Il sistema dell’accoglienza in Italia nell’ultimo rapporto SPRAR

Bar­ba­ra Venneri

Mer­co­le­dì 13 luglio, lo SPRAR (Siste­ma di Pro­te­zio­ne per i Richie­den­ti Asi­lo e Rifu­gia­ti) ha pre­sen­ta­to a Roma, pres­so la Sala Con­fe­ren­ze dell’Anci (Asso­cia­zio­ne Nazio­na­le Comu­ni Ita­lia­ni), il pro­prio rap­por­to annua­le e un nuo­vo decre­to che sarà discus­so il 28 luglio in Con­fe­ren­za Unificata.

Lo SPRAR è un ente costi­tui­to da una rete di diver­se real­tà loca­li che può ave­re acces­so al Fon­do nazio­na­le per le poli­ti­che e i ser­vi­zi dell’asilo, ed è fina­liz­za­to all’“accoglienza inte­gra­ta.” La carat­te­ri­sti­ca distin­ti­va del­lo SPRAR è che “a dif­fe­ren­za del pano­ra­ma euro­peo, in Ita­lia la rea­liz­za­zio­ne di pro­get­ti SPRAR di dimen­sio­ni medio-pic­co­le — idea­ti e attua­ti a livel­lo loca­le, con la diret­ta par­te­ci­pa­zio­ne degli atto­ri pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio — con­tri­bui­sce a costrui­re e raf­for­za­re una cul­tu­ra dell’accoglienza pres­so le comu­ni­tà cit­ta­di­ne e favo­ri­sce la con­ti­nui­tà dei per­cor­si di inse­ri­men­to socio-eco­no­mi­co dei beneficiari.”

SPRAR_rapporto-2015

Il rap­por­to, pub­bli­ca­to sul sito uffi­cia­le del­lo SPRAR, for­ni­sce un’immagine com­ple­ta del­la distri­bu­zio­ne dei richie­den­ti asi­lo e rifu­gia­ti nel­le 376 sezio­ni loca­li del­l’en­te, che ne han­no accol­ti 29.761 per 800 Comuni. 

Rispet­to allo scor­so anno, non si sono regi­stra­te novi­tà di nes­sun tipo riguar­do la distri­bu­zio­ne ter­ri­to­ria­le: il rap­por­to infor­ma che anche nel 2015 le pre­sen­ze mag­gio­ri sono sta­te regi­stra­te nel Sud Ita­lia, in par­ti­co­lar modo nel Lazio (22,4%), Sici­lia (20,1%), Puglia (9,4%) e Cala­bria (8,9%). Sem­pre secon­do lo stes­so rap­por­to, il 58% del nume­ro com­ples­si­vo di per­so­ne accol­te, pro­ve­nien­ti per lo più da Nige­ria, Paki­stan e Gam­bia, sono richie­den­ti pro­te­zio­ne inter­na­zio­na­le, men­tre solo il 10% ha otte­nu­to lo sta­tus di rifu­gia­to. Un altro dato inte­res­san­te riguar­da i richie­den­ti pro­te­zio­ne sus­si­dia­ria, non­ché colo­ro che non sono sta­ti rico­no­sciu­ti come rifu­gia­ti, ma che se tor­nas­se­ro nel loro Pae­se di ori­gi­ne andreb­be­ro incon­tro a gra­vi dan­ni — il loro nume­ro è pari al 13%. Infi­ne il 19% sono per­so­ne tito­la­ri di pro­te­zio­ne uma­ni­ta­ria, a cui non è sta­ta accol­ta la doman­da di pro­te­zio­ne inter­na­zio­na­le, ma la Com­mis­sio­ne ter­ri­to­ria­le ritie­ne che esi­sta­no ragio­ni uma­ni­ta­rie per fina­liz­zar­ne l’accoglienza. Degno di nota è anche il dato che con­cer­ne il livel­lo di istru­zio­ne, il qua­le indi­ca che solo il 15% del­le per­so­ne accol­te non è in pos­ses­so di un tito­lo di studio. 

Un cam­bia­men­to inter­pre­ta­to posi­ti­va­men­te rispet­to al 2014 è che nono­stan­te l’attività mag­gio­re sia dedi­ca­ta all’assistenza sani­ta­ria, nel 2015 si è regi­stra­ta una mag­gio­re foca­liz­za­zio­ne sull’inserimento socio-lavorativo. 

Le attività di inserimento riguardano soprattutto l’apprendimento della lingua italiana, offerte di formazione professionale, tirocini formativi e inserimenti lavorativi. 

La metà dei pro­get­ti ha con­ta­to dall’1 ai 10 inse­ri­men­ti lavo­ra­ti­vi, in mag­gior nume­ro nel cam­po del­la risto­ra­zio­ne, turi­smo, agri­col­tu­ra, pesca e ser­vi­zi alla persona. 

Il 28 luglio 2016 ver­rà anche discus­so un decre­to in Con­fe­ren­za Uni­fi­ca­ta Sta­to-Regio­ni che pren­de­rà in con­si­de­ra­zio­ne la pos­si­bi­li­tà di ren­de­re lo SPRAR il siste­ma di secon­da assi­sten­za di rife­ri­men­to: l’accesso alla rete SPRAR per i Comu­ni non avver­rà più attra­ver­so il siste­ma dei ban­di, ma sarà pos­si­bi­le ade­ri­re in ogni momento. 

Con que­sto decre­to si tro­ve­rà anche un pun­to d’incontro tra i sin­da­ci e i pre­fet­ti: sem­pre secon­do quan­to ripor­ta­to nel sito del­lo SPRAR “i Comu­ni che accol­go­no nell’ambito del pro­get­to SPRAR il nume­ro pre­vi­sto dal Pia­no [il Pia­no di ripar­to sugli 8000 Comu­ni dell’Anci, Ndr] saran­no tenu­ti esen­ti da altre for­me di acco­glien­za, pre­ve­den­do un aumen­to per i con­tin­gen­ti suc­ces­si­vi del­la capien­za del Pia­no in rela­zio­ne all’aumentare del nume­ro di per­so­ne in arri­vo.” Inol­tre, si trat­te­reb­be anche di crea­re veri e pro­pri incen­ti­vi fina­liz­za­ti alle atti­vi­tà socia­li per i Comuni.

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