Del: 20 Febbraio 2016 Di: Redazione Commenti: 0

Francesco Porta

Decisamente, questo non è un solito film di super eroi. Dopo l’ingiusta (e orribile) comparsa in X-Men: Wolverine, le origini, Deadpool esce al cinema con un film tutto suo, dopo un travagliato e interminabile tempo di produzione: Tim Miller fu ingaggiato come regista nel lontano 2010 e per quattro anni del film non si è più saputo nulla, finché non è stato diffuso illegalmente un test in computer grafica di una scena del film con la voce di Ryan Reynolds.

deadpool-poster-2Deadpool ha polverizzato al botteghino tutti gli altri film Marvel. Considerando che questo è l’unico cinecomic vietato ai minori, lo scarto con gli altri super eroi si fa davvero sentire. Deadpool direbbe “Oh be’! Non solo per questo sono molto meglio di Capitan America.”

Il film in sé è davvero ottimo: le scene d’azione sono di grande impatto e la storia è raccontata con un continuo susseguirsi di flashback e flash foward che rispecchiano perfettamente la mente confusionaria del protagonista: chi già conosce il mercenario chiacchierone sa bene quanto sia fuori di testa, e il film non manca di sottolinearlo in ogni occasione.

La maggiore particolarità di Deadpool è la rottura insistita della quarta parete: il supereoe è uno dei pochissimi personaggi Marvel che ha l’autocoscienza di essere un fumetto. Spesso quindi si prende la licenza di parlare con i propri lettori o in certi casi “esce” dalla propria vignetta per uccidere i disegnatori dei supereroi meno simpatici. La rottura della quarta parete nel film è una costante e non si limita al buon Ryan Reynolds che parla allo spettatore: musiche, continui riferimenti al mondo reale o ad altri film, persino i titoli di testa ci suggeriscono che siamo soltanto davanti a uno schermo. È questa, probabilmente, la componente più riuscita del film. La continua interazione con lo spettatore è sempre spassosa e molto varia e si serve di alcune trovate registiche geniali.

Insomma, i fan del fumetto non potranno lamentarsi di come è stato trasportato sul grande schermo il caro Wade Wilson: il suo stile e il suo senso dello humour sono rimasti intatti.

Ma il film risulta godibile non solo per chi segue le avventure degli X-Men: in generale, si ha l’impressione di assistere a un mash-up di tutta la cultura pop. Nonostante la trama certo non sia delle più originali, tutti i personaggi appaiono esilaranti e caricaturali senza essere troppo snaturalizzati, in particolare Colosso e Testata Mutante Megasonica. Wade Wilson, malato terminale di cancro, si offre per una cura sperimentale che stimolerebbe il suo gene mutante permettendogli di guarire, in realtà scopre di essere stato ingannato e dopo la sua fuga cercherà vendetta.

Il film, come il fumetto, mostra nelle scene più movimentate un’intensa ultra-violenza, con l’immancabile voce fuori campo a dispensare satira e gag visive stravaganti: lo splatter però non è esagerato e non stanca.

Deadpool è consigliatissimo a chiunque cerchi un film leggero e divertente e ovviamente ai fan più accaniti del più irriverente anti-eroe di casa Marvel. Una news: Reynolds ha dichiarato di non volere vestire panni di altri supereroi o super cattivi, ma sarebbe più che disponibile a dei cameo e a sequel: l’attore canadese infatti ha dichiarato di non essere mai stato più pronto a calarsi in un ruolo e dice di essersi particolarmente legato all’eroe vestito di rosso.

A proposito: non scappate subito ai titoli di coda, l’ultima scena è una vera chicca!

 

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