È totalmente eniquivocabile che una lobby del fossile guidi l’Italia

Duran­te la pri­ma sera­ta del 5 mar­zo 2016 è sta­ta tra­smes­sa su Rai Tre una pun­ta­ta di Sca­la Mer­cal­li  com­ple­ta­men­te dedi­ca­ta alle fon­ti per la pro­du­zio­ne di ener­gia: fos­si­li, nuclea­re e rinnovabili.

Attor­no alle ore 22, negli stu­di del­la FAO a Roma, anda­va in onda una sce­net­ta curio­sa e qua­si comica.

Il con­dut­to­re tele­vi­si­vo, l’au­to­re­vo­le cli­ma­to­lo­go e meteo­ro­lo­go Luca Mer­cal­li, inter­rom­pe­va con una cer­ta irri­ve­ren­za il suo ospi­te, il diri­gen­te del CNR di Bolo­gna, Nico­la Arma­ro­li, per sbot­ta­re che a vol­te le poli­ti­che ambien­ta­li ita­lia­ne gli fan­no veni­re voglia di pren­de­re a mar­tel­la­te i pan­nel­li foto­vol­tai­ci instal­la­ti sul tet­to di casa pro­pria (5:25).

Arma­ro­li, che pro­prio di pan­nel­li foto­vol­tai­ci si occu­pa per l’I­SOF (l’I­sti­tu­to per la Sin­te­si Orga­ni­ca e la Foto­reat­ti­vi­tà), non può che con­cor­da­re e in modo un po’ impac­cia­to risponde:

“C’è que­sta situa­zio­ne schi­zo­fre­ni­ca che, da un lato, a Pari­gi si dico­no cer­te cose, […] , (5:23) dal­l’al­tro, inter­na­men­te, ci sono del­le spin­te che van­no in dire­zio­ne oppo­sta. Del­le lob­by del­lo sta­tus quo, essen­zial­men­te del­le fon­ti fos­si­li, che tira­no la giac­chet­ta del gover­no… L’in­te­res­se del Pae­se nel­la sua inte­rez­za non è quel­lo di alcu­ne lob­by del­l’e­ner­gia, che sono inse­dia­te in cer­ti ministeri—”

Oggi quel discor­so sem­bra qua­si una pro­fe­zia, che inqua­dra per­fet­ta­men­te quan­to è acca­du­to ieri, 31 mar­zo 2016, quan­do un’in­ter­cet­ta­zio­ne tele­fo­ni­ca del­la Dire­zio­ne Distret­tua­le Anti­ma­fia ha sco­per­chia­to un intri­go petro­li­fe­ro che coin­vol­ge il nostro parlamento.

Il Mini­stro del­lo Svi­lup­po Eco­no­mi­co, Fede­ri­ca Gui­di, avreb­be infat­ti cedu­to alle pres­sio­ni del suo com­pa­gno, Gian­lu­ca Gemel­li, e del diri­gen­te di Total (uno dei quat­tro gigan­ti mon­dia­li degli idro­car­bu­ri), Giu­sep­pe Cobian­chi, e avreb­be così inse­ri­to nel­la Leg­ge di Sta­bi­li­tà 2015 un emen­da­men­to che favo­reg­gia la rea­liz­za­zio­ne del pro­get­to “Tem­pa Ros­sa,” che gli inqui­ren­ti han­no defi­ni­to “mol­to inte­res­san­te” per Total.

Si trat­te­reb­be del­la costru­zio­ne in Basi­li­ca­ta di due nuo­vi ser­ba­toi per lo stoc­cag­gio del petro­lio e alcu­ni impian­ti ausi­lia­ri, ma la DIA ha anche indi­ca­to il coin­vol­gi­men­to di un traf­fi­co ille­ci­to di rifiuti.

Secon­do le rico­stru­zio­ni, il pia­no del­la Gui­di, il suo com­pa­gno e Cobian­chi era nel cas­set­to fin dal­l’ot­to­bre del 2014, quan­do esco­gi­ta­va­no un modo per far rien­tra­re il sud­det­to emen­da­men­to nel cosid­det­to decre­to “Sbloc­ca Ita­lia”; tut­to con il con­sen­so del­l’al­lo­ra Mini­stro del­le Rifor­me Costi­tu­zio­na­li, Maria Ele­na Boschi, il cui nome è cita­to nell’intercettazione.

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Oltre a una ses­san­ti­na di per­so­ne tra cui fun­zio­na­ri sta­ta­li e impie­ga­ti di Eni e Total per i qua­li sono scat­ta­ti gli arre­sti domi­ci­lia­ri, l’ac­cor­do ha evi­den­te­men­te rag­giun­to anche i gra­di­ni più alti del par­la­men­to — una posi­zio­ne per­fet­ta per spa­ra­re sul­le rin­no­va­bi­li, come denun­cia il report “Rin­no­va­bi­li nel Miri­no” redat­to da Green­pea­ce e spie­ga­to dai gior­na­li­sti di Qua­le Energia.

Pre­sto le testa­te dei gior­na­li faran­no a bran­del­li la repu­ta­zio­ne di Fede­ri­ca Gui­di, ma in que­sta vicen­da il Par­ti­to Demo­cra­ti­co ha altro di cui pre­oc­cu­par­si che non l’in­da­gi­ne del­l’u­ni­tà anti­ma­fia su uno dei suoi ministri.

È curio­so che, sem­pre nel­la stes­sa pun­ta­ta del docu­men­ta­rio, Luca Mer­cal­li dica: (6:03) “Quan­do si par­la di inte­res­si costi­tui­ti sul fos­si­le si cer­ca di difen­der­li coi posti di lavo­ro, ma se guar­dia­mo i posti di lavo­ro che si sono crea­ti sul­le rin­no­va­bi­li e che ades­so si stan­no per­den­do, for­se la situa­zio­ne anco­ra più drammatica.”

Lo scien­zia­to del CNR con­fer­ma: (6:23) “nel 2013 c’e­ra­no 100.000 posti di lavo­ro nel­l’in­stal­la­zio­ne di nuo­vi impian­ti di ener­gie rin­no­va­bli che ora sono diven­ta­ti meno di 20.000 […] e poi­chè si trat­ta di lavo­ra­to­ri di miglia­ia di impre­se di pic­co­le dimen­sio­ni, che come tali han­no poca voce, que­sta stra­ge è avve­nu­ta nel tota­le silenzio…”

Qual­che istan­te pri­ma, Mer­cal­li ha alza­to gli occhi al cie­lo, e, nel cer­ca­re le paro­le per il pro­prio inter­ven­to, rega­la all’os­ser­va­to­re atten­to un mera­vi­glio­so foto­gram­ma, in cui i pen­sie­ri del con­dut­to­re tele­vi­si­vo si fan­no dan­na­ta­men­te tra­spa­ren­ti — non dire “refe­ren­dum 17 apri­le.” È que­sto il tri­no­mio proi­bi­to che il pre­sen­ta­to­re non può pro­nun­cia­re, pena la vio­la­zio­ne del­la leg­ge sul­la par con­di­cio vigen­te in TV.

Que­sta però non si appli­ca su Face­book, dove in segui­to il cli­ma­to­lo­go di Rai Tre ren­de pub­bli­che le pro­prie idee.

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Sta di fat­to che Green­pea­ce, Legam­bien­te, il WWF e tan­te altre asso­cia­zio­ni ambien­ta­li­ste, per sen­si­bi­liz­za­re la popo­la­zio­ne sul cosid­det­to “refe­ren­dum del­le tri­vel­le”, han­no basa­to la pro­pria cam­pa­gna su temi mol­to pesan­ti, qua­li even­tua­li sver­sa­men­ti di idro­car­bu­ri nel Medi­ter­ra­neo e l’ar­ric­chi­men­to dei colos­si petro­lie­ri in com­but­ta con la politica.

Cosa succederebbe se, a due settimane dal suffragio, si scoprisse che la tanto additata lobby fossile esiste veramente e coinvolge i vertici del parlamento italiano?

Con­tem­po­ra­nea­men­te, il PD ha fon­da­to la sua ca pagi­na asten­sio­ni­sta sul­la per­di­ta dei posti di lavo­ro dei tec­ni­ci del­le piat­ta­for­me, che, secon­do le paz­ze sti­me dichia­ra­te da Giu­lio Sapel­li il 26 mar­zo a Ottoe­mez­zo, sareb­be­ro addi­rit­tu­ra 130.000, spal­ma­ti tra il 2017 e il 2027; una cifra comun­que discu­ti­bi­le rispet­to agli 80.000 per­si in soli tre anni di cui par­la­va Armaroli.

D’al­tro can­to, non è stra­no che la clip di cui sopra sia sta­ta cari­ca­ta pro­prio dal­l’ac­count You­Tu­be di Sola­rEx­po, la fie­ra del­la tec­no­lo­gia foto­vol­tai­ca che perio­di­ca­men­te riu­ni­va il fio­re all’oc­chiel­lo del­l’in­du­stria rin­no­va­bi­le ita­lia­na, e che pro­prio que­st’an­no è sta­ta “rin­via­ta”.

“Sola­rEx­po è un’il­lu­stre vit­ti­ma del­l’ac­ca­ni­men­to del gover­no ad ela­bo­ra­re prov­ve­di­men­ti che pena­liz­za­no l’au­to­pro­du­zio­ne e l’ef­fi­cien­za ener­ge­ti­ca” ave­va dichia­ra­to Ago­sti­no Re Rebau­den­go, pre­si­den­te di Asso­rin­no­va­bi­li, così come anche Gior­gio Ruf­fi­ni, Pre­si­den­te di Azio­ne Ener­gia Sola­re, che denun­cia i dan­ni di “un lavo­ro per­ver­so ed effet­tua­to in modo siste­ma­ti­co dagli ulti­mi governi.”

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Eppu­re, la con­tro­in­for­ma­zio­ne del gover­no Ren­zi va avan­ti a tut­ta forza.

Già una set­ti­ma­na fa, Il Fat­to Quo­ti­dia­no ave­va sve­la­to come alcu­ni ano­ni­mi pro­fi­li di Face­book fos­se­ro in real­tà dei magaz­zi­ni mul­ti­me­dia­li crea­ti ad hoc da alcu­ne agen­zie di comu­ni­ca­zio­ne vici­ne al pre­mier. Secon­do i gior­na­li­sti, del­le squa­dre di lavo­ro assem­bla­no i dati del mer­ca­to ener­ge­ti­co secon­do il cri­te­rio più adat­to a pero­ra­re la pro­pria cau­sa,  crea­no dia­gram­mi e info­gra­fi­che e infi­ne si scri­vo­no i testi adat­ti per rias­su­me­re il tut­to, maga­ri uti­liz­zan­do del­le for­mu­le par­ti­co­lar­men­te appe­ti­bi­li a chi non vor­reb­be mai con­fon­de­re sè stes­so con lo ste­reo­ti­po del­l’am­bien­ta­li­sta bece­ro e ignorante.

Ed è così che nasce il comi­ta­to “pro-triv” degli “otti­mi­sti e razio­na­li”, il cui sag­gio slo­gan è “non spre­ca­re ener­gia” — ovve­ro non rinun­cia­re ai gia­ci­men­ti off­sho­re entro le 12 miglia.

I con­te­nu­ti digi­ta­li ven­go­no quin­di cari­ca­ti sugli account fan­ta­sma e al per­so­na­le del­le agen­zie non resta che pub­bli­ca­re qui e là sui social net­work le per­le di sag­gez­za costrui­te a tavo­li­no e depo­si­ta­te sul­le pagi­ne “anti-refe­ren­dum”, che, mal­gra­do con­ti­no solo qual­che cen­ti­na­io di likes, regi­stra­no un traf­fi­co di uten­ze mol­to elevato.

Per ora non ci sono pro­ve, ma è faci­le intui­re chi è che paga que­ste persone.

Però, come sen­ten­zia anche il diri­gen­te del CNR alla fine del­la clip di cui sopra: “non c’è nes­su­na razio­na­li­tà nel­l’in­te­res­se del Pae­se a dare addos­so alle rin­no­va­bi­li, in esse dob­bia­mo inve­sti­re, in que­sto modo l’e­co­no­mia ita­lia­na ne avrà solo beneficio.”

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Tommaso Sansone
Mi pia­ce fare e impa­ra­re cose nuo­ve. Di me non so qua­si niente.

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