Guide anti-turistiche
Berlino

Lau­ra Loguercio

Sem­bra qua­si impos­si­bi­le tor­na­re con l’immaginazione a poco più di 50 anni fa quan­do Ber­li­no appa­ri­va com­ple­ta­men­te diver­sa, per­cor­sa per 106km da un muro di oltre tre metri di altez­za che pas­sa­va, tra l’altro, davan­ti all’imponente Por­ta di Bran­de­bur­go — che oggi si affac­cia su una piaz­za aper­ta e sen­za alcu­na barriera.

porta di brandeburgo

Un occhio non alle­na­to fati­ca a rico­no­sce­re la divi­sio­ne un tem­po net­ta tra Ber­li­no Est e Ber­li­no Ove­st. La par­te orien­ta­le, infat­ti, a par­ti­re dal­la cadu­ta del muro nel 1989 è sta­ta ogget­to di un for­te pro­gram­ma di rico­stru­zio­ne urba­na, sim­bo­lo di una cit­tà che vole­va dav­ve­ro cam­bia­re volto.

Ci sono però anco­ra luo­ghi in cui la dif­fe­ren­za tra il model­lo tede­sco e sovie­ti­co resi­ste, pro­prio per­ché con­na­tu­ra­to nel­la mor­fo­lo­gia del­le stra­de e dei palaz­zi. Qual­che esem­pio? Scen­de­te dal­la metro­po­li­ta­na (U‑Bahn) alla fer­ma­ta Strau­sber­ger Pla­tz, date le spal­le alla Tor­re del­la Tele­vi­sio­ne e incam­mi­na­te­vi lun­go Karl-Marx-Allee. Vi tro­ve­re­te così al cen­tro di un via­le lun­go, ine­qui­vo­ca­bil­men­te drit­to e squa­dra­to. Impec­ca­bi­le da un pun­to di pro­spet­ti­co, si ha la sen­sa­zio­ne di incon­tra­re un gene­ra­le del­la DDR da un momen­to all’altro.

Karl-Marx-Allee (Berlin)

Se vole­te respi­ra­re dav­ve­ro l’aria del­la vec­chia Ber­li­no non pote­te man­ca­re una visi­ta al Rotes Rathaus, il “Muni­ci­pio Ros­so” sede dell’amministrazione sovie­ti­ca del­la cit­tà, vici­nis­si­mo alla sta­tua di Marx ed Engels.

Rotes_Rathaus_Berlin_klein

L’edificio più impor­tan­te costrui­to nel­la Ber­li­no Est ai tem­pi dell’occupazione rus­sa è però la Tor­re del­la Tele­vi­sio­ne, che con i suoi 368 metri d’altezza è ben visi­bi­le da qua­si ogni pun­to del­la cit­tà — è quin­di uti­le anche come pun­to di rife­ri­men­to nel caso vi tro­va­ste sper­du­ti in qual­che quar­tie­re ber­li­ne­se. Costrui­ta tra il 1965 e il 1969, la Tor­re ha da subi­to acqui­si­to un ruo­lo sim­bo­li­co ed è sta­ta assun­ta come dimo­stra­zio­ne dell’efficienza e del­la for­za sovie­ti­ca. La piaz­za in cui si tro­va, Ale­xan­der Pla­tz, è oggi il prin­ci­pa­le sno­do per la via­bi­li­tà e i tra­spor­ti nel­la capi­ta­le ed è sta­ta sot­to­po­sta a dra­sti­ci inter­ven­ti di modi­fi­ca a par­ti­re dal­la riu­ni­fi­ca­zio­ne del­le due Repubbliche.

Berlin Est CollagePro­se­guen­do su via­le Unter Den Lin­den si tor­na velo­ce­men­te alla Por­ta di Bran­de­bur­go. Dove, in occa­sio­ne del­la visi­ta di John Fitz­ge­rald Ken­ne­dy nel­la par­te occi­den­ta­le del­la cit­tà, i socia­li­sti appe­se­ro gran­di stri­scio­ni ros­si per impe­di­re anche solo la vista del loro set­to­re al “nemi­co”. E dove, nel 1987, Rea­gan chie­se a Gor­bačëv di “apri­re que­sta por­ta” come pro­va tan­gi­bi­le del­la fine dei con­flit­ti tra i due blocchi.

A Ber­li­no, insom­ma, si è fat­ta la Sto­ria ma la cit­tà non ha alcu­na inten­zio­ne di fer­mar­si al suo pas­sa­to. Oggi, infat­ti, la capi­ta­le tede­sca si è pro­fon­da­men­te modi­fi­ca­ta gra­zie ai nume­ro­si pro­get­ti di rivi­si­ta­zio­ne urba­ni­sti­ca comin­cia­ti dopo la cadu­ta del muro e la fine del­la Guer­ra Fred­da, mira­ti a rico­strui­re il pro­fi­lo del­la città.

Berlino è diventata una città a misura d’uomo e perfetta per i giovani.

Ad esem­pio, Frie­dri­ch­shain – quar­tie­re nel pie­no del­la Ber­li­no Est – oggi è un vero e pro­prio pun­to di rife­ri­men­to per “ribel­li e alter­na­ti­vi” del XXI seco­lo. Pas­seg­gian­do per le stra­de che cir­con­da­no Box­ha­ge­ner Pla­tz è ine­vi­ta­bi­le imbat­ter­si in nego­zi di tatuag­gi, pier­cing, arti­sti di stra­da o cen­tri socia­li, come il “Frei­luf­t­ki­no Insel”, in Reva­ler Str. 99.

Freiluftkino Insel

Se vi tro­va­te a Frie­dri­ch­shain appro­fit­ta­te­ne anche per man­gia­re qual­co­sa da Bur­ge­ramt, in Kros­se­ner Straße 21–22, una sal­vez­za per i gio­va­ni abi­tan­ti del quar­tie­re spes­so pri­vi di tem­po (o voglia) di cuci­na­re nei loro monolocali.

Burgeramt

Infi­ne, nul­la mostra il cam­bia­men­to a cui Ber­li­no è anda­ta incon­tro più di Potsda­mer Pla­tz. Qua­si com­ple­ta­men­te distrut­ta duran­te la Guer­ra e divi­sa in due dal muro, che pas­sa­va pro­prio nel cen­tro del­la piaz­za, a par­ti­re dal 1990 Potsda­mer Pla­tz diven­ne il ful­cro del nuo­vo fer­men­to che attra­ver­sa­va la cit­tà ed è sta­ta ogget­to di uno dei più ambi­zio­si pia­ni di risa­na­men­to urba­no. Oggi vi sor­go­no i grat­ta­cie­li del Sony Cen­ter e nel­la piaz­za che si apre al loro inter­no han­no pre­so posto nego­zi e bir­re­rie, che lo ren­do­no il luo­go idea­le per una visi­ta not­tur­na, in modo da gode­re dei gio­chi di luci che modi­fi­ca­no l’am­bien­te a 360 gradi.

Berlin-Sony_Center-1

 

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