Che cosa resta della Grecia

epa04603200 Greek Prime Minister Alexis Tsipras gives a press briefing at the end of the meeting with President of the European Parliament Martin Schulz (not pictured) at the European Parliament in Brussels, Belgium, 04 February 2015. Greek Prime Minister Alexis Tsipras met with European Union officials in Brussels during a week of intense diplomatic efforts by Athens' new government to renegotiate the terms of its international bailout. EPA/OLIVIER HOSLET

Den­nis Galimberti

A poco più di un anno dal­le ele­zio­ni gre­che che ave­va­no pre­an­nun­cia­to un cam­bia­men­to radi­ca­le dell’Unione Euro­pea, con la vit­to­ria di Ale­xis Tsi­pras, tut­to tace. Ma anche se i media ita­lia­ni sem­bra­no esser­si disin­te­res­sa­ti alla que­stio­ne, la Gre­cia rima­ne una pol­ve­rie­ra. La cri­si nel­la gestio­ne dei flus­si migra­to­ri pro­ve­nien­ti dal Medio Orien­te (e dal­la Siria in par­ti­co­la­re) rischia di mina­re il con­cet­to stes­so di Unio­ne Euro­pea e la Gre­cia si ritro­va, suo mal­gra­do, con le mani lega­te. Ma fac­cia­mo chia­rez­za sul­la situazione.

I pro­fu­ghi che pas­sa­no il con­fi­ne mace­do­ne usa­no la Gre­cia come por­ta d’ingresso per rag­giun­ge­re, prin­ci­pal­men­te, l’Europa Cen­tra­le e del Nord. Non arri­va­no in Gre­cia per rima­ner­vi, ma per­ché insie­me all’Italia è il Pae­se più faci­le da rag­giun­ge­re. Alle auto­ri­tà gre­che si chie­de di fer­ma­re in pri­ma bat­tu­ta i migran­ti, in modo da iden­ti­fi­car­li e poi even­tual­men­te ripar­tir­li fra gli altri Pae­si dell’Unione. Il pro­ble­ma è che ciò non avvie­ne per­ché non ci sono le risor­se per farlo. 

I Pae­si mag­gior­men­te inte­res­sa­ti, come desti­na­zio­ne ulti­ma del­la mag­gior par­te dei migran­ti — Sve­zia, Ger­ma­nia, Austria, Slo­ve­nia e Bel­gio — han­no appog­gia­to la deci­sio­ne del­la Com­mis­sio­ne Euro­pea di lan­cia­re, il 12 feb­bra­io scor­so, una sor­ta di ulti­ma­tum alla Gre­cia. Un ulti­ma­tum che sa mol­to di ricat­to. Ate­ne dovrà pre­sen­ta­re entro tre mesi un pia­no con­vin­cen­te per la riso­lu­zio­ne del­la cri­si, altri­men­ti la Gre­cia sarà esclu­sa da Schen­gen per la pro­pria “inef­fi­cien­za” nel pro­teg­ge­re i confini.

La Com­mis­sio­ne Euro­pea sa che la Gre­cia dovrà rispet­ta­re i ter­mi­ni, altri­men­ti si ritro­ve­rà sul pro­prio ter­ri­to­rio deci­ne di miglia­ia di pro­fu­ghi — impos­si­bi­li da gesti­re — che non potran­no più oltre­pas­sa­re libe­ra­men­te il con­fi­ne. Tsi­pras dun­que dovrà per for­za sot­to­sta­re alle richie­ste e con­ta­re sull’appoggio euro­peo in ter­mi­ni di risor­se finanziarie.

La Gre­cia ver­sa già in con­di­zio­ni dram­ma­ti­che e i gre­ci sono stre­ma­ti dai nume­ro­si pia­ni “di sal­va­tag­gio” vara­ti dall’UE negli scor­si anni. Il Pae­se è scos­so da nume­ro­si scio­pe­ri con­tro il pia­no di auste­ri­ty volu­to dal­la Troi­ka e accet­ta­to dal gover­no di Tsi­pras, che sem­bra ormai esser­si del tut­to allon­ta­na­to dai suoi ori­gi­na­ri pro­po­si­ti rivoluzionari.

An EU and a Greek flag fly in front of the ancient Parthenon temple, in Athens, on Wednesday, April 9, 2014. Greece announced Wednesday it was returning to international bond markets for the first time in four years amid growing signs of confidence in the country at the forefront of the European debt crisis. (AP Photo/Petros Giannakouris) ORG XMIT: XPG101

Il 25 gen­na­io 2015 Tsi­pras ave­va vin­to le ele­zio­ni pro­met­ten­do un cam­bia­men­to radi­ca­le e la volon­tà di non pie­gar­si alla Troi­ka. I ten­ta­ti­vi di impo­sta­re un diver­so rap­por­to con le isti­tu­zio­ni euro­pee sono anda­ti avan­ti per diver­si mesi, ma il brac­cio di fer­ro alla fine è sta­to vin­to da Bru­xel­les. L’accordo che ne è risul­ta­to ha di fat­to ripor­ta­to la situa­zio­ne al pun­to di partenza.

Attualmente il debito pubblico è al 171%, la disoccupazione ha raggiunto il 25% e le stime della Commissione Europea indicano che fino al 2017 non ci sarà crescita.

Con i nuo­vi pro­gram­mi del­la Troi­ka che pre­ve­do­no tagli a pen­sio­ni dal 15 al 30% e aumen­to del­le tas­se (IVA al 23%), mol­ti cit­ta­di­ni sono sce­si in piaz­za a pro­te­sta­re. Alcu­ne mani­fe­sta­zio­ni, soprat­tut­to ad Ate­ne, sono sfo­cia­te in vio­len­za. Dopo tan­te pro­mes­se man­ca­te, i gre­ci sono sem­pre più pove­ri e disil­lu­si. Poul Thom­sen, capo eco­no­mi­sta del FMI, ha dichia­ra­to che sen­za un pia­no rea­li­sti­co per la soste­ni­bi­li­tà del debi­to del­la Gre­cia si riaf­fac­ce­ran­no i timo­ri di un’uscita dall’Euro, con con­se­guen­ze impor­tan­ti anche per il nostro Paese.

Pho­to cre­di­ts: AP Photo/Petros Giannakouris

 

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