Valeria Solesin è morta a Parigi perché gli Stati Uniti non vogliono votare una legge per il controllo delle armi

 

  • Una del­le armi da fuo­co usa­te duran­te gli atten­ta­ti di Pari­gi è sta­ta ven­du­ta da un nego­zio d’armi in Florida.
  • Il viag­gio assur­do del Zasta­va M92 in que­stio­ne rac­con­ta la fac­cia prag­ma­ti­ca del­la legi­sla­zio­ne sta­tu­ni­ten­se in fat­to d’armi. La fac­cia che non piange.
  • La cara­bi­na è un fuci­le semi-auto­ma­ti­co costrui­to dal­la fab­bri­ca d’armi ser­ba Zasta­va. L’arma può esse­re legal­men­te acqui­sta­ta negli Sta­ti Uni­ti, per­ché non spa­ra a raf­fi­ca. Vie­ne quin­di clas­si­fi­ca­ta come arma da cac­cia e sport.
  • Que­sto attrez­zo spor­ti­vo, non diver­so da un paio di scar­pe da cor­sa per la leg­ge sta­tu­ni­ten­se, è in real­tà una ver­sio­ne accor­cia­ta di un fuci­le d’assalto, e può esse­re modi­fi­ca­ta con rela­ti­va faci­li­tà per spa­ra­re a raf­fi­ca come un’arma da guerra.
  • Essen­do rela­ti­va­men­te com­pat­to, è estre­ma­men­te faci­le da nascon­de­re e tra­spor­ta­re in segre­to. Tut­te carat­te­ri­sti­che essen­zia­li per uno stru­men­to sportivo.
  • Inter­vi­sta­to ai micro­fo­ni di Asso­cia­ted Press, Milo­j­ko Brza­ko­vic, ammi­ni­stra­to­re del­la fab­bri­ca Zasta­va, con­fer­ma che il fuci­le è sta­to ven­du­to nel mag­gio 2013 a Cen­tu­ry Inter­na­tio­nal Arms, in Del­ray Beach, cit­ta­di­na di Palm Beach, in Florida.
  • Le accu­se poste di fron­te a Brza­ko­vic sono da capo­gi­ro: set­te del­le armi usa­te duran­te gli atten­ta­ti di Pari­gi pro­ven­go­no dal­la sua fab­bri­ca. Ma Zasta­va ha le car­te in rego­la, e alcu­ne di que­ste armi sono sta­te ven­du­te trent’anni fa (1983, Bosnia, 1987, Mace­do­nia, 1987 e 1988, Croazia). 
  • Zasta­va ven­de a Cen­tu­ry Inter­na­tio­nal Arms ven­ti­cin­que mila armi da fuo­co “per uso spor­ti­vo” ogni anno.

  • Nel video pub­bli­ci­ta­rio pro­dot­to da Cen­tu­ry Arms quan­do ha ini­zia­to a ven­de­re la cara­bi­na su ter­ri­to­rio sta­tu­ni­ten­se, il nego­zio van­ta che l’arma sia sta­ta costrui­ta “for com­bat use”. Ma non biso­gna esse­re spa­ven­ta­ti, sul fuci­le è stam­pa­to a chia­re let­te­re il pro­me­mo­ria di leg­ge­re il manua­le pri­ma dell’uso, quin­di è evi­den­te­men­te sicu­ro. (O per lo meno, al sicu­ro sono Cen­tu­ry Arms e i pro­pri avvocati.)
  • Qui entra in azio­ne il ruo­lo fon­da­men­ta­le degli Sta­ti Uni­ti nel­la distri­bu­zio­ne di que­sti fuci­li “built for com­bat use”. Per leg­ge tut­ti gli import di armi da fuo­co sono con­trol­la­ti e rego­la­ti dal Dipar­ti­men­to di Sta­to sta­tu­ni­ten­se, pres­so il qua­le ogni fab­bri­ca d’armi deve esse­re regi­stra­ta e deve dichia­ra­re con­te­nu­ti e desti­na­ta­rio di ogni vendita.

Una volta che le armi entrano nel mercato americano sono poste sotto la tutela di una serie di leggi scandalose, ufficialmente a difesa dei diritti dei proprietari d’armi, ma chiaramente strutturate per garantire la salute di un vivace mercato nero della morte.

  • Il Dipar­ti­men­to di Sta­to non trac­cia il nume­ro seria­le di nes­su­na arma da fuo­co espor­ta­ta dagli Sta­ti Uni­ti ver­so il mon­do a meno che non si trat­ti di una ven­di­ta sin­go­la: è una leg­ge dise­gna­ta su misu­ra per i traf­fi­can­ti d’armi. Come si giu­sti­fi­chi que­sta nor­ma, e non, al mas­si­mo, il con­tra­rio, è incomprensibile.
  • Il Dipar­ti­men­to di Sta­to non rac­co­glie nem­me­no l’identità dei nego­zi che pra­ti­ca­no export, per­ché è una infor­ma­zio­ne con­si­de­ra­ta privata.
  • (Que­sta pas­sio­ne degli Sta­ti Uni­ti per la pri­va­cy ce la era­va­mo per­sa). Lo Sta­to fede­ra­le con­trol­la così poco il com­mer­cio d’armi sul pro­prio ter­ri­to­rio che è “impos­si­bi­le distin­gue­re tra un’arma ven­du­ta e una per­sa”.
  • Que­sta com­bi­na­zio­ne mor­ta­le di leg­gi assur­de per­met­te a traf­fi­can­ti d’armi inter­na­zio­na­li di strin­ge­re accor­di di for­ni­tu­ra con enor­mi nego­zi sta­tu­ni­ten­si sen­za mai entra­re nel rea­me dell’illegalità.

Delray-Beach-Postcard

  • Sul­le spiag­ge dia­man­ti­ne di Palm Beach si sono con­su­ma­ti alcu­ni degli accor­di piú san­gui­no­si degli ulti­mi trent’anni.
  • Nel 1987, duran­te lo scan­da­lo Iran-Con­tra, un loro dipen­den­te rive­lò come Cen­tu­ry Arms agis­se come for­ni­to­re di armi per i Con­tras nicaraguensi.
  • Nel 2004 l’Italia ha bloc­ca­to un cari­co desti­na­to a Cen­tu­ry Arms — era­no 7500 AK-47 pro­dot­ti in Roma­nia. L’ordine era sta­to dichia­ra­to sospet­to dal­le auto­ri­tà nostra­ne, ma il Dipar­ti­men­to di Sta­to ame­ri­ca­no ci ha garan­ti­to la legit­ti­mi­tà del com­pra­to­re. Dopo­tut­to i con­tras non era­no in atti­vi­tà da piú di die­ci anni, quin­di il pre­ce­den­te del 1987 non dove­va pre­oc­cu­par­ci, giu­sto…?
  • Nel 2009 un cablo di Wiki­leaks li rive­la come prin­ci­pa­le inter­lo­cu­to­re di un gran­de traf­fi­can­te d’armi israe­lia­no (che resta sen­za nome), che acqui­sta da loro nel 2007 armi per 130 milio­ni di dollari.
  • Infi­ne, nel 2011, il Cen­ter for Public Inte­gri­ty ha indi­ca­to Cen­tu­ry Arms come for­ni­to­re dell’arma “pre­fe­ri­ta” dai car­tel messicani.
  • Non deve sor­pren­de­re che Cen­tu­ry Arms sia anco­ra in atti­vi­tà, mal­gra­do il pro­prio bril­lan­te sto­ri­co di acqui­ren­ti: non stan­no infran­gen­do nes­su­na leg­ge. La respon­sa­bi­li­tà fina­le del­le loro azio­ni cade inte­ra­men­te sul­le spal­le del Gover­no statunitense.
  • Abbia­mo tito­la­to que­sto arti­co­lo citan­do l’emergenza del con­trol­lo del­le armi, ma non è pos­si­bi­le leg­ge­re il caso di Cen­tu­ry Arms sen­za con­si­de­ra­re la pos­si­bi­li­tà che gli Sta­ti Uni­ti non sia­no sem­pli­ce­men­te con­ni­ven­ti nell’export di armi da guer­ra — ma un atti­vo spon­sor inter­na­zio­na­le del­la morte. 

 

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Alessandro Massone
Desi­gner di gior­no, blog­ger di not­te, pod­ca­ster al crepuscolo.

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