec­ni­ca, ma anche il rac­con­to: il dop­pio pun­to di vista, quel­lo del gior­na­li­sta (David Walsh) e quel­lo del cicli­sta (Lan­ce Arm­strong), risul­ta un inte­res­san­te spun­to per rac­con­ta­re la sfi­da di due uomi­ni – uno per la glo­ria, l’altro per la verità.[/ezcol_1half_end]


[ezcol_1half id=”” class=”” style=“”]Purtroppo assi­stia­mo ad uno dei clas­si­ci difet­ti nel­le pro­du­zio­ni di trai­ler: la lun­gag­gi­ne. Il fasti­dio­so vizio di rac­con­ta­re trop­po, di far vede­re il super­fluo (per un trai­ler s’intende), finen­do per irri­ta­re chi guarda.
Dall’altra par­te un’attenzione smi­su­ra­ta al sog­get­to, dimen­ti­can­do lo sfon­do – in que­sto caso il cicli­smo – rele­ga­to a stru­men­to per la vit­to­ria. Bana­liz­zan­do: si potreb­be par­la­re di qual­sia­si sport, ma nel cicli­smo ci si dopa di più.[/ezcol_1half]
[ezcol_1half_end id=”” class=”” sty­le=“”]CENERE[/ezcol_1half_end]

Ma que­sto è solo il trai­ler, il film è anco­ra tut­to da vedere.


L’opinione della critica

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Jacopo Musicco
“Cono­sco la vita, sono sta­to al cinema.”

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