Welcome to Green Bank, il villaggio statunitense che ha bandito i cellulari per cercare extraterrestri

Green Bank, Poca­hon­tas Coun­ty, in West Vir­gi­nia, situa­to ai pie­di del­le Alle­ghe­ny Moun­tain, è un gio­iel­lo ver­de, un ango­lo idil­lia­co di vita con­ta­di­na di un’America di un altro Secolo.

Lun­go le stra­de immer­se nel ver­de potre­ste non accor­ge­ve­ne subi­to, ma i cel­lu­la­ri smet­to­no di fun­zio­na­re. Se sta­va­te ascol­tan­do la radio, il segna­le si inter­rom­pe, sosti­tui­to dal silen­zio assoluto.
Per quan­to pastic­cia­te i vostri tele­fo­ni, non c’è nien­te da fare, zero segna­le. E in pae­se nes­su­no potrà offrir­vi Wi-Fi, per­ché nes­su­no ha (alme­no uffi­cial­men­te) Wi-Fi funzionanti.
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Green Bank è il villaggio piú silenzioso d’America.

Gli abi­tan­ti di Green Bank non sono amish o pri­mi­ti­vi­sti, e Green Bank non è il vil­lag­gio meno tec­no­lo­gi­co degli Sta­ti Uni­ti — al con­tra­rio ospi­ta tec­no­lo­gia avanzatissima.

A pro­teg­ge­re lo sta­bi­li­men­to bian­co che in lon­ta­nan­za si vede immer­so nel­la pine­ta, un impo­nen­te auto­car­ro cir­con­da­to di pic­co­le anten­ne sor­ve­glia gior­no e not­te il pae­se e le cam­pa­gne cir­co­stan­ti — a cac­cia dei cit­ta­di­ni ribel­li che nascon­do­no ogget­ti proi­bi­ti come access point Wi-Fi, for­ni microon­de, e in lot­ta costan­te con­tro gli ani­ma­li che masti­ca­no cavi del­la luce, cau­san­do rumo­ris­si­me inter­fe­ren­ze radio.

Green Bank è al cen­tro del­la Natio­nal Radio Quiet Zone, un’area di 33 chi­lo­me­tri qua­dra­ti, al con­fi­ne tra West Vir­gi­nia, Vir­gi­nia e Mary­land, dove per leg­ge è vie­ta­to uti­liz­za­re qual­sia­si tipo di stru­men­to in gra­do di pro­dur­re inter­fe­ren­ze radio.
Il silen­zio radio asso­lu­to è infat­ti vita­le per il fun­zio­na­men­to del Robert C. Byrd Green Bank Tele­sco­pe, il tele­sco­pio radio piú gran­de del mon­do con un piat­to dal dia­me­tro di 100 metri.
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Nessun’altra anten­na al mon­do può “ascol­ta­re” ogget­ti piú lon­ta­ni del Green Bank Tele­sco­pe: cuo­re del Natio­nal Radio Astro­no­my Obser­va­to­ry, è sta­to pro­ta­go­ni­sta di alcu­ne del­le sco­per­te astro­no­mi­che piú impor­tan­ti degli ulti­mi quin­di­ci anni.

Dal suo­no del­le galas­sie che si for­ma­no ai con­fi­ni dell’Universo osser­va­bi­le a super­bol­le gas­so­se a piú di 23 mila anni luce di distan­za, pas­san­do per aver dimo­stra­to l’esistenza di mole­co­le com­ples­se libe­re nell’universo (han­no sco­per­to mole­co­le di zuc­che­ro — nel­lo spa­zio!).

Il grup­po di scien­zia­ti gui­da­to da Jay Lock­man dedi­ca un ter­zo del pro­prio tem­po alla ricer­ca di segna­li radio che dimo­stri­no l’esistenza di civil­tà extraterrestri.
La ricer­ca di vita intel­li­gen­te extra­ter­re­stre è una tra­di­zio­ne di Green Bank.
Nel 1961 pro­prio al NRAO Frank Dra­ke for­mu­lò per la pri­ma vol­ta una for­mu­la mate­ma­ti­ca per sti­ma­re il nume­ro di civi­li­tà extra­ter­re­stri pre­sen­ti nel­la galassia.

Oggi, il tele­sco­pio di Green Bank è uno dei due part­ner prin­ci­pa­li nell’operazione Break­th­rou­gh Listen, la piú gran­de ini­zia­ti­va di ricer­ca di vita extra­ter­re­ste, inte­ra­men­te finan­zia­ta dal miliar­da­rio rus­so Yuri Milner.
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“Secon­do il model­lo di un Uni­ver­so infi­ni­to, deve neces­sa­ria­men­te esser­ci altra vita. Non c’è doman­da piú impor­tan­te. È venu­to il momen­to di tro­va­re la risposta.”
— Ste­phen Haw­king, alla pre­sen­ta­zio­ne del pro­get­to Break­th­rou­gh Listen.

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Alessandro Massone
Desi­gner di gior­no, blog­ger di not­te, pod­ca­ster al crepuscolo.

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