High Crosses — Una storia celtica

La cro­ce cel­ti­ca è un sim­bo­lo che al gior­no d’og­gi riman­da irri­me­dia­bil­men­te a ideo­lo­gie neo-fasci­ste; geo­me­tri­ca­men­te sem­pli­ce, è una cro­ce la cui inter­se­zio­ne dei brac­ci è avvol­ta da un cer­chio. Il sim­bo­lo ha un’o­ri­gi­ne mol­to anti­ca, che si lega soprat­tut­to alla cul­tu­ra dei Cel­ti, un insie­me di popo­li indoeu­ro­pei che dal cuo­re del­l’Eu­ro­pa dila­ga­ro­no in Fran­cia, Spa­gna, Iso­le Bri­tan­ni­che, Pan­no­nia e Ita­lia set­ten­trio­na­le, abi­tan­do­le pri­ma del­l’ar­ri­vo dei Roma­ni. In Irlan­da si pos­so­no ammi­ra­re alcu­ne cro­ci cel­ti­che scol­pi­te nel­la pie­tra ed alte anche più di cin­que metri: que­ste ope­re scul­to­ree monu­men­ta­li ven­go­no chia­ma­te high cros­sesstan­ding cros­ses. Le high cros­ses più inte­res­san­ti risal­go­no all’Al­to Medioe­vo, ai seco­li IX  e X, e han­no la par­ti­co­la­ri­tà di esse­re inte­ra­men­te deco­ra­te a rilie­vo con moti­vi geo­me­tri­ci e sce­ne reli­gio­se cristiane.

L’o­ri­gi­ne del­la cro­ce cel­ti­ca è mol­to dibat­tu­ta, secon­do una tesi affa­sci­nan­te que­sto sim­bo­lo sareb­be nato in orien­te; di ori­gi­ne orien­ta­le sareb­be­ro anche i model­li ico­no­gra­fi­ci di alcu­ne del­le sce­ne sacre scol­pi­te sul­le high cros­ses irlan­de­si. Infat­ti, secon­do alcu­ni stu­dio­si, le cro­ci e i sog­get­ti che le deco­ra­no, pur essen­do com­piu­ta­men­te cri­stia­ni, si rifa­reb­be­ro in real­tà a model­li del­la tra­di­zio­ne paga­na egi­zia. Que­sta si sareb­be mesco­la­ta con sche­mi deco­ra­ti­vi autoc­to­ni di ori­gi­ne cel­ti­ca (aspi­ra­li, sva­sti­che…) e con altri di ori­gi­ne vichin­ga, dan­do vita ad un ibri­do di straor­di­na­ria ric­chez­za. Che l’an­ti­co Egit­to abbia potu­to influen­za­re gli arti­sti cri­stia­ni irlan­de­si, potreb­be sem­bra­re una cosa dif­fi­cil­men­te pos­si­bi­le, sia per lo scar­to cro­no­lo­gi­co che per la distan­za geo­gra­fi­ca, ma la que­stio­ne è in real­tà mol­to più sem­pli­ce di quan­to pos­sa sem­bra­re. E cre­de­te­mi, in tut­to que­sto non c’en­tra­no gli extra-terrestri.

Ma andia­mo per ordi­ne, ini­zian­do con le ori­gi­ni oscu­re del­la cro­ce cel­ti­ca. In prin­ci­pio, si rite­ne­va che que­sta aves­se avu­to ori­gi­ne dal­l’u­nio­ne di sim­bo­li sola­ri cel­ti­ci con una pro­gres­si­va sti­liz­za­zio­ne del mono­gram­ma di Cri­sto, che nel­la tra­di­zio­ne tar­do anti­ca con­si­ste­va in una cro­ce (frut­to del­la sti­liz­za­zio­ne del­le let­te­re gre­che chirho) con­te­nu­ta in un cer­chio. Negli anni però si è affian­ca­ta un’al­tra ipo­te­si: la cro­ce cel­ti­ca non sareb­be altro che un deri­va­to del­l’ankh, la chia­ve del­la vita del­la reli­gio­ne egizia.

Figura 1 con lettere

L’ankh (a.) ven­ne acqui­si­to e rie­la­bo­ra­to sot­to for­ma di cro­ce (b.) dai cri­stia­ni in Egit­to nei pri­mi seco­li dopo Cri­sto, tra­sfor­man­do­si poi nel tem­po: si pas­sò così ad ave­re un diret­to ante­na­to (c.) del­la cro­ce cel­ti­ca irlan­de­se (d.).

L’e­vo­lu­zio­ne del­la sim­bo­lo­gia sacra egi­zia da paga­na a cri­stia­na sem­bra esse­re mol­to più plau­si­bi­le per l’E­git­to cop­to che per l’Ir­lan­da: infat­ti, come avreb­be potu­to que­sta arri­va­re in un’i­so­la tan­to remo­ta sen­za pri­ma dif­fon­der­si tra altre comu­ni­tà cri­stia­ne? La rispo­sta a que­sta doman­da risie­de nel mona­che­si­mo irlandese.

Il mona­che­si­mo nasce nel IV seco­lo in Egit­to e ben pre­sto si dif­fon­de nel resto del­l’Im­pe­ro Roma­no, fino ad oltre­pas­sa­re i con­fi­ni di que­st’ul­ti­mo, arri­van­do in Irlan­da nel V seco­lo. Nel­l’i­so­la, il mona­che­si­mo ebbe un suc­ces­so incre­di­bi­le, che por­tò alla fon­da­zio­ne di mol­tis­si­mi mona­ste­ri per tut­to il ter­ri­to­rio. Già dal­l’e­po­ca dei suc­ces­so­ri di San Patri­zio (385–461), colui che secon­do la tra­di­zio­ne avreb­be con­ver­ti­to al cri­stia­ne­si­mo la popo­la­zio­ne paga­na del­l’i­so­la, i mona­ci irlan­de­si si reca­ro­no in Egit­to per appren­de­re diret­ta­men­te model­li di con­vi­ven­za e vita mona­sti­ca, visi­tan­do i più anti­chi mona­ste­ri del­la cri­stia­ni­tà come quel­lo del Mon­te Sinai. Tor­nan­do in Irlan­da, i mona­ci avreb­be­ro por­ta­to con sé alcu­ni libri sacri con­ten­ti imma­gi­ni: sareb­be­ro sta­ti que­sti, insie­me alla memo­ria di quel­lo che ave­va­no visto in Egit­to, a dif­fon­de­re anche in Irlan­da i sim­bo­li e l’i­co­no­gra­fia di ori­gi­ne egizia.

Come abbia­mo det­to, anche il modo di rap­pre­sen­ta­re le sce­ne sacre avreb­be risen­ti­to del­l’in­fluen­za egi­zia. Ciò lo pos­sia­mo vede­re, per esem­pio, nel­la Cro­ce del­le scrit­tu­re di Clon­mac­noi­se (X seco­lo),  una del­le high cross più cele­bri. Nel­l’in­ter­se­zio­ne dei brac­ci del­la cro­ce abbia­mo una rap­pre­sen­ta­zio­ne del giu­di­zio uni­ver­sa­le, dove Cri­sto-giu­di­ce vie­ne ritrat­to con le brac­cia sul pet­to come il dio egi­zio Osi­ri­de nel libro dei mor­ti, men­tre giu­di­ca a sua vol­ta il desti­no del defunto.

Figura 2

In un’al­tra high cross scol­pi­ta, la Cro­ce di Mui­re­dach a Mona­ster­boi­ce (fine del IX seco­lo, ini­zi del X), tro­via­mo una sce­na mol­to cara all’i­co­no­gra­fia egi­zia: il momen­to in cui l’a­ni­ma del defun­to vie­ne pesa­ta su una bilancia.
Nel­la tra­di­zio­ne egi­zia il defun­to, per pote­re esse­re sal­va­to, dove­va infat­ti spe­ra­re che il suo cuo­re fos­se pesa­to meno di una piu­ma del­la dea del­la giu­sti­zia Mat. Nel­la sce­na com­pa­re anche il dio del­l’ol­tre­tom­ba Anu­bi, che aiu­ta­va il defun­to trat­te­nen­do con una mano il peso del­la bilancia.
Nel­la sce­na cri­stia­na, tro­via­mo la stes­sa bilan­cia su cui vie­ne sop­pe­sa­ta l’a­ni­ma del defun­to, ma dal­l’al­tro piat­to scom­pa­re la piu­ma di Mat; al posto di Anu­bi incon­tria­mo l’ar­can­ge­lo Gabrie­le, men­tre a trat­te­ne­re il piat­to è rap­pre­sen­ta­to un dia­vo­lo, che cer­ca di far con­dan­na­re all’in­fer­no l’uomo.

Figura 3

Il fat­to che que­sta sce­na venis­se ripro­po­sta in chia­ve cri­stia­na, ci mostra quan­to fos­se impor­tan­te, per entram­be le cul­tu­re, il pas­sag­gio del­le ani­me all’al­di­là. In un’al­tra sce­na del­la stes­sa cro­ce, vie­ne rap­pre­sen­ta­ta l’a­do­ra­zio­ne del­la Ver­gi­ne e del bam­bi­no da par­te dei Magi: qui il model­lo ico­no­gra­fi­co sareb­be la rap­pre­sen­ta­zio­ne del­la dea Isi­de che allat­ta il figlio Horus, men­tre rice­ve gli ono­ri da altre divi­ni­tà del pan­theon egizio.

Figura 4

Ana­liz­zan­do le high cros­ses, pos­sia­mo vede­re come effet­ti­va­men­te vi sono pro­ve di un’in­fluen­za del­la cul­tu­ra degli anti­chi egi­zi  su quel­la insu­la­re. Più com­ples­so, ma altret­tan­to inte­res­san­te, sareb­be deter­mi­na­re la pre­sen­za di un più pro­fon­do lega­me dot­tri­na­le o litur­gi­co tra cri­stia­ne­si­mo cop­to e irlan­de­se, o, anco­ra, di un’in­fluen­za di ritor­no irlan­de­se sull’Egitto.

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Guido G. Beduschi
Stu­den­te di Sto­ria, da gran­de voglio inca­stel­lar­mi. Ho una bicicletta.

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