Balubá: storia di un locale milanese tra musica, arte e ciucche

Susan­na Causarano
@SueSbimbloz

Ave­te mai sen­ti­to par­la­re del Balu­bá? È un loca­li­no situa­to in una via defi­la­ta vici­no a Piaz­za San­ta Maria del Suf­fra­gio. Que­sta è la sua storia.

L’avventura del Balu­bá ini­zia quat­tro anni fa, al nume­ro 1 di via Car­lo Fol­di e vede pro­ta­go­ni­sti cin­que ami­ci: Raf­fae­le, com­mer­cia­li­sta, Mile­na, sti­li­sta e sorel­la di Raf­fae­le, Ema­nue­le, Ste­fa­no e Luca. Ognu­no di loro ha il pro­prio lavo­ro e insie­me deci­do­no di met­te­re insie­me i sol­di per com­pra­re il loca­le e rea­liz­za­re un gran­de sogno. Mile­na, a cui il gusto non man­ca, pro­get­ta e attua un resty­ling com­ple­to del­lo spa­zio, arre­dan­do­lo con uno sti­le non defi­ni­bi­le e sor­pren­den­te al pri­mo sguar­do e dan­do alla crip­ta che si tro­va al pia­no di sot­to un’aria acco­glien­te e familiare. 

Siste­ma­to tut­to, il grup­po può par­ti­re. Fin da subi­to il posto si riem­pie di ami­ci, paren­ti e cono­scen­ti che, gra­zie al pas­sa­pa­ro­la, con­tri­bui­sco­no a far fun­zio­na­re la mac­chi­na a pie­no rit­mo. L’idea di par­ten­za era quel­la di ren­de­re il Balu­bá un posto friz­zan­te, aper­to sem­pre e per tut­ti, dove poter gusta­re un piat­to eso­ti­co a pro­prio gusto, chiac­chie­ran­do, ascol­tan­do buo­na musi­ca dal vivo o ammi­ran­do i qua­dri dei vari arti­sti ospi­ta­ti in diver­se occa­sio­ni, tra­sfor­man­do così il loca­le in uno spa­zio espo­si­ti­vo. Oltre alle sera­te a tema sia dal pun­to di vista del­la cuci­na che del­la musi­ca, i cin­que ami­ci deci­do­no di ren­de­re il loca­le “affit­ta­bi­le” al cen­to per cen­to, cuci­na com­pre­sa, su richie­sta, per orga­niz­za­re una cena tra ami­ci, per chi maga­ri non ha la pos­si­bi­li­tà di far­lo a casa propria. 

Una sera d’autunno del 2012 capi­ta­no nel loca­le, duran­te una del­le loro scor­ri­ban­de alco­li­che, Andrea Car­lo Cap­pi, inge­gne­re man­ca­to “per for­tu­na” dice lui, auto­re di thril­ler e gial­li, tra­dut­to­re di mol­ti roman­zi dal­lo spa­gno­lo, dei libri di Cli­ve Cus­sler, James Pat­ter­son e Jef­frey Dea­ver, oltre che tra i mas­si­mi esper­ti di James Bond e cri­mi­ne mila­ne­se, e Andrea Pin­ketts, cele­bre scrit­to­re e uomo di gran cari­sma, por­ta­to­re sano di quell’immediatezza pra­ti­ca e asciut­ta tipi­ca mila­ne­se. Subi­to diven­ta­no affe­zio­na­ti clien­ti e veri e pro­pri ani­ma­to­ri del loca­le, orga­niz­zan­do lì i loro “gio­ve­dì let­te­ra­ri” con let­tu­re e dibat­ti­ti su vari temi, ogni vol­ta con un ospi­te diverso. 

Screen-Shot-2016-03-07-at-125007-

Per comin­cia­re que­ste sera­te han­no un ritua­le che si è costrui­to negli anni e l’ul­ti­mo det­ta­glio è sta­to aggiun­to pro­prio al Balu­bà: quan­do Pin­ketts invi­ta, o più esat­ta­men­te, ordi­na, al pub­bli­co di scen­de­re nel­la crip­ta, in sot­to­fon­do si sen­te Dean Mar­tin che can­ta “Wel­co­me to My World”, rac­con­ta Cap­pi, “Quan­do il pub­bli­co ha pre­so posto, io intro­du­co la sera­ta come “pre­sen­ta­to­re del pre­sen­ta­to­re”, con­clu­den­do l’in­tro­du­zio­ne con la richie­sta di “un fra­go­ro­so applau­so segui­to da reli­gio­so silen­zio”… e qui Pin­ketts pren­de la paro­la, intro­du­cen­do l’o­spi­te di tur­no. Per quan­to seri pos­sa­no esse­re gli argo­men­ti, il tono è sem­pre iro­ni­co e bril­lan­te. Fra le gag ricor­ren­ti, le tele­fo­na­te impre­vi­ste che Pin­ketts rice­ve “in diret­ta” (si dimen­ti­ca di spe­gne­re il cel­lu­la­re e il suo è l’u­ni­co che abbia cam­po nel­la crip­ta) apo­stro­fan­do una miste­rio­sa stal­ker o il momen­to in cui la (mol­ta) bir­ra ini­zia a fare effet­to e Pin­ketts si alza, dichia­ran­do che deve “risol­ve­re un pro­ble­ma idrau­li­co”, di soli­to il segna­le per­ché sia io a inter­vi­sta­re l’ospite.”

Il cli­ma rilas­sa­to e cal­do del Balu­bá ren­de que­ste sera­te den­se di vita vera, vis­su­ta, al ripa­ro da fra­si fat­te e com­por­ta­men­ti ripe­tu­ti che costel­la­no la vita rea­le. Gli aman­ti del­la not­te e del­la sua veri­tà si tro­va­no qui a par­la­re, con anche l’aiuto di un bic­chie­re di vino di trop­po, libe­ra­men­te e con iro­nia. Una chic­ca bel­lis­si­ma del Balu­bá è il fat­to che sia attrez­za­to con una piat­ta­for­ma per aggi­ra­re la bar­rie­ra archi­tet­to­ni­ca del­le sca­le; non a caso è tra i loca­li pre­fe­ri­ti di Ser­gio Ril­let­ti, scrit­to­re in sedia a rotel­le, del qua­le “gli Andrea” han­no pre­sen­ta­to all’interno di uno dei loro gio­ve­dì let­te­ra­ri, i rac­con­ti di Mister Noir, pri­mo detec­ti­ve disa­bi­le del gial­lo ita­lia­no. Tra gli avven­to­ri più assi­dui ci sono anche la scrit­tri­ce Cri­sti­na Bonet­ti e il blue­sman Cesa­re Gra­pel­li, pro­ta­go­ni­sta di mol­te sera­te musi­ca­li . Spes­so par­te­ci­pa il musi­ci­sta-caba­ret­ti­sta Alber­to Aza­rya in arte Zac, che pun­teg­gia la sera­ta con le sue can­zo­ni, tra cui “Inda­gi­ne Song” e “Pin­ketts è un tipo un po’ speciale”,scritte con lo stes­so Pinketts.

Oggi, il loca­le che ha visto pas­sa­re tut­te que­ste fac­ce e le cui pare­ti se potes­se­ro par­la­re, ne avreb­be­ro da rac­con­ta­re, sta chiu­den­do. I pro­prie­ta­ri infat­ti, che come det­to sopra han­no tut­ti un altro lavo­ro, non se la sen­to­no più di sta­re die­tro alla barac­ca. “In real­tà il sogno sareb­be tro­va­re qual­cu­no inte­res­sa­to a rile­var­ne una par­te, che apprez­zi lo spi­ri­to del nostro Balu­bá sen­za sna­tu­rar­lo, sol­le­van­do­ci un po’ dal­le mil­le respon­sa­bi­li­tà, sen­za che il loca­le ne risenta”.

La zona sareb­be un po’ più vuo­ta sen­za il calo­re e il brio che i pro­prie­ta­ri di que­sto loca­le e i loro clien­ti spri­gio­na­no nel­le sera­te. Voglia­mo fare un gros­so in boc­ca al lupo a Raf­fae­le, Mile­na e gli altri.

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.