Electric sheep: No chip, no money

Maria C. Mancuso
@MariaC_Mancuso

Con l’entrata in vigo­re del rego­la­men­to CE n. 21/2001 del dicem­bre 2003 ogni alle­va­to­re negli Sta­ti mem­bri è obbli­ga­to a iden­ti­fi­ca­re il pro­prio greg­ge tra­mi­te un micro­chip elet­tro­ni­co. Non più suf­fi­cien­ti quin­di il clas­si­co tatuag­gio ad inchio­stro o le mar­che auri­co­la­ri con iden­ti­fi­ca­ti­vo nume­ri­co o con codi­ce a bar­re — men­tre è in fase anco­ra spe­ri­men­ta­le il rico­no­sci­men­to median­te la map­pa­tu­ra del DNA.

Que­sto prov­ve­di­men­to si inse­ri­sce in un qua­dro più ampio che è esem­pli­fi­ca­to dal Rego­la­men­to CE 178/2002: la neces­si­tà di acqui­si­re la fidu­cia dei con­su­ma­to­ri, gra­zie ad un chia­ro siste­ma di rin­trac­cia­bi­li­tà, attua­bi­le tra­mi­te docu­men­ta­zio­ni e siste­mi di con­trol­lo. Que­sti ulti­mi per­met­te­reb­be­ro di rico­strui­re e di segui­re il per­cor­so di un ali­men­to, di un man­gi­me o di un ani­ma­le che ver­ran­no desti­na­ti alla pro­du­zio­ne ali­men­ta­re attra­ver­so la pro­du­zio­ne, la tra­sfor­ma­zio­ne e la distri­bu­zio­ne (se nel­la vostra testa risuo­na­no i discor­si di un cer­to Fari­net­ti, o di Coop, Slow Food, Expo & Com­pa­gnia bel­la non sie­te i soli).

Ma se in Ita­lia può sem­bra­re che l’obbligo del micro­chip non abbia desta­to gros­se pole­mi­che — per lo meno pub­bli­che – in Fran­cia, patria del­la liber­té (e, c’è chi dice, anche del­le mani­fe­sta­zio­ni), dal 2010 ad oggi vi sono sta­te nume­ro­sis­si­me rimo­stran­ze, sono sta­ti pub­bli­ca­ti libri e docu­men­ta­ri e si sono per­si­no mos­si i sin­da­ca­ti.

La cri­ti­ca mag­gio­re sol­le­va­ta dai pasto­ri fran­ce­si è l’obbligatorietà del chip elet­tro­ni­co, che è pure più costo­so (seb­be­ne in vari Pae­si sia­no sta­ti ero­ga­ti fon­di per l’acquisto). C’è chi si chie­de poi se i micro­chip sia­no soste­ni­bi­li e soprat­tut­to dove vada­no a fini­re una vol­ta macel­la­ta la carne.

Data la for­te dipen­den­za degli alle­va­to­ri dai sus­si­di sta­ta­li, mol­ti si sono visti let­te­ral­men­te ricat­ta­ti dal­lo Sta­to: no chip, no money.

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I signo­ri Mabil­le, ad esem­pio, pro­prie­ta­ri di una ses­san­ti­na di peco­re e agri­col­to­ri bio­lo­gi­ci, han­no subì­to una per­di­ta di 12 000 euro a cau­sa del­le pesan­ti san­zio­ni (che ammon­ta­no a 8000) impo­ste loro per non aver iden­ti­fi­ca­to elet­tro­ni­ca­men­te il greg­ge, oltre alla revo­ca del dirit­to ai sus­si­di, per­ché non più qua­li­fi­ca­ti a goderne. 

Ma un epi­so­dio di intran­si­gen­za con­tro chi si rifiu­ta di iden­ti­fi­ca­re è avve­nu­to anche in casa nostra, in Sici­lia, dove nel novem­bre 2014 sono sta­te tro­va­te del­le capre che pasco­la­va­no “abu­si­va­men­te” sprov­vi­ste “sia di codi­ci auri­co­la­ri, sia di micro­chip elet­tro­ni­ci” e per­ciòi capri­ni, alla pre­sen­za di Uffi­cia­li di P.G. del Cor­po Fore­sta­le Regio­ne Sici­lia­na e dei Medi­ci Vete­ri­na­ri dall’A.S.P., sono sta­ti abbat­tu­ti, le car­cas­se ter­mo­di­strut­te e i cam­pa­nac­ci appli­ca­ti ad alcu­ni di essi sono sta­ti recu­pe­ra­ti e sot­to­po­sti a seque­stro penale”. 

Gli alle­va­to­ri fran­ce­si sce­si in piaz­za a mani­fe­sta­re con­tro que­sto obbli­go chie­do­no a gran voce che il loro non ven­ga reso un lavo­ro razio­na­le e scien­ti­fi­co come quel­lo degli ope­rai in fab­bri­ca e di non dover sot­to­sta­re a rego­la­men­ti che favo­ri­sco­no le gran­di azien­de dell’industria ali­men­ta­re, che negli ulti­mi decen­ni han­no potu­to ingras­sa­re e spaz­za­re via la con­cor­ren­za del­le pic­co­le azien­de agri­co­le, obbli­ga­te a chiu­de­re per­ché impos­si­bi­li­ta­te ad osser­va­re rego­la­men­ti trop­po costo­si e pro­ce­du­re sem­pre più industriali.

Il pasto­re, un tem­po, ave­va biso­gno di un basto­ne e di un cane per gui­da­re il pro­prio greg­ge. I tem­pi, però, sono cam­bia­ti e la tec­no­lo­gia oggi rive­ste un ruo­lo impor­tan­te anche nel set­to­re dell’allevamento”. Que­sto è quan­to si leg­ge in un elo­quen­te arti­co­lo appar­so sul sito di Tele­com Ita­lia, a pro­po­si­to di Lui­gi Fari­na, defi­ni­to ‘il pasto­re hi-tech’.

En pas­sant, ricor­dia­mo il mega con­trat­to da 500 milio­ni con il Mini­ste­ro dell’Interno secon­do cui dal 2003 Tele­com Ita­lia è for­ni­tri­ce uni­ca dei brac­cia­let­ti elet­tro­ni­ci per detenuti. 

Maria C. Mancuso
Scri­ve di agri­col­tu­ra, ambien­te e cibo. Mal sop­por­ta chi usa gli angli­ci­smi per dar­si un tono.
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Scrive di agricoltura, ambiente e cibo. Mal sopporta chi usa gli anglicismi per darsi un tono.

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