Il derby del cucchiaio: la rivalità Italia-Scozia nel Sei Nazioni

Fran­ce­sco Albizzati

Sarà sce­sa una lacri­muc­cia a Mau­ro Ber­ga­ma­sco (36 anni) lo scor­so saba­to, allo sta­dio Olim­pi­co di Roma. La sto­ri­ca ter­za linea del­la nazio­na­le ita­lia­na – azzur­ro dal 1998 al 2015 – e ban­die­ra del­lo Sta­de Fra­nçais, ha defi­ni­ti­va­men­te appe­so gli scar­pi­ni al chio­do. Un tro­feo in legno a for­ma di ova­le il rico­no­sci­men­to per la sua car­rie­ra. Una lie­ve for­ma d’ironia, se pen­sia­mo che la sua espe­rien­za in azzur­ro ha coin­ci­so pra­ti­ca­men­te con la sto­ria dell’Italia al 6 Nazio­ni. E si sa, il legno, in quel tor­neo, non è pro­prio sino­ni­mo di fortuna.

Lui c’era il 5 feb­bra­io 2000, il gior­no in cui ini­ziam­mo quest’avventura pre­sen­tan­do­ci con un’arrembante vit­to­ria pro­prio con­tro di loro, gli scoz­ze­si. Già, gli scoz­ze­si. Che ne sape­va­no, loro, cam­pio­ni in cari­ca, che avreb­be­ro per­so 34–20 con­tro dei novel­li­ni? Che ne sape­va­no che Die­go Domin­guez ave­va il pie­de più cal­do di una pagnot­ta e che il drop tra i pali era la sua natu­ra­le for­ma di salu­to (per capir­ci)? Che ne sape­va­no che da quell’anno in poi non sareb­be­ro più riu­sci­ti a vin­ce­re il tito­lo? Già, che ne sapevano.

Fu quel giorno che iniziò una delle più insolite rivalità sportive. Una rivalità acre, senza fronzoli né pietà; perché l’unica misericordia concessa ai disperati è la legge del più forte.

Ita­lia e Sco­zia. 17 sfi­de al 6 Nazio­ni: loro, per ora, con­du­co­no 10–7. L’ultima l’hanno con­qui­sta­ta pro­prio saba­to, davan­ti al nostro pub­bli­co. Una vit­to­ria che non lascia adi­to a dub­bi; ci sono sta­ti supe­rio­ri in tut­to: pun­teg­gio, padro­nan­za del cam­po, grin­ta. Per­si­no la loro casac­ca – con quel blu scu­ro orna­to dal tar­tan e il car­do bian­co sti­liz­za­to – era più bel­la del­la nostra. 36–20 e poche sto­rie. Curio­so: ricor­da assai quel 34–20 del­la pri­ma vol­ta, solo che i ruo­li sono inver­ti­ti. A loro i 2 pun­ti, a noi il cucchiaio.

foto IPP/Dave Winter / Icon Sport parigi 09-02-2014 rugby 6 sei nazioni 2014 francia-italia - foto IPP/Dave Winter / Icon Sport parigi 09-02-2014 rugby 6 sei nazioni 2014 francia-italia nella foto una mischia WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET

Il cuc­chia­io di legno (woo­den spoon) è il cugi­no ingle­se del cap­pel­lo a for­ma d’asino. Pare che fos­se un’usanza inven­ta­ta da quei sim­pa­ti­co­ni di Cam­brid­ge: agli ulti­mi del­la clas­se, in segno di scher­no, rega­la­va­no que­sto comu­ne ogget­to da cuci­na. Sic­co­me il rug­by è uno sport intel­li­gen­te, dell’università non ha adot­ta­to solo la ten­den­za a pro­dur­re infi­ni­te rego­le e rego­li­ne, ma anche le tra­di­zio­ni più bece­re. Chi ter­mi­na il 6 nazio­ni in fon­do alla clas­si­fi­ca ottie­ne l’omaggio. L’Italia ormai si è qua­si rifat­ta il ser­vi­zio e potreb­be pas­sa­re anche ad altre posa­te. La Sco­zia segue a ruo­ta, anche se fa di tut­to per rifi­lar­ce­ne il più pos­si­bi­le. L’oggetto del­la discor­dia, infat­ti, è spes­so una mera que­stio­ne a due. Su 17 incon­tri, 9 ave­va­no in palio la penul­ti­ma casel­la del­la clas­si­fi­ca, e quin­di la sal­vez­za. Trop­po spes­so il diva­rio con le altre quat­tro (Inghil­ter­ra, Gal­les, Irlan­da e Fran­cia) è risul­ta­to tutt’altro che argi­na­bi­le. Se già roma­ni e cale­do­ni non si fila­va­no trop­po, figu­ra­te­vi i discen­den­ti. Il rug­by è già di per sé uno sport bat­ta­glie­ro, di trin­cea, dove il ter­re­no lo con­qui­sti – let­te­ral­men­te – un metro alla volta.

Le par­ti­te Ita­lia-Sco­zia sono del­le bat­ta­glie brut­te, spor­che e cat­ti­ve, dove con­ta solo sal­var­si. Ogni tan­to però vi è l’eccezione. Una in par­ti­co­la­re por­ta la fir­ma pro­prio di Mau­ro Ber­ga­ma­sco, auto­re il 24 feb­bra­io 2007 del­la meta più velo­ce del­la sto­ria del rug­by azzurro.

https://www.youtube.com/watch?v=yTP-YOPwmWg

Appe­na diciot­to secon­di gli era­no basta­ti per gela­re Mur­ray­field, la tana dei nemi­ci. Appe­na una stop­pa­ta su un drop mal con­ce­pi­to dagli scoz­ze­si e una cor­sa mat­ta ver­so i pali era­no ser­vi­te per arri­va­re a meta. A fine gara il tabel­li­no avreb­be reci­ta­to 17–37 per noi: la nostra miglior pre­sta­zio­ne al 6 nazio­ni, fino­ra. Guar­da caso pro­prio con­tro di loro, a casa loro.

Ci sono sta­te bat­ta­glie gio­ca­te sul­la linea del filo spi­na­to, flir­tan­do col cro­no­me­tro e l’overtime: nel 2006 sor­ri­se­ro loro, nel 2008 noi gra­zie allo splen­di­do drop cal­cia­to all’ultimo da Mar­ca­to. E via così, ogni anno un’avventura, ogni anno una scom­mes­sa con­tro la sor­te. Fino ad arri­va­re al 26 feb­bra­io 2016: Domin­guez non c’è più, c’è Kel­ly Hai­mo­na, che è anche lui oriun­do, ma non è Die­go. Loro han­no Laid­law, che fir­ma asse­gni da 20 pun­ti a occhi chiu­si; nel cor­so dell’incontro ha sba­glia­to un solo cal­cio piaz­za­to su sei.

Sull’Olimpico le prime gocce d’acqua vanno ad allungare le pinte degli scozzesi e i musi dei molti tifosi, arrivati con tante speranze.

Sep­pur dota­ti di scon­fi­na­to otti­mi­smo, ogni tan­to anche loro si aggrap­pa­no al mate­ria­li­smo del risul­ta­to. Fra kilt e cor­na­mu­se, i pri­mi inve­ce festeg­gia­no lo scam­pa­to peri­co­lo: man­che­reb­be­ro anco­ra due par­ti­te alla fine del tor­neo, però han­no il sen­to­re che il came­rie­re appa­rec­chie­rà da un’altra par­te. Ber­ga­ma­sco ha un moti­vo in più per esse­re malin­co­ni­co e la rab­bia di non poter mar­cia­re sull’erba lo fru­sta nel pro­fon­do. Ma la rivin­ci­ta in fon­do è solo riman­da­ta all’anno pros­si­mo. Il der­by del cuc­chia­io ha in ser­bo mol­ti atti anco­ra e la resa non è con­tem­pla­ta nel­le opzioni.

Ita­lia e Sco­zia tor­ne­ran­no a entu­sia­sma­re e a esa­spe­ra­re gli ani­mi di tut­ti gli appas­sio­na­ti. Poco impor­ta se il pub­bli­co non saprà ogni rego­la, o se per qual­che ragio­ne per­de­rà il filo del discor­so: il rug­by par­la drit­to allo sto­ma­co e la fame di vit­to­ria non ha lin­gua. For­se, dopo tut­to, quel male­det­to cuc­chia­io potrà esser­ci d’aiuto.

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