Shannara Chronicles, una rivelazione a metà

Car­lot­ta Fantuzzi

Si è con­clu­sa vener­dì 11 mar­zo la mes­sa in onda ita­lia­na sui Sky del­la serie tele­vi­si­va The Shan­na­ra Chro­ni­cles, trat­ta dal secon­do roman­zo del ciclo omo­ni­mo di Ter­ry Brooks. 

La serie, in die­ci epi­so­di, rac­con­ta la sto­ria del pro­ta­go­ni­sta mez­zel­fo Will Ohm­sford e del suo viag­gio insie­me all’umana Ere­tria e all’elfa Amber­lie, intra­pre­so per sal­va­re l’albero che tie­ne impri­gio­na­ti i demo­ni che minac­cia­no la ter­ra, l’Eterea.

La serie è ambien­ta­ta in un futu­ro post-apo­ca­lit­ti­co. L’ingegno dell’uomo gli si è ritor­to con­tro detur­pan­do la popo­la­zio­ne fino a ren­der­la somi­glian­te a esse­ri fan­ta­sti­ci come gno­mi, troll e nani. Solo in pochi si sono man­te­nu­ti con fat­tez­ze uma­ne. È un mon­do che ha dimen­ti­ca­to la scien­za e la tec­no­lo­gia e che si è cir­con­da­to di magia. Così, dopo la Gran­de Guer­ra che ha distrut­to la civil­tà uma­na, rie­mer­go­no dai nascon­di­gli in cui si era­no rifu­gia­ti sin dal­la not­te dei tem­pi anche gli elfi.

Seb­be­ne il world buil­ding fac­cia pen­sa­re che la serie pos­sa appar­te­ne­re al gene­re fan­ta­scien­ti­fi­co-disto­pi­co, in real­tà esclu­si alcu­ni rife­ri­men­ti rela­ti­vi all’ambiente, rima­ne sostan­zial­men­te un fan­ta­sy, con tut­ti i clas­si­ci topoi ascri­vi­bi­li a que­sto gene­re, e con essi un debi­to ver­so le ope­re che lo han­no pre­ce­du­to. La serie di roman­zi fu in par­ti­co­la­re ogget­to di pro­fon­de e nume­ro­se cri­ti­che per le nume­ro­se somi­glian­ze con Il Signo­re degli Anel­li, riscon­tra­te soprat­tut­to nel pri­mo roman­zo del­la saga, pro­ba­bil­men­te per que­sto la serie tele­vi­si­va ini­zia la nar­ra­zio­ne diret­ta­men­te dal secon­do volu­me, meno espo­sto alle cri­ti­che per pla­gio, che nono­stan­te tut­to Brooks ha sem­pre smentito. 

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La serie nel com­ples­so rima­ne una tra­spo­si­zio­ne ben riu­sci­ta del roman­zo. Tut­ta­via, la carat­te­riz­za­zio­ne dei per­so­nag­gi è estre­ma­men­te alta­le­nan­te — alcu­ni svi­lup­pa­no nel cor­so del­le pun­ta­te lo spes­so­re che meri­ta­no men­tre altri riman­go­no piat­ti, bidi­men­sio­na­li. La carat­te­riz­za­zio­ne di Will, il pro­ta­go­ni­sta, è l’esempio più gra­ve: seb­be­ne le vicen­de sia­no nar­ra­te attra­ver­so i suoi occhi, il per­so­nag­gio rima­ne solo fun­zio­na­le al pro­gre­di­re del­la nar­ra­zio­ne, ma non è mai costrui­to come un vero lead per la serie, a dif­fe­ren­za del­le due ragaz­ze che non solo assu­mo­no sem­pre più rilie­vo indi­vi­dua­le, e il cui rap­por­to di ami­ci­zia appa­re assai meglio appro­fon­di­to del­le rela­zio­ni del protagonista. 

A con­tri­bui­re alla sen­sa­zio­ne di inde­fi­ni­tez­za ci son anche degli effet­ti spe­cia­li tal­vol­ta non all’altezza, come per esem­pio nel­la rap­pre­sen­ta­zio­ne dei demo­ni, che appa­io­no come la ripro­po­si­zio­ne, mal­riu­sci­ta, degli orchet­ti del Signo­re degli Anel­li. Anche il loro lea­der, il Dag­da Mor, non può mini­ma­men­te com­pe­te­re in teno­re e cari­sma con il Sau­ron del­la tri­lo­gia di Peter Jack­son — che pure era un per­so­nag­gio estre­ma­men­te poco caratterizzato.

_le-pietre-magiche-di-shannara-1395621434La sto­ria nar­ra­ta nel­la serie rima­ne sol­tan­to un inci­pit inte­res­san­te, un amo ben riu­sci­to per cat­tu­ra­re l’attenzione del­lo spet­ta­to­re e avvi­ci­nar­lo al vasto mon­do di Shan­na­ra, anche se sono pre­sen­ti lacu­ne col­ma­bi­li solo con la let­tu­ra dei libri. 
La serie con­se­gna le chia­vi per un mon­do estre­ma­men­te com­ples­so, anco­ra in dive­ni­re, e por­ta sul­lo scher­mo uno scor­cio del ciclo di Shan­na­ra, e anche se la serie non è sta­ta anco­ra rin­no­va­ta dall’emittente tele­vi­si­va appa­re chia­ro che, così come è sta­to per mol­te serie tele­vi­si­ve ame­ri­ca­ne degli ulti­mi anni, le vicen­de del­la serie potreb­be­ro pren­de­re stra­de diver­se da quel­le dei roman­zi dan­do­ne una visio­ne alter­na­ti­va ma allo stes­so tem­po com­ple­men­ta­re degli scrit­ti di Brooks. Rima­ne solo da vede­re se MTV vor­rà imbar­car­si nel­la pro­du­zio­ne di una nuo­va sta­gio­ne, che for­se neces­si­te­reb­be di più epi­so­di, per carat­te­riz­za­re meglio i personaggi.

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