Sécurité, disparité, policier. Il nuovo Stato di Polizia francese, ma solo per qualcuno

  • Il gover­no fran­ce­se si sta muo­ven­do ver­so una ulte­rio­re esten­sio­ne del­lo sta­to di emer­gen­za indet­to dopo gli atten­ta­ti di Pari­gi del­lo scor­so 13 novembre. 
  • Il prov­ve­di­men­to, che dovreb­be sca­de­re il 26 feb­bra­io, garan­ti­sce pote­ri enor­mi alle auto­ri­tà — tra cui quel­lo di poter con­dur­re raid e por­re indi­vi­dui sot­to arre­sti domi­ci­lia­ri sen­za l’autorizzazione di un giudice.
  • L’obiettivo di Hol­lan­de e Valls è di esten­de­re lo sta­to di emer­gen­za fino all’approvazione del nuo­vo pac­chet­to anti­ter­ro­ri­smo, che garan­ti­reb­be pote­ri espan­si alle for­ze dell’ordine sen­za il peso dell’etichetta di ‘sta­to di emergenza’.

 

  • Le nor­me anti­ter­ro­ri­smo, oltre a per­met­te­re alla poli­zia di trat­te­ne­re sospet­ti fino a 4 ore per con­trol­li d’identità, anche per indi­vi­dui in gra­do di pro­dur­re docu­men­ti vali­di, per­met­te­rà di por­re agli arre­sti domi­ci­lia­ri fino a un mese chiun­que abbia viag­gia­to in ter­ri­to­ri inte­res­sa­ti dal ter­ro­ri­smo, o sospet­ta­ti di atti­vi­tà di ban­da armata.
  • La paro­la chia­ve è sospet­ta­ti.
  • Sem­pre tra le misu­re anti­ter­ro­ri­smo, un gra­ve alleg­ge­ri­men­to ai limi­ti per l’uso di armi da fuo­co — la poli­zia potrà spa­ra­re con­tro chiun­que abbia com­mes­so un “ten­ta­to omi­ci­dio”, e non solo in rispo­sta a fuo­co nemico.
  • La leg­ge non chia­ri­sce come nel­la imme­dia­tez­za del­la sce­na si distin­gua­no vio­len­ze da “ten­ta­to omi­ci­dio”, e di fat­to con­ce­de agli agen­ti di usa­re armi da fuo­co in qual­sia­si con­te­sto si repu­ti di pericolo.

 

  • Par­ti­co­lar­men­te con­te­si, e con­te­sta­ti, due pun­ti di rifor­ma costi­tu­zio­na­le. Il pri­mo pre­ve­de la for­ma­liz­za­zio­ne costi­tu­zio­na­le dell’iter per dichia­ra­re lo sta­to d’emergenza.
  • Il secon­do, vera pie­tra del­lo scan­da­lo del pac­chet­to pro­po­sto dal gover­no, pre­ve­de un nuo­vo pote­re giu­di­zia­rio di nega­re la cit­ta­di­nan­za a cit­ta­di­ni con dop­pia nazio­na­li­tà con­dan­na­ti per ter­ro­ri­smo. La misu­ra ha fat­to esplo­de­re con­tro gli inqui­ren­ti l’accusa che stia­no ingiu­sta­men­te svol­gen­do ope­ra­zio­ni di tar­ge­ting e pro­fi­ling su cit­ta­di­ni con dop­pia nazionalità.
  • Sot­to la pres­sio­ne di mani­fe­sta­zio­ni in tut­to il Pae­se la rifor­ma costi­tu­zio­na­le ha spac­ca­to il gover­no e la mag­gio­ran­za par­la­men­ta­re. Il rim­pa­sto, in can­tie­re da mesi, si è fat­to ine­vi­ta­bi­le nel­le scor­se due settimane.
  • L’ingresso con­tem­po­ra­neo nel gover­no di Emma­nuel­le Cos­se, lea­der dei Ver­di, e Jean-Marc Ayrault è l’ultimo orro­re sul­la sce­na par­lar­men­ta­re fran­ce­se, ormai com­ple­ta­men­te sor­da non solo alle mani­fe­sta­zio­ni degli elet­to­ri, ma alle posi­zio­ni “uffi­cia­li” degli stes­si par­ti­ti politici.
  • Il sup­por­to par­la­men­ta­re dei Ver­di, mal­gra­do l’ingresso di Cos­se al gover­no è anco­ra infat­ti in discus­sio­ne: il grup­po ave­va riti­ra­to il pro­prio appog­gio al gover­no pro­prio quan­do Valls ave­va sosti­tui­to Ayrault come pri­mo mini­stro nel 2014.
  • Fon­da­men­ta­le per con­te­stua­liz­za­re lo spi­ri­to del­le rifor­me del gover­no fran­ce­se: Human Rights WatchAmne­sty Inter­na­tio­nal, in un momen­to di raro corag­gio poli­ti­co, han­no pub­bli­ca­to due inda­gi­ni sugli abu­si del­le for­ze dell’ordine in que­sti pri­mi tre mesi di sta­to di emergenza.
  • La poli­zia non si limi­ta ad effet­tua­re raid a sor­pre­sa in abi­ta­zio­ni di cit­ta­di­ni di ori­gi­ne medio­rien­ta­le, ma si abban­do­na a estre­ma vio­len­za, mai giu­sti­fi­ca­ta nei casi esa­mi­na­ti dal­le due organizzazioni.

  • Lo scor­so gen­na­io duran­te un raid un poli­ziot­to ha spac­ca­to quat­tro den­ti a un resi­den­te disa­bi­le che non sta­va col­la­bo­ran­do con rapi­di­tà suf­fi­cien­te all’ispezione del­la pro­pria dimora.
  • Negli ulti­mi 90 gior­ni la poli­zia ha effet­tua­to 3242 raid e posto agli arre­sti domi­ci­lia­ri tra le 350 e le 400 persone.
  • In 488 inda­gi­ni la poli­zia ha fat­to uso dei pote­ri con­fe­ri­ti dal­lo sta­to di emer­gen­za sen­za che ci fos­se nes­sun col­le­ga­men­to con l’attività ter­ro­ri­sti­ca, oltre a quel­lo pre­sun­to e raz­zi­sta — la fede degli indagati.
  • Secon­do un’indagine del Col­lec­ti­ve Again­st Isla­mo­pho­bia in Fran­ce per Human Rights Watch la poli­zia si è abban­do­na­ta a vio­len­za estre­ma 180 vol­te – due vol­te al gior­no, per ogni gior­no pre­so in esame.
  • Le vio­len­ze sono ini­zia­te imme­dia­ta­men­te dopo la dichia­ra­zio­ne del­lo sta­to di emer­gen­za. Il 16 Novem­bre la poli­zia ha tenu­to un raid not­tur­no a Auber­vil­liers, seguen­do le trac­ce di Abde­lha­mid Abaaoud, una del­le men­ti sospet­ta­te die­tro gli atten­ta­ti di Pari­gi. A Auber­vil­liers, la poli­zia non ha tro­va­to nien­te, ma nel dub­bio ha comun­que distrut­to la moschea locale.
  • Sia Amne­sty che HRW ripor­ta­no la scia di ossa e vetri rot­ti lascia­ta dal­la poli­zia fran­ce­se. I raid, mai giu­sti­fi­ca­ti alle vit­ti­me, che non rice­vo­no spie­ga­zio­ni cir­ca la natu­ra dell’indagine, sono pun­tual­men­te svol­ti con una rapi­di­tà e una vio­len­za che si fan­no natu­ra­le dichia­ra­zio­ne di for­za, un mes­sag­gio che lo Sta­to vuo­le man­da­re a una fascia del­la pro­pria cittadinanza.
  • Gran par­te del­le moschee e dei cen­tri di pre­ghie­ra visi­ta­ti dal­la poli­zia sono posti sot­to chiu­su­ra forzata.
  • Dopo un raid lun­go una not­te alla moschea di Lagny-sur-Mar­ne, le auto­ri­tà han­no accet­ta­to che non ci fos­se­ro ”ele­men­ti che giu­sti­fi­cas­se­ro l’apertura di un’indagine.” Quin­di, han­no ordi­na­to la chiu­su­ra forzosa.

  • Secon­do l’articolo 15 del­la Con­ven­zio­ne Euro­pea per i Dirit­ti Uma­ni, e l’articolo 4 dell’International Cove­nant on Civil and Poli­ti­cal Rights un gover­no può “impor­re restri­zio­ni su deter­mi­na­ti dirit­ti, tra cui la liber­tà di movi­men­to, espres­sio­ne, e asso­cia­zio­ne, duran­te sta­ti di emer­gen­za” ma “solo per il tem­po neces­si­ta­to dall’emergenza.” Qui sta il nodo cen­tra­le sul­la mate­ria dell’estensione del­lo sta­to d’emergenza.
  • Lo sta­to d’emergenza impo­sto da Hol­lan­de non è mai sta­to uno stru­men­to di con­te­ni­men­to dell’allarme ter­ro­ri­smo – e se lo fos­se sta­to, sareb­be un sono­ro fal­li­men­to – è sta­to uno stru­men­to di ven­det­ta orga­niz­za­ta, da par­te del­le auto­ri­tà, con­tro un grup­po di cit­ta­di­ni con­si­de­ra­to infor­mal­men­te com­pli­ce o sim­pa­tiz­zan­te con gli auto­ri degli orro­ri di Parigi.
  • Può il Par­la­men­to con­ti­nua­re a igno­ra­re que­sta veri­tà inne­ga­bi­le, espo­sta così chia­ra­men­te dal­le inda­gi­ni di due orga­niz­za­zio­ni che tut­to sono tran­ne che nemi­che dell’establishment occi­den­ta­le? La rispo­sta è pro­ba­bil­men­te sì.
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Alessandro Massone
Desi­gner di gior­no, blog­ger di not­te, pod­ca­ster al crepuscolo.

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