La sorveglianza di massa britannica vuole diventare piú sorvegliante, piú di massa

Regno Uni­to. Mer­co­le­dì 4 Novem­bre il Segre­ta­rio di Sta­to per gli Affa­ri Inter­ni The­re­sa May ha pre­sen­ta­to la boz­za di una nuo­va leg­ge che rego­la i “Pote­ri Inve­sti­ga­to­ri” del­le for­ze di poli­zia e di fat­to lega­liz­za nuo­ve nor­me di sor­ve­glian­za di mas­sa. Nor­me così inva­si­ve che non solo saran­no ille­ga­li secon­do nor­me uni­ta­rie, ma che sareb­be­ro ille­ga­li anche negli Sta­ti Uni­ti.

  • Dopo le rive­la­zio­ni del­lo scor­so Apri­le, e pri­ma anco­ra i com­men­ti di Sno­w­den su GCHQ, le atti­vi­tà di sor­ve­glian­za di mas­sa, con­si­de­ra­te un gra­ve attac­co ai dirit­ti uma­ni anche da Amne­sty Inter­na­tio­nal, con­ti­nue­ran­no imperterrite

L’obbiettivo è la formalizzazione della sorveglianza di massa come norma.

  • Il testo del Draft Inve­sti­ga­to­ry Powers Bill è un capo­la­vo­ro del­la poli­ti­ca. Pre­sen­ta­to come un trion­fo del­la tra­spa­ren­za, nascon­de, occul­ta e usa espres­sio­ni conia­te ad hoc per con­fon­de­re la let­tu­ra, comun­que mol­to dif­fi­col­to­sa e com­ples­sa, essen­do il cor­pus del docu­men­to lun­go 299 pagi­ne che ricor­re con­ti­nua­men­te a rife­ri­men­ti incrociati.
  • Il testo pre­ve­de la crea­zio­ne di un archi­vio nazio­na­le di meta­da­ta — otti­ma can­di­da­ta a paro­la fan­toc­cio del­la deca­de — ano­ni­mo ma tota­le, com­pren­den­te tut­te le con­nes­sio­ni atti­ve sul ter­ri­to­rio nazio­na­le. Attra­ver­so que­sto archi­vio le for­ze di poli­zia e l’intelligence UK avran­no acces­so a:
    1. Dati sul­le con­ver­sa­zio­ni: chi è l’interlocutore, coor­di­na­te di entram­bi i pun­ti del­la con­ver­sa­zio­ne, quan­do la con­ver­sa­zio­ne si svol­ge e quan­to dura. Tut­ti i dati ven­go­no con­ser­va­ti dai pro­vi­der per 12 mesi.
    2. Tut­ti i ser­vi­zi, tut­te le app, e tut­ti i siti a cui si fa acces­so.
    Tut­ti i dati ven­go­no con­ser­va­ti dai pro­vi­der per 12 mesi.
    3. I con­te­nu­ti di tut­te le con­ver­sa­zio­ni su sup­por­ti non pro­tet­ti da crittografia.
    Que­sta rac­col­ta, di effet­ti­va inter­cet­ta­zio­ne di mas­sa, è effet­tua­ta diret­ta­men­te dal­lo Stato.
  • In ter­mi­ni così vaghi e gene­ri­ci da esse­re cari­ca­tu­ra­li, la leg­ge pre­ve­de anche pote­ri per lo Sta­to di met­te­re fuo­ri leg­ge for­me di comu­ni­ca­zio­ne crip­ta­ta, o pre­ten­de­re da azien­de loca­li e stra­nie­re di inse­ri­re bac­k­door di acces­so a que­ste comu­ni­ca­zio­ni crittografate.

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Se il Segretario di Stato britannico decidesse di usare i poteri descritti nella legge potrebbe effettivamente bandire servizi come WhatsApp e iMessage.

  • Seb­be­ne la leg­ge pre­ve­da la figu­ra di un “com­mis­sa­ria­to di giu­di­zio”, in qual­sia­si caso di emer­gen­za — e le agen­zie han­no tito­lo di deci­de­re da sole se si trat­ta di un’emergenza – è suf­fi­cien­te un’autorizzazione mini­ste­ria­le rila­scia­ta dall’organizzazione stessa.
    Di fat­to, quin­di, l’intelligence ha acces­so libe­ro ai dati con­te­nu­ti nel­le intercettazioni.
  • La leg­ge è fit­ta di espres­sio­ni da vera e pro­pria New­speak uti­liz­za­te nel dispe­ra­to ten­ta­ti­vo di offu­sca­re le atti­vi­tà effet­ti­va­men­te pre­vi­ste. È così che inve­ce di incro­cia­re IP e geo­lo­ca­liz­za­zio­ni in un “data­ba­se”, paro­la evi­den­te­men­te con­si­de­ra­ta proi­bi­ta, si pre­fe­ri­sce par­la­re di “Reque­st Fil­ter”, sen­za spe­ci­fi­ca­re che, ovvia­men­te que­sto fil­tro per ope­ra­re il suo ruo­lo di fil­tro deb­ba esse­re un database.
  • La poli­zia potrà acce­de­re solo a que­sti dati fil­tra­ti, una vit­to­ria per i soste­ni­to­ri del­la pri­va­cy, sosten­go­no dagli Affa­ri Inter­ni. Tut­ta­via, se accet­tia­mo che il fil­tro deb­ba agi­re attra­ver­so un data­ba­se, è ine­vi­ta­bi­le arri­va­re alla con­clu­sio­ne che per­ché la poli­zia pos­sa richie­de­re que­sti dati già fil­tra­ti, l’Investigatory Powers Com­mis­sio­ner deb­ba a tut­ti gli effet­ti pro­dur­si in una rac­col­ta di dati di mas­sa. Il ruo­lo del “Reque­st Fil­ter”: rimuo­ve­re l’anonimato dal data­ba­se di meta­da­ta, per­met­ten­do acces­so a dati sui sin­go­li indi­vi­dui con pre­ci­sio­ne chirurgica.

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  • È agghiac­cian­te leg­ge­re docu­men­ti che si con­clu­da­no con una così dichia­ra­ta ammis­sio­ne di col­pa, indo­ra­ta sol­tan­to dall’annuncio di aver tro­va­to un loo­pho­le, un cavil­lo con cui difen­de­re una nor­ma liber­ti­ci­da, in nome non del­la sicu­rez­za, ma del­la paura.

“Perché questa legge non viola diritti umani?
I’ll explain it later.”

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Alessandro Massone
Desi­gner di gior­no, blog­ger di not­te, pod­ca­ster al crepuscolo.

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