Wikipedia. Un esempio funzionante di web collaborativo

L’enciclopedia digi­ta­le a con­te­nu­to libe­ro più gran­de del­la sto­ria com­pie 15 anni. Wiki­pe­dia nasce nel 2001 da un’idea di un ex ope­ra­to­re di bor­sa, Jim­my Wales, e un pro­gram­ma­to­re, Ler­ry San­ger, per docu­men­ta­re e distri­bui­re lo sci­bi­le uma­no a più frui­to­ri pos­si­bi­le e in modo total­men­te gra­tui­to. Si trat­ta di un sape­re per tut­ti e di tut­ti, glo­ba­le e in con­ti­nua costruzione. 

Si fon­da su pre­ci­se linee gui­da che ne deter­mi­na­no la chia­rez­za, la liber­tà, la neu­tra­li­tà e la veri­fi­ca­bi­li­tà dei con­te­nu­ti. Il nome deri­va dall’unione del ter­mi­ne hawa­ia­no wiki (velo­ce) e il suf­fis­so -pedia, dal gre­co παιδεία (for­ma­zio­ne, educazione).

Attual­men­te Wiki­pe­dia è uno tra i 10 siti più visi­ta­ti al mon­do, con 500 milio­ni di uten­ti men­si­li, che con­sul­ta­no e con­tri­bui­sco­no a 38 milio­ni di voci in 291 lingue. 

Wiki­pe­dia è uno dei pro­get­ti com­ple­men­ta­ri soste­nu­ti dal­la Wiki­me­dia Foun­da­tion, un’organizzazione no pro­fit con sede a San Fran­ci­sco. Per man­te­ne­re la pro­pria liber­tà, l’enciclopedia non ripor­ta pub­bli­ci­tà e si finan­zia tra­mi­te dona­zio­ni, di enti pub­bli­ci e pri­va­ti, e micro­do­na­zio­ni pro­mos­se sul sito.


La com­pi­la­zio­ne del­le pagi­ne è total­men­te libe­ra e vive gra­zie a mec­ca­ni­smi di con­sen­so tra gli auto­ri. Gli uten­ti più atti­vi e affi­da­bi­li sono diven­ta­ti con il tem­po ammi­ni­stra­to­ri, svol­go­no com­pi­ti di manu­ten­zio­ne del­le pagi­ne e moni­to­ra­no che le linee gui­da ven­ga­no rispet­ta­te dagli altri editor.

Wiki­pe­dia fa del­la tota­le liber­tà e acces­si­bi­li­tà alle modi­fi­che uno dei pro­pri pun­ti di for­za, ma ne paga anche le conseguenze.

Le pagine Wikipedia con il più alto numero di modifiche.

Il fat­to che non esi­sta un pro­ces­so for­ma­le di revi­sio­ne del­le pagi­ne met­te a rischio l’affidabilità del pro­get­to stes­so, come ha volu­to dimo­stra­re uno stu­den­te del­la Uni­ver­si­ty Col­le­ge of Dublin. 

Sha­ne Fitz­ge­rald nel mar­zo del 2009 ha inse­ri­to una cita­zio­ne fasul­la nel­la pagi­na del musi­ci­sta fran­ce­se Mau­ri­ce Jar­re il gior­no del­la sua mor­te, ha aspet­ta­to qual­che ora e le stes­se paro­le, mai pro­nun­cia­te dal musi­ci­sta, sono sta­te cita­te dal Guar­dian e dal Times negli arti­co­li che infor­ma­va­no del deces­so di Jar­re. Tut­ta­via que­sti epi­so­di di van­da­li­smo sono rari e ven­go­no rapi­da­men­te cor­ret­ti gra­zie ai miglia­ia di uten­ti, i “wiki­pe­dia­ni”, che con­trol­la­no tut­te le modifiche.
Se pren­dia­mo per esem­pio la pagi­na su Mila­no e spo­stia­mo la col­lo­ca­zio­ne geo­gra­fi­ca del capo­luo­go lom­bar­do in Pie­mon­te, la modi­fi­ca avrà vita bre­ve e ver­rà ripri­sti­na­ta la ver­sio­ne pre­ce­den­te in poco tempo.

Un pro­ble­ma ben più gra­ve è dato dai con­ti­nui ten­ta­ti­vi di modi­fi­ca mira­ti e remu­ne­ra­ti. Nume­ro­sis­si­mi auto­ri, cosid­det­ti “mer­ce­na­ri”, sono paga­ti da azien­de per inse­ri­re pic­co­le modi­fi­che che por­ta­no però note­vo­li bene­fi­ci alle azien­de stes­se. Un esem­pio è quel­lo del­la pagi­na ingle­se dedi­ca­ta alla cifo­pla­sti­ca, (un trat­ta­men­to per sta­bi­liz­za­re le frat­tu­re ver­te­bra­li) dove era­no sta­te modi­fi­ca­te le voci che ne dichia­ra­va­no la discu­ti­bi­le efficacia. 

Il frui­to­re dell’enciclopedia “par­te­ci­pa­ta” deve sfrut­ta­re la pro­pria coscien­za cri­ti­ca, con­sa­pe­vo­le del fat­to che Wiki­pe­dia altro non è che un mez­zo che for­ni­sce infor­ma­zio­ni di base per un suc­ces­si­vo riscon­tro ed appro­fon­di­men­to. Come scri­ve­va sull’argomento Umber­to Eco: “con­sul­to su un cer­to argo­men­to Wiki­pe­dia e poi vado a con­fron­ta­re con altre due o tre siti: se la noti­zia ricor­re tre vol­te ci sono buo­ne pro­ba­bi­li­tà che sia vera”.

L’unico modo che ha Wiki­pe­dia per tute­lar­si da modi­fi­che mira­te, è affi­da­to al buon sen­so del­la comu­ni­tà vir­tua­le dei suoi uten­ti che, con la loro atti­vi­tà, ten­go­no in pie­di l’intero sito, rispet­tan­do il codi­ce di com­por­ta­men­to det­to Wiki­quet­te, ovve­ro l’atteggiamento da ave­re nei con­fron­ti dei cnte­nu­ti e degli altri “col­le­ghi”.

Ma da chi è com­po­sta l’ampia comu­ni­tà dei “wiki­pe­dia­ni”? Uno stu­dio recen­te del­la Oxford Uni­ver­si­ty ha sti­ma­to che più del­la metà degli auto­ri del­le pagi­ne di Wiki­pe­dia pro­ven­go­no da Inghil­ter­ra, Sta­ti Uni­ti, Fran­cia, Ger­ma­nia e Italia.

La più grande piattaforma di informazione online è di mano totalmente occidentale.

Mol­te pole­mi­che recen­ti met­to­no in luce il fat­to che alcu­ni sog­get­ti, regio­ni del mon­do e pro­ble­mi non sia­no sta­ti inse­ri­ti o non ven­ga­no trat­ta­ti in pro­fon­di­tà da Wikipedia.

Un’altra gra­ve caren­za di infor­ma­zio­ni è dovu­ta alla pre­sen­za esi­gua di uten­ti don­ne. Che l’ambiente lavo­ra­ti­vo del­la tec­no­lo­gia sia pro­fon­da­men­te ses­si­sta non ci sor­pren­de e tan­to meno che le assun­zio­ni di don­ne nel­la Sili­con Val­ley sia­no poche, ma che pochis­si­me don­ne par­te­ci­pi­no al man­te­ni­men­to di Wiki­pe­dia, sì. Ad oggi il nume­ro di redat­to­ri uomi­ni oscil­la fra l’84 e il 91 per cen­to, pro­vo­can­do una gra­ve lacu­na di infor­ma­zio­ni su don­ne famo­se e non­cu­ran­za negli arti­co­li su tema­ti­che femministe.


Assun­zio­ni alla Apple tra il 2014 e il 2015

La fal­le dell’ingente pro­get­to che è Wiki­pe­dia non ne smen­ti­sco­no la por­ta­ta inno­va­ti­va. La frui­zio­ne del sape­re è sta­ta rivo­lu­zio­na­ta negli ulti­mi 15 anni — e l’obiettivo di ren­de­re gra­tui­ta­men­te acces­si­bi­le a chiun­que tut­to lo sci­bi­le uma­no non è mai sta­to piú vicino.

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Elena Buzzo
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne. Scri­vo per non par­la­re. Mi pia­ce il cine­ma, la bir­ra, ma non il gelato.

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