Little Sister, ritrovare serenità nella quotidianità

Susan­na Causarano

La quo­ti­dia­ni­tà è, per lo piú, uno sta­to da cui si cer­ca di rifuggire. 

Ci ripor­ta con la men­te a una rou­ti­ne noio­sa da rav­vi­va­re più che si può, maga­ri con una bel­la bevu­ta oppu­re lan­cian­do­si dal para­ca­du­te. Solo quan­do ci acca­de qual­co­sa di gra­ve, finia­mo per ago­gna­re quel­la nor­ma­li­tà tan­to disprez­za­ta, che pri­ma pare­va rele­gar­ci ad una vita noio­sa, sen­za guiz­zi ed ora sem­bra la con­qui­sta più gran­de, per­ché por­ta­tri­ce di serenità. 

Que­sta è la cifra di Lit­tle sister, film diret­to Hiro­ka­zu Kore-Eda, nel­la sale ita­lia­ne dal 1 gen­na­io 2016, che rac­con­ta la sto­ria di tre sorel­le Yoshi­no, Sachi e Chi­ka, la cui vita ver­rà rav­vi­va­ta dal­l’ar­ri­vo di Suzu, figlia nata dal­le secon­de noz­ze del padre, cono­sciu­ta al fune­ra­le di que­st’ul­ti­mo e subi­to invi­ta­ta a vive­re con loro.

Yoshi­no è scon­ten­ta del suo lavo­ro, cam­bia un fidan­za­to al mese e si attac­ca facil­men­te alla bot­ti­glia; Chi­ka è crea­ti­va, vive nel suo mon­do, lavo­ra come com­mes­sa in un nego­zio di arti­co­li spor­ti­vi e ha sem­pre un atteg­gia­men­to posi­ti­vo; Sat­chi è la colon­na del­la fami­glia, la pri­mo­ge­ni­ta costret­ta a matu­ra­re pre­sto a cau­sa di due geni­to­ri assen­ti, infer­mie­ra con un istin­to pro­tet­ti­vo e un sen­so di respon­sa­bi­li­tà mol­to svi­lup­pa­ti, desi­de­ra che in casa regni l’armonia e ha biso­gno di occu­par­si di qual­cu­no per sen­tir­si utile.
Ognu­na a suo modo tro­va in Suzu, ragaz­zi­na edu­ca­ta, asso nel cal­cio e con uno spic­ca­to intui­to, e nel pren­der­si cura di lei, un’ispirazione a cam­bia­re ciò che non sem­bra fun­zio­na­re nel­la pro­pria vita.
L’ar­ri­vo del­la pic­co­la aiu­te­rà Sachi e Yoshi­no a sop­por­ta­re l’u­na i difet­ti del­l’al­tra, che pri­ma appa­ri­va­no inge­sti­bi­li e farà ricon­ci­lia­re Sachi con la madre, rima­sta bam­bi­na nel­l’a­ni­ma e per que­sto mal sop­por­ta­ta dal­la figlia maggiore.

La pellicola ci fa riflettere su ciò che nella vita conta di più, gli affetti, e la loro, per così dire, manutenzione.

Tut­ti nascia­mo in una fami­glia, qua­si mai per­fet­ta per­ché for­ma­ta da indi­vi­dui altret­tan­to imper­fet­ti e la sfi­da sta pro­prio nell’ amar­si ogni gior­no anche quan­do ci vor­reb­be solo tira­re i piat­ti. Ciò che il film tra­smet­te sen­za strom­baz­za­men­ti è una sere­na con­sa­pe­vo­lez­za che la vita non è faci­le, mai, per nes­su­no, non solo in caso di tra­ge­die e vite al limite.
C’è una dif­fi­col­tà meno intui­bi­le, meno media­ti­ca, ma non per que­sto meno vera, che ci accom­pa­gna sem­pre, che scan­di­sce le nostre gior­na­te e ci spin­ge ad alza­re sem­pre di più l’a­sti­cel­la. In un mon­do dove ciò che fa noti­zia è solo l’as­sur­di­tà del­la tra­ge­dia, Lit­tle Sister rap­pre­sen­ta una pia­ce­vo­le e bal­sa­mi­ca eccezione. 


Il suc­ces­so del film sta pro­prio nel fat­to che rie­sce a pren­der lo spet­ta­to­re per mano e por­tar­lo pian pia­no a una ritro­va­ta con­sa­pe­vo­lez­za di ciò, ponen­do­lo davan­ti situa­zio­ni e sta­ti d’a­ni­mo nel­le qua­li rico­no­scer­si è faci­le e che lo ras­si­cu­ra sul fat­to che non sia­mo soli a combattere.
La vita non è solo un pal­co­sce­ni­co sul qua­le esi­bir­si, ma anche e soprat­tut­to una quo­ti­dia­na lot­ta con noi stes­si, coi nostri sogni, spe­ran­ze, pro­get­ti che si scon­tra­no con una real­tà non sem­pre favorevole.
Il mon­do descrit­to nel film par­reb­be così lon­ta­no dal­la “real­tà irrea­le” che la tele­vi­sio­ne e i media ci pre­sen­ta­no ogni gior­no e che ormai non rie­sce più nem­me­no a fare noti­zia per quan­to ne sia­mo saturi.
Ecco che si ritor­na a quan­to det­to all’i­ni­zio: la per­di­ta del­la quo­ti­dia­ni­tà, il crol­lo di sche­mi e para­dig­mi trop­po a lun­go dati per scon­ta­ti, si fan­no sen­ti­re ogni gior­no di più e con essi ritor­na il fan­ta­sma del­l’in­cer­tez­za e la pau­ra del­la fine di una vita maga­ri noio­sa ma ras­si­cu­ran­te. Non si è più tan­ti cer­ti che la vita­li­tà risie­da nel­le rivo­lu­zio­ni dal risvol­to tra­gi­co, che la crea­ti­vi­tà neces­si­ti di fol­lia, che la guer­ra sia igie­ne del mon­do, per dir­la in manie­ra futu­ri­sta. Non se ne è più cer­ti per­ché si sco­pre che tut­to ciò ha un prez­zo non solo per la comu­ni­tà, ma anche per cia­scu­no di noi. Dopo tan­ti film pie­ni di effet­ti spe­cia­li, cata­cli­smi, atten­ta­ti, fur­ti miliar­da­ri e omi­ci­di di mas­sa, Lit­tle Sister rap­pre­sen­ta una gra­de­vo­le pau­sa e un toni­fi­can­te bagno di realtà.

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