Il vestito perduto degli Stuart

Set­ti­ma­na scor­sa è sta­to annun­cia­to l’eccezionale ritro­va­men­to di un vesti­to di seta del XVII seco­lo, rima­sto sepol­to per 400 anni in un relit­to ada­gia­to sul fon­da­le sab­bio­so del Mare dei Wad­den, al lar­go dell’isola di Texel in Dani­mar­ca. In real­tà la sco­per­ta risa­le al 2014, ma è sta­ta annun­cia­ta solo ades­so, dopo che gli sto­ri­ci sono riu­sci­ti a rico­struir­ne la storia.

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Sul vestito, in ottimo stato di conservazione, è ricamato lo stemma della famiglia Stuart, casata di origine scozzese che regnò in Inghilterra tra il 1603 e il 1707.

Insie­me al vesti­to sono sta­ti rin­ve­nu­ti anche altri ogget­ti di lus­so, tra i qua­li le lega­tu­re in pel­le di dei libri che por­ta­no impres­so lo stes­so stem­ma dora­to degli Stuart. La pre­sen­za degli stem­mi ha subi­to con­vin­to gli stu­dio­si che il vesti­to, insie­me agli altri ogget­ti, fos­se appar­te­nu­to a un mem­bro del­la Cor­te ingle­se al tem­po del sovra­no Car­lo I d’Inghilterra (1600–1649).

La sco­per­ta è anco­ra più ecce­zio­na­le dal momen­to che la sto­ri­ca Nadi­ne Akker­man è riu­sci­ta a iden­ti­fi­ca­re a chi, con ogni pro­ba­bi­li­tà, appar­ten­ne il vesti­to. “It’s qui­te extraor­di­na­ry to have found a 17th-cen­tu­ry dress at all”, ha rac­con­ta­to la Akker­man al Guar­dian, “but to be able to con­nect it with an indi­vi­dual is real­ly spectacular”.

Nel 1642, agli albo­ri del­la guer­ra civi­le ingle­se, con­flit­to san­gui­na­rio che avreb­be por­ta­to alla deca­pi­ta­zio­ne del re Car­lo I e all’instaurazione del regi­me di Oli­ver Crom­well (1599–1658), la regi­na d’Inghilterra Enri­chet­ta Maria deci­se di ven­de­re, o impe­gna­re, i gio­iel­li del­la Coro­na ingle­se. Con i rica­va­ti, la regi­na era inten­zio­na­ta a finan­zia­re l’arruolamento di un eser­ci­to di mer­ce­na­ri per difen­de­re la sovra­ni­tà del mari­to. Per que­sta ragio­ne si recò di per­so­na in Olan­da con 12 navi, con la scu­sa di por­ta­re la figlia Maria – di soli nove anni – a Gugliel­mo II d’Orange, dopo che que­sti si era­no uni­ti in matri­mo­nio l’anno pri­ma. La mis­sio­ne segre­ta fu in real­tà un fal­li­men­to: i mer­can­ti olan­de­si, infat­ti, non com­pra­ro­no i pez­zi più impor­tan­ti del­la col­le­zio­ne rea­le, in quan­to trop­po cari e per­ché teme­va­no che il Par­la­men­to ingle­se avreb­be con­si­de­ra­to la com­pra­ven­di­ta nul­la, non essen­do­ne la regi­na la legit­ti­ma proprietaria.

Henrietta_Maria_and_Charles_I Enri­chet­ta Maria e Car­lo I

A que­sto pun­to, spun­ta il docu­men­to che ha per­mes­so alla Akker­man di rico­strui­re la sto­ria del vesti­to. In una let­te­ra del 17 mar­zo 1642, Eli­sa­bet­ta Stuart, sorel­la del re Car­lo I, scri­ve infat­ti che le dame di com­pa­gnia del­la regi­na Enri­chet­ta Maria ave­va­no per­so il loro guar­da­ro­ba in segui­to all’affondamento, avve­nu­to un mese pri­ma, di una par­te del­la flot­ta rea­le in viag­gio ver­so l’Olanda. Aven­do quin­di intui­to che il relit­to, cari­co di ogget­ti di lus­so recan­ti lo stem­ma degli Stuart, doves­se esse­re quel­lo di una del­le navi affon­da­te nel feb­bra­io 1642, non è sta­to trop­po dif­fi­ci­le per la Akker­man indi­vi­dua­re a qua­le dama fos­se appar­te­nu­to il vesti­to. Que­sto è infat­ti lar­go e anti­qua­to per la moda del tem­po: ciò ha con­vin­to la sto­ri­ca che doves­se appar­te­ne­re alla cin­quan­ta­seien­ne Jean Kerr, con­tes­sa di Rox­bur­ghe, la più anzia­na al segui­to del­la regi­na. La don­na, fer­ven­te cat­to­li­ca, ebbe tra l’altro una vita avven­tu­ro­sa: era sta­ta infat­ti una spia del re di Spa­gna all’interno del­la cor­te del padre di Car­lo I, il re Gia­co­mo I d’Inghilterra.

Gli ogget­ti rin­ve­nu­ti nel relit­to saran­no in mostra al Kaap Skil Museum, nell’isola di Texel, fino al 16 maggio.

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Guido G. Beduschi
Stu­den­te di Sto­ria, da gran­de voglio inca­stel­lar­mi. Ho una bicicletta.

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