Gherardo Colombo ci racconta Mani Pulite e la P2

Gherardo Colombo, ex magistrato e consigliere di amministrazione Rai, durante il convegno su 'Tangentopoli ieri e oggi', organizzato dal gruppo M5S in regione Lombardia, MIlano, 17 febbraio 2014, ANSA / MATTEO BAZZI

Gia­co­mo Sartini

Quan­do Ghe­rar­do Colom­bo par­la ad una pla­tea una cosa è cer­ta: non ti annoi. Anzi due cose sono cer­te: non ti annoi e impa­ri, sem­pre, qual­co­sa. Se non altro per come si pone. Coin­vol­ge, doman­da, dia­lo­ga. Sti­mo­la e educa.

Ho avu­to il pri­vi­le­gio di con­di­vi­de­re un’ora con l’ex magi­stra­to del pool di Mani Puli­te una mat­ti­na di metà giu­gno. Fuo­ri era cal­do, den­tro il suo uffi­cio tira­va un’aria leg­ge­ra. Mi acco­glie con gar­bo, umil­tà e un sor­ri­so sin­ce­ro. Si accen­de una siga­ret­ta e ne esce una chiacchierata.

35 anni fa, il 17 mar­zo 1981 Ghe­rar­do Colom­bo e il suo col­le­ga Giu­lia­no Turo­ne inda­gan­do sul­la ban­ca­rot­ta del ban­chie­re Miche­le Sin­do­na – quel­lo del caf­fè, ndr — sco­pro­no gli elen­chi del­la log­gia segre­ta P2 (Pro­pa­gan­da 2) del Mae­stro vene­ra­bi­le Licio Gel­li. Cro­giuo­lo di ambi­gui­tà, miste­ri e potere.

Par­ti­rei dal mar­zo 1981, si sco­pro­no gli elen­chi e gli ita­lia­ni come reagiscono?

E’ un po’ dif­fi­ci­le riu­sci­re ad anda­re die­tro e rive­de­re, potrei par­la­re del­le rea­zio­ni del­la stam­pa. […] Pro­gres­si­va­men­te rea­zio­ni di peso: da una par­te la rea­zio­ne isti­tu­zio­na­le con la costi­tu­zio­ne del­la com­mis­sio­ne dei tre sag­gi che decre­ta la peri­co­lo­si­tà del­la P2 […] mol­to sen­ti­ta dagli orga­ni di stam­pa e cre­do mol­to anche dal­la cit­ta­di­nan­za. Rea­zio­ne di sor­pre­sa e scan­da­lo. L’attenzione e il cla­mo­re sono pro­gres­si­va­men­te poi anche sce­ma­ti per­ché suc­ce­de sem­pre così. Anche se con­ti­nua a resi­ste­re l’attenzione da par­te di per­so­ne che però han­no una cer­ta età. La memo­ria non è che sia sta­ta par­ti­co­lar­men­te col­ti­va­ta nel­le sedi peral­tro in cui a mio pare­re andreb­be col­ti­va­ta, per­ché si trat­ta pro­prio di storia.

Ci si dimen­ti­ca pro­gres­si­va­men­te anche per­ché non vie­ne rin­no­va­ta la memo­ria. La P2 al liceo, alle supe­rio­ri non san­no pro­prio che cosa sia, ma così anche per Piaz­za Fon­ta­na. A me è suc­ces­so più vol­te di chie­de­re negli incon­tri con i ragaz­zi del­le supe­rio­ri chi aves­se mes­so la bom­ba e la stra­gran­de mag­gio­ran­za pro­prio non sa di cosa si par­li e c’è qual­cu­no che mi dice che l’hanno mes­sa le BR che nean­che esi­ste­va­no anco­ra nel 1969.

Dice­va Enzo Bia­gi in Dicia­mo­ci tut­to, era il 1984: “Del­la P2 non mi pia­ce nul­la: né lo spi­ri­to né le impre­se. Tra gli ade­ren­ti figu­ra­no alcu­ni inge­nui, mol­ti fur­bi, e una mas­sa di insi­cu­ri”. Quan­to c’è di vero e quan­to condivide?

Lì biso­gna vede­re cosa inten­de Bia­gi per insi­cu­ri: chi sta­va nel­la P2 ci sta­va mol­to spes­so per­ché richie­de­va pro­te­zio­ne, oltre che oppor­tu­ni­tà. Nel­la P2 ci anda­va mol­to spes­so gen­te che pen­sa­va che iscri­ven­do­si avreb­be avu­to, dicia­mo, “pote­re” che non avreb­be mai avu­to. Secon­do me que­sto tema del­la ricer­ca del pote­re si spo­sa con l’insicurezza. Gli inge­nui, ce ne saran­no sta­ti, secon­do me non tan­tis­si­mi ma que­sta è un’opinione per­so­na­le. C’e­ra­no anche i fur­bi che espri­me­va­no un’adesione fina­liz­za­ta ai pro­pri sco­pi. Per dire… Lei sa che c’erano tan­ti appar­te­nen­ti ai ser­vi­zi di sicu­rez­za che ave­va­no ope­ra­to per depi­sta­re le inda­gi­ni sul­le stra­gi… E lì un’adesione a un dise­gno c’era.

Mi dica di più sul depi­stag­gio. E’ sta­to fat­to solo per un tor­na­con­to personale?

Lì biso­gna vede­re il livel­lo, no? Il livel­lo… Di inse­ri­men­to. Un tor­na­con­to per­so­na­le se voglia­mo vede­re ad ampio rag­gio sostan­zial­men­te c’è sem­pre, per­ché se tu fai le cose che sono gra­di­te al pote­re un ritor­no ce l’hai…. Però secon­do me c’erano anche del­le pero­ne che ave­va­no del­le con­vin­zio­ni e che quin­di pen­sa­va­no che fos­se ”giu­sto” ope­ra­re in quel modo. C’erano per­so­ne che si pote­va­no sen­ti­re, cre­do, stru­men­to del pote­re, altre che ci cre­de­va­no. Così ad occhio a me pare che gio­cas­se di più la con­vin­zio­ne. Poi biso­gne­reb­be vede­re bene i casi singoli.

Lei inda­ga su Sin­do­na e ven­go­no fuori…

Sì, Turo­ne e io inve­sti­ghia­mo su Sin­do­na e inve­sti­ghia­mo su una serie di vicen­de come l’omicidio Ambrosoli.

Si arri­va così a Casti­glion Fiboc­chi, Vil­la Wan­da.. Però poi, ed è un leit­mo­tiv nel­la sua car­rie­ra giu­di­zia­ria, le car­te da Mila­no pas­sa­no a Roma. Ai ten­ta­co­li di Roma e tut­to si per­de… Come è pos­si­bi­le? A Roma non fun­zio­na nul­la di principio?

Anche a Mila­no ci sono sta­te del­le spe­cie di resi­sten­ze all’eversione. Il pro­cu­ra­to­re del­la Repub­bli­ca di allo­ra sug­ge­ri­va di resti­tui­re le car­te a Gel­li, ma è sta­ta una resi­sten­za sen­za sboc­co qui a Mila­no, per­ché era iso­la­ta. Nel­lo stes­so tem­po per quan­to riguar­da i fon­di neri dell’IRI (Isti­tu­to per la Rico­stru­zio­ne Indu­stria­le) a me dal­la Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca era arri­va­ta una richie­sta di archi­via­zio­ne, cioè… La Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca ave­va chie­sto l’archiviazione e l’aveva chie­sta svol­gen­do un’indagine che non avreb­be potu­to far emer­ge­re quel­lo che era emer­so dal­le let­te­re ano­ni­me. È sta­ta fat­ta un’indagine sul­la rego­la­ri­tà for­ma­le dei bilan­ci men­tre biso­gna­va anda­re a vede­re altro, ossia la docu­men­ta­zio­ne ban­ca­ria. Allo­ra un giu­di­ce istrut­to­re che for­se è sta­to un pochi­no distrat­to, che non aves­se avu­to l’accortezza la pre­pa­ra­zio­ne
quel­che­lè per anda­re ad indi­vi­dua­re quel­lo che era il cam­po da inve­sti­ga­re, avreb­be archi­via­to e tut­to qua. Per­ché a Roma fun­zio­na in un altro modo? Io cre­do che si trat­ti pro­prio di una que­stio­ne di men­ta­li­tà, non è neces­sa­rio anda­re a pen­sa­re alla mala­fe­de, ma pro­prio a una visio­ne secon­do la qua­le in cer­ti cas­set­ti non si guar­da e sic­co­me in cer­ti cas­set­ti non si guar­da è giu­sto non guar­dar­ci… Quin­di la rispo­sta è tut­ta diversa.

Quin­di una cultura

Eh sì… Roma – alme­no allo­ra, ades­so le cose sono cam­bia­te – era mol­to vici­na al pote­re e quin­di que­sta pra­ti­ca di rela­zio­ni ave­va una capa­ci­tà di influen­za­re il pen­sie­ro in un modo mol­to diver­so da Milano.

Infat­ti lei poi ha anche recen­te­men­te dichia­ra­to che se le inda­gi­ni fos­se­ro rima­ste a Mila­no si sareb­be sco­per­to il siste­ma del­la cor­ru­zio­ne – Mani Puli­te, per inten­der­ci — 10 anni prima.

Sì sì, 10 anni pri­ma… indub­bia­men­te. Indub­bia­men­te, per­ché le car­te c’erano. Le pos­si­bi­li­tà c’erano.

Mi sono appun­ta­to l’articolo 18 del­la Costi­tu­zio­ne che natu­ral­men­te lei sa meglio di me. Quel­lo che mi inte­res­sa­va chie­der­le è: ormai la p2 non esi­ste più…

Sì.

Con­fer­ma?

Be’ esi­ste­ran­no altri stru­men­ti maga­ri, però la P2 no. Nel momen­to in cui è sta­ta sve­la­ta, basta.

Esi­ste però la massoneria

Sì.

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All’interno dell’art. 18 come si col­lo­ca il feno­me­no del­la mas­so­ne­ria? Che cos’è? È legale?

“È lega­le nel­la misu­ra in cui pos­so­no esse­re cono­sciu­te le infor­ma­zio­ni che la riguar­da­no. La P2 era segre­ta nel sen­so che si par­la­va del­la sua esi­sten­za, ma non si cono­sce­va… Inve­ce la magi­stra­tu­ra ha avu­to, per­ché ha rac­col­to un sac­co di dati, la pos­si­bi­li­tà di chie­de­re alle orga­niz­za­zio­ni mas­so­ni­che: date­ci gli elen­chi. E gli elen­chi sono sta­ti otte­nu­ti. Allo­ra è una cosa diversa“.

Qua­li sono gli sco­pi del­la mas­so­ne­ria rispet­to a quel­li del­la P2?

Lo sco­po del­la P2 era uno sco­po ricat­ta­to­rio sostan­zial­men­te ever­si­vo. Quan­do noi par­lia­mo di ever­sio­ne tan­te vol­te pen­sia­mo al col­po di Sta­to. Ecco, sen­za che si arri­vas­se al col­po di Sta­to, era un’eversione attra­ver­so la stru­men­ta­liz­za­zio­ne del­le isti­tu­zio­ni. Inve­ce la mas­so­ne­ria in sé non ha una una fina­li­tà di que­sto gene­re. La mas­so­ne­ria ha del­le fina­li­tà diver­se che pos­so­no riguar­da­re la pos­si­bi­li­tà di far car­rie­ra, per esem­pio. Quan­do par­te­ci­pi ad un’associazione può suc­ce­de­re che l’appartenenza ti aiu­ti e puoi pen­sa­re che, anche se non maga­ri non è vero, que­sto ti aiu­ti effettivamente.

Tec­ni­ca­men­te le per­so­ne si iscri­vo­no… A qual­co­sa di pub­bli­ca­men­te riconosciuto?

Se lei va a Luga­no, la sede del­la mas­so­ne­ria ha fuo­ri una gran­de inse­gna, addi­rit­tu­ra lumi­no­sa di not­te, e tut­ti san­no che è la sede del­la mas­so­ne­ria di Luga­no. Ma lo stes­so si veri­fi­ca in Ita­lia. Già allo­ra si sape­va del­la mas­so­ne­ria in piaz­za del Gesù e di Palaz­zo Giu­sti­nia­ni a Roma. Una serie di noti­zie era­no asso­lu­ta­men­te pub­bli­che: chi era il gran mae­stro, le ele­zio­ni ecce­te­ra. C’è una dif­fe­ren­za note­vo­le tra la P2 e la mas­so­ne­ria. Poi che esi­stes­se anche un coin­vol­gi­men­to dei ver­ti­ci del­la mas­so­ne­ria dell’epoca nel­la P2, anche que­sto lo si può dire tran­quil­la­men­te, nel sen­so che è un ele­men­to che abbia­mo constatato”.

Mon­ta­nel­li, inter­vi­sta­to da Alain Elkann, par­lan­do del capo dell’ufficio roma­no de Il Gior­na­le di nome Trion­fe­ra dis­se: “Que­sti era mas­so­ne, ma non P2”. Ha fat­to bene a precisare?

La P2 face­va par­te del­la mas­so­ne­ria, e quan­do si par­la di P2 si par­la di log­gia devia­ta. Il pro­ble­ma del­la P2 di Gel­li è che que­sta ave­va dei fini che non ave­va­no a che fare con la mas­so­ne­ria. Cioè cre­do che vada sot­to­li­nea­to que­sto aspet­to del­la devia­zio­ne del­la P2 rispet­to ad una linea che può pia­ce­re o non pia­ce­re. Può non pia­ce­re la riser­va­tez­za, que­sta riser­va­tez­za par­ti­co­la­re. Può la riser­va­tez­za par­ti­co­la­re rasen­ta­re o inte­gra­re una tra­sgres­sio­ne dell’articolo 18, ma è un altro pro­ble­ma, è il pro­ble­ma del­la riser­va­tez­za. La carat­te­ri­sti­ca inve­ce del­la P2 ret­ta da Gel­li, riguar­da da una par­te la segre­tez­za ma poi riguar­da soprat­tut­to i con­te­nu­ti. Che stan­no nel­le car­te che abbia­mo tro­va­to, nel­le varie dichiarazioni”.

A Roma poi come si con­clu­se­ro i pro­ces­si per la P2?

A Roma le cose rile­van­ti sono sta­te archi­via­te. Il con­to Pro­te­zio­ne (con­to cor­ren­te pres­so una ban­ca sviz­ze­ra nel qua­le furo­no ver­sa­ti cir­ca set­te milio­ni di dol­la­ri in favo­re dell’onorevole Bet­ti­no Cra­xi, nume­ro uno del par­ti­to socia­li­sta, a tito­lo di ille­ci­to finan­zia­men­to) è sta­to archi­via­to, qua­si tut­ti i con­te­nu­ti del­le buste sigil­la­te di Gel­li non han­no avu­to con­se­guen­ze pena­li, sal­vo alcu­ni aspet­ti che han­no riguar­da­to Gel­li e alcu­ne per­so­ne… Poche. Sostan­zial­men­te pochis­si­me con­dan­ne e nient’altro.

Lo stes­so poi acca­de per Mani Pulite

No, per Mani Puli­te è un po’ diver­so, c’è sta­ta una serie mol­to mol­to cor­po­sa di pro­ces­si. E anche una serie di un cer­to rilie­vo di pat­teg­gia­men­ti. Allo­ra, chi ha fat­to del­le sta­ti­sti­che abba­stan­za atten­di­bi­li ha potu­to con­sta­ta­re che del­le 3000 e pas­sa per­so­ne per le qua­li c’è sta­ta una richie­sta di rin­vio a giu­di­zio, poi il pro­ces­so si è con­clu­so per il 40% con con­dan­ne, com­pren­den­do nel­le con­dan­ne i pat­teg­gia­men­ti (che tec­ni­ca­men­te non sono con­dan­ne), 40% cir­ca di pre­scri­zio­ni e cir­ca il 20% di asso­lu­zio­ni. Le qua­li son sta­te deter­mi­na­te mol­to spes­so dal restrin­gi­men­to di alcu­ni rea­ti, in par­ti­co­la­re il fal­so in bilan­cio oppu­re, dal cam­bia­men­to di nor­me pro­ces­sua­li. Poi son sta­te anche assol­te per­so­ne nel meri­to, ma io cre­do che le cau­se mag­gio­ri di asso­lu­zio­ni sia­no dipe­se da que­ste due cir­co­stan­ze: restrin­gi­men­to dei rea­ti e modi­fi­ca del­la rego­la pro­ces­sua­le che con­sen­ti­va di leg­ge­re le dichia­ra­zio­ni rese da impu­ta­ti in rea­to con­nes­so nel cor­so del­le inda­gi­ni pre­li­mi­na­ri. Con­sen­ti­va quin­di che dive­nis­se­ro pro­ve que­ste dichia­ra­zio­ni fat­te nel cor­so del­le inda­gi­ni sen­za che fos­se­ro ripe­tu­te in dibat­ti­men­to. Que­sta dispo­si­zio­ne è sta­ta cam­bia­ta, e per­ché il giu­di­ce potes­se usa­re le dichia­ra­zio­ni fat­te nel cor­so del­le inda­gi­ni diven­ta­va neces­sa­rio che que­ste dichia­ra­zio­ni venis­se­ro con­fer­ma­te riba­di­te e rifat­te in dibat­ti­men­to. E sic­co­me le per­so­ne inda­ga­te in rea­to con­nes­so ave­va­no la facol­tà di aste­ner­si dal rispon­de­re, in tan­ti si sono aste­nu­ti dal rispon­de­re. E quin­di quel mate­ria­le è diven­ta­to inutilizzabile.

Infi­ne, doman­de flash. Come defi­ni­reb­be: Gio­van­ni Falcone?

Ce ne sareb­be da par­la­re chis­sà quan­to… Lui è sta­to cre­do pro­prio il pri­mo a intro­dur­re dei meto­di scien­ti­fi­ci nel­le inve­sti­ga­zio­ni in cam­po di mafia. Gio­van­ni è riu­sci­to a sco­pri­re ed è riu­sci­to a for­ni­re le pro­ve del coin­vol­gi­men­to di tan­te per­so­ne nei rea­ti di mafia pro­prio per­ché ha modi­fi­ca­to sostan­zial­men­te, nel cam­po del­la mafia, il modo di pro­ce­de­re. Il che vuol dire, quan­do par­lo di scien­ti­fi­ci­tà del­le inda­gi­ni, cer­ca­re e tro­va­re pro­ve che non con­si­stes­se­ro in dichia­ra­zio­ni di per­so­ne coin­vol­te. Che era­no dichia­ra­zio­ni che poi maga­ri nel cor­so deli anni veni­va­no ritrat­ta­te. Mol­to spes­so i pro­ces­si per mafia si con­clu­de­va­no per insuf­fi­cien­za di pro­ve. Era una per­so­na di una cor­ret­tez­za esem­pla­re, quin­di era un bra­vis­si­mo magi­stra­to sot­to il pro­fi­lo del­la capa­ci­tà pro­fes­sio­na­le, una per­so­na mol­to, mol­to corretta.

E il gene­ra­le Car­lo Alber­to Dal­la Chiesa?

Il gene­ra­le Dal­la Chie­sa l’ho cono­sciu­to poco, for­se non l’ho mai cono­sciu­to. Ave­va sicu­ra­men­te un alto sen­so del­le isti­tu­zio­ni. Lei sa che è sta­ta tro­va­ta la sua doman­da di iscri­zio­ne – alla P2 ndr. Sospe­sa. Que­sta sospen­sio­ne del­la doman­da secon­do me ha un signi­fi­ca­to nel sen­so: io cre­do che nel­la P2 non si fidas­se­ro tan­to di lui e quin­di l’hanno sospe­so, non l’hanno pre­so. Lui sostie­ne che ave­va fat­to doman­da per poter entra­re e riu­sci­re a capi­re che cosa fos­se que­sta roba. Non ci sono ele­men­ti per dire che non sia vero, come secon­do me non ci sono nean­che ele­men­ti per pen­sa­re che inve­ce potes­se ave­re qual­che inte­res­se professionale

Se non sba­glio era sta­to indi­riz­za­to da qual­che suo collega

Sì, infat­ti. Secon­do me la sto­ria di una per­so­na ser­ve anche a spie­ga­re alcu­ni epi­so­di del­la sua vita. Io ten­do a cre­de­re di più nell’aspetto del­la curio­si­tà e dell’interesse pro­prio pro­fes­sio­na­le. Per­ché testi­mo­nia mol­to il fat­to che Dal­la Chie­sa sia sta­to ucci­so dal­la mafia in quel modo. Essen­do peral­tro sta­to sostan­zial­men­te abban­do­na­to dal­le isti­tu­zio­ni, que­sto secon­do me è un fat­to mol­to signi­fi­ca­ti­vo. È sta­to ammaz­za­to l’anno dopo la sco­per­ta del­la P2, e tra le per­so­ne che sta­va­no den­tro o intor­no alla P2 alcu­ne era­no anco­ra nel­le isti­tu­zio­ni. Maga­ri non for­mal­men­te, ma l’ambito del­le rela­zio­ni esi­ste­va. La mia ten­den­za è quel­la di dar cre­di­to che fos­se, così, una volon­tà di sco­pri­re piut­to­sto che non l’esigenza di far carriera.

Licio Gel­li?

Secon­do me era una per­so­na estre­ma­men­te ambi­gua, per­ché era riu­sci­to ad intro­dur­si in tan­te par­ti. Fasci­sta, era riu­sci­to a far­si pas­sa­re poi per par­ti­gia­no e poi io cre­do che lo si foto­gra­fi meglio rispet­to alle mie paro­le andan­do a vede­re anche sol­tan­to su Wiki­pe­dia la sua sto­ria o meglio anco­ra, per­ché lì la  docu­men­ta­zio­ne è rigo­ro­sa e seria, gli atti del­la com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re d’inchiesta sul­la P2, che cre­do sia­no dispo­ni­bi­li ades­so online.

Infi­ne Miche­le Sin­do­na e il suo col­le­ga Turone?

Be’, il mio col­le­ga Turo­ne è una per­so­na da cui io ho impa­ra­to. Ci sono 5 o 6 anni di dif­fe­ren­za tra me e lui, quan­do io sono entra­to in magi­stra­tu­ra lui era già giu­di­ce istrut­to­re. Estre­ma capa­ci­tà inve­sti­ga­ti­va, la sua rigo­ro­sis­si­ma cor­ret­tez­za pro­fes­sio­na­le. Poi sia­mo diven­ta­ti ami­ci. Ci è suc­ces­so di vive­re insie­me tan­te cose anche mol­to tra­gi­che e dolo­ro­se, come l’omicidio di Gui­do Galli.

Miche­le Sin­do­na l’ho inter­ro­ga­to, quan­do ormai era sta­to estra­da­to in Ita­lia e noi ave­va­mo pra­ti­ca­men­te con­clu­so le nostre inda­gi­ni. Quan­do l’ho inter­ro­ga­to io era un po’ dif­fi­ci­le riu­sci­re a met­ter­si in sin­to­nia doman­da e rispo­sta, a col­le­gar­le. Mi sem­bra­va una per­so­na che fos­se un pochi­no usci­ta dal­la real­tà. È sta­to accer­ta­to ine­qui­vo­ca­bil­men­te che lui ha com­mis­sio­na­to l’omicidio di Gior­gio Ambro­so­li – com­mis­sa­rio liqui­da­to­re del­la Ban­ca Pri­va­ta Ita­lia­na, di Sin­do­na ndr —  e anche per Sin­do­na secon­do me par­la la sua sto­ria. Una par­te vera­men­te rile­van­te del­la qua­le sta nell’omicidio di Gior­gio Ambro­so­li, nel­le minac­ce che ha subi­to pri­ma lo stes­so Ambro­so­li, poi Enri­co Cuc­cia, e nel­la gestio­ne del­le sue ban­che. Ave­va pra­ti­ca­men­te sfrut­ta­to le ban­che per crea­re altre socie­tà e usa­re sol­di per altre fina­li­tà, come il finan­zia­men­to ille­ci­to ad alcu­ni par­ti­ti poli­ti­ci. Ave­va tra­di­to com­ple­ta­men­te la fidu­cia dei rispar­mia­to­ri. È que­sta la figura”

 

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