Primo dibattito democratico alla CNN: ognuno ha ripetuto la lezione

da New York, Mat­tia Tarelli
@mattiatarelli1

Con l’inno ame­ri­ca­no e la ban­die­ra a stel­le e stri­sce che sven­to­la, come da tra­di­zio­ne, ini­zia il pri­mo dibat­ti­to tele­vi­si­vo dei can­di­da­ti demo­cra­ti­ci alla Casa Bianca.

Nono­stan­te i cin­que pre­sen­ti sul pal­co di Las Vegas del 13 otto­bre, la sfi­da è sostan­zial­men­te a due: tra Hil­la­ry Clin­ton, ex Fir­st Lady, Sena­tri­ce per lo sta­to di New York e Segre­ta­rio di Sta­to e Ber­nie San­ders, Sena­to­re del Ver­mont. Secon­do i son­dag­gi, Lin­coln Cha­feeMar­tin O’Malley, ex Gover­na­to­ri di Rho­de Island e Mary­land e Jim Webb, ex sena­to­re del­la Vir­gi­nia, non tota­liz­za­no, som­ma­ti tra loro, nean­che il 10% dei consensi.

HILLARY-CLINTON

Il gran­de assen­te? Il vice pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti, Joe Biden, che non ha anco­ra reso noto se cor­re­rà. È lui ad esse­re indi­ca­to come il riva­le più peri­co­lo­so per Hil­la­ry e avrà tem­po fino a que­sta sera (anche se non si trat­ta di un ter­mi­ne peren­to­rio) per pre­sen­ta­re la sua can­di­da­tu­ra al Comi­ta­to Nazio­na­le Democratico.

Un dato scon­ta­to quan­to signi­fi­ca­ti­vo, è il fat­to che nes­sun can­di­da­to abbia osa­to cri­ti­ca­re espli­ci­ta­men­te l’operato di Barack Oba­ma, fino al pun­to che alla doman­da “In che cosa sareb­be diver­so il vostro man­da­to da un ter­zo qua­drien­nio del Pre­si­den­te in cari­ca?”, la Clin­ton rispon­de sorridendo.

“Mi pare abbastanza ovvio. Penso che essere il primo Presidente donna rappresenterebbe un discreto cambiamento”.

L’elettorato demo­crat ha avu­to la for­tu­na di assi­ste­re ad un con­fron­to mol­to dif­fe­ren­te rispet­to ai due dibat­ti­ti repub­bli­ca­ni già avve­nu­ti, gio­ca­ti trop­po spes­so su bat­tu­te, slo­gan e attac­chi fron­ta­li tra i can­di­da­ti. Que­sta sera la sostan­za dei pro­gram­mi è sta­ta l’oggetto del con­ten­de­re: emble­ma del dibat­ti­to è sta­ta l’inevitabile doman­da sul­lo scan­da­lo del­le mail pro­po­sta alla Clin­ton. (L’ex Segre­ta­rio di Sta­to ave­va infat­ti impro­pria­men­te uti­liz­za­to la pro­pria email per­so­na­le per tra­smet­te­re infor­ma­zio­ni top secret.)

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San­ders, nonap­pe­na inter­pel­la­to, ha repli­ca­to: “Peo­ple are tired of hea­ring about your damn emails!” – Le per­so­ne sono stan­che di sen­tir par­la­re del­le tue dan­na­te email! A segui­re una diver­ti­ta stret­ta di mano tra i due.

Come pre­vi­sto, Hil­la­ry è riu­sci­ta a far vale­re la sua vasta espe­rien­za nell’agone poli­ti­co, man­te­nen­do un pro­fi­lo “isti­tu­zio­na­le” duran­te tut­to l’arco del dibat­ti­to, ma sen­za pau­ra di smar­car­si alla sini­stra di San­ders su alcu­ne que­stio­ni, come quel­la del­le armi. “Dob­bia­mo ren­der­ci con­to che per­dia­mo 90 cit­ta­di­ni al gior­no a cau­sa di vio­len­za da arma da fuo­co”, “è giun­ta l’ora per l’intero pae­se di oppor­si alla NRA!” (Ame­ri­can Rifle Asso­cia­tion, ndr).

Il Sena­to­re del Ver­mont, dal can­to suo, non ha esi­ta­to nel defi­nir­si social­de­mo­cra­ti­co e nell’indicare come suo nemi­co nume­ro uno l’intera Wall Street.

Curio­so, agli occhi di un tele­spet­ta­to­re euro­peo, è l’obiettivo dichia­ra­to del foco­so 73enne Ber­nie di avvi­ci­na­re la strut­tu­ra sta­ta­le ame­ri­ca­na al wel­fa­re sta­te “dane­se, sve­de­se e nor­ve­ge­se”. Tra i suoi caval­li di bat­ta­glia si anno­ve­ra­no l’università pub­bli­ca gra­tui­ta per tut­ti i cit­ta­di­ni e il sala­rio mini­mo di 15$ all’ora. È sem­pre il Sena­to­re del Ver­mont a far nota­re ai tele­spet­ta­to­ri che gli Sta­ti Uni­ti sono l’unico pae­se al mon­do in cui non è pre­vi­sto il con­ge­do di mater­ni­tà retri­bui­to. Dove si tro­va­no i fon­di per rifor­me di così gran­de impat­to? Gra­zie a una tas­sa sul­la spe­cu­la­zio­ne di Wall Street, ovvia­men­te.

Per quan­to riguar­da la poli­ti­ca este­ra, San­ders si tro­va sul­la difen­si­va: vie­ne infat­ti accu­sa­to di esse­re trop­po asten­sio­ni­sta sia dal­la Clin­ton sia dal­la stam­pa. Si difen­de citan­do alcu­ni voti a favo­re dell’intervento dell’esercito, come in Koso­vo, ma sot­to­li­nean­do come il ricor­so alle armi deb­ba esse­re con­ce­pi­to solo ed eslu­si­va­men­te come extre­ma ratio.

Nes­sun can­di­da­to rie­sce inve­ce a reg­ge­re la stra­ri­pan­te com­pe­ten­za in mate­ria dell’ex Segre­ta­rio di Sta­to, che sostie­ne il suo pro­get­to di no fly zone in Siria, da costrui­re con il con­sen­so di una “lar­ga coalizione”.

Se da un lato l’unico can­di­da­to in gra­do di rac­co­glie­re il con­sen­so dell’elettorato mode­ra­to e di vin­ce­re alle ele­zio­ni gene­ra­li sem­bra sem­pre esse­re Hil­la­ry Clin­ton, dall’altro San­ders sta pian pia­ni­no ero­den­do il van­tag­gio ini­zia­le dell’ex fir­st lady. In IowaNew Hamp­shi­re, i pri­mi due sta­ti chia­ma­ti al voto a feb­bra­io, i son­dag­gi dan­no il Sena­to­re del Ver­mont addi­rit­tu­ra in vantaggio.

Davan­ti al pub­bli­co di Las Vegas i can­di­da­ti demo­cra­ti­ci si sono mostra­ti uni­ti con­tro i Repub­bli­ca­ni, più vol­te bac­chet­ta­ti da ognu­no dei con­ten­den­ti. Dif­fi­ci­le pre­ve­de­re se que­sto cli­ma tut­to som­ma­to sere­no, sce­vro di una vio­len­ta con­trap­po­si­zio­ne tra i can­di­da­ti, dure­rà a lungo.

Nel frat­tem­po, per chi ama uno spet­ta­co­lo più vici­no allo sti­le dei nostra­ni Buo­nan­no e Cal­de­ro­li, l’appuntamento è al pros­si­mo dibat­ti­to repub­bli­ca­no di dopodomani.

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