Intervista ai Casa Surace

 

Sie­te mai sta­ti a Napo­li? Se sì, maga­ri ave­te anche pro­va­to — dicia­mo pro­va­to, per­chè non è det­to che ci riu­scia­te — ad anda­re a man­gia­re da Nen­nel­la. Nen­nel­la è un risto­ran­te in pie­ni Quar­tie­ri Spa­gno­li, per arri­var­ci dove­te abban­do­na­re via Tole­do, che non è mol­to diver­sa dal mila­ne­se Cor­so Bue­nos Aires, e adden­trar­vi nel sali­scen­di dei vico­li. Una vol­ta arri­va­ti, pre­su­mi­bil­men­te affa­ma­ti, ver­re­te sfot­tu­ti sen­za pie­tà dai came­rie­ri che deci­de­ran­no tut­to, da dove vi sie­de­re­te a cosa man­ge­re­te. È puro tea­tro ad un prez­zo mol­to calmierato.

Per pro­va­re più o meno la stes­sa espe­rien­za ma gra­tis, pro­va­te a fare un’intervista ai Casa Sura­ce, you­tu­bers par­te­no­pei, in un cal­do pome­rig­gio di fine set­tem­bre dopo die­ci ore di pull­man Mila­no-Napo­li, a casa loro, dove gio­ca­no in net­to van­tag­gio. È come pro­va­re a rispon­de­re ai came­rie­ri di Nen­nel­la: un’impresa man­ca­ta a priori.

Se non conoscete i Casa Surace o ne avete solo sentito parlare, sono dei ragazzi sulla trentina che qualche anno fa hanno fondato una casa di produzione. 

Alcu­ni, Simo­ne Petrel­la e Ales­sio Straz­zul­lo, sono di Napo­li, altri, Danie­le Puglie­se e Andrea Di Maria, di Sala Con­si­li­na, pae­se nel Val­lo di Dia­no che sco­pro esse­re famo­so per l’autogrill fre­quen­ta­to dai chi tor­na in Cala­bria dal Nord per le feste. 

Ad acco­mu­nar­li, oltre all’amicizia e la com­pli­ci­tà mol­to for­ti e tan­gi­bi­li, la pas­sio­ne per il tea­tro, per il cine­ma, per la cul­tu­ra che carat­te­riz­za lo spi­ri­to par­te­no­peo, con l’occhio cosmo­po­li­ta che la nostra gene­ra­zio­ne pos­sie­de. Le dif­fe­ren­ze di pro­ve­nien­za dei vari com­po­nen­ti del grup­po, com’è intui­bi­le, si rive­la­no un bell’asso nel­la mani­ca e una minie­ra di spun­ti per la loro pro­du­zio­ne. “Io e Ales­sio sia­mo di Napo­li, quin­di del­la cit­tà e la dif­fe­ren­za con Danie­le o Andrea si vede in cer­te cose — ci rac­con­ta Simo­ne — come per esem­pio nell’ospitalità e nell’essere estre­ma­men­te inclu­si­vi. La cit­tà, qual­sia­si essa sia, ti fa cre­sce­re in un modo diver­so, nel pic­co­lo cen­tro anche lo sco­no­sciu­to, il fore­stie­ro è ben­ve­nu­to per il caf­fè, ma che caf­fè, una cena intera!”. 

Que­sto ritrat­to di pai­sà ricor­da mol­to, a chi li segue su You­Tu­be, il per­so­nag­gio di Pasqui che insie­me a quel­lo di Ric­ky, pre­do­mi­na nei video da un po’ di tem­po. Ric­ky e Pasqui, rispet­ti­va­men­te Ric­car­do Bet­te­ghel­la e Bru­no Galas­so, inter­pre­ta­no un ragaz­zo del­la pro­vin­cia di Bari tra­pian­ta­to a Mila­no per stu­dia­re (Bru­no-Pasqui) e un mila­ne­se con accen­ni di caden­za vene­ta (dice di ave­re un paren­te vero­ne­se, mah.) coin­qui­li­no di Pasqui e por­ta­ban­di­re­ra di una pro­ver­bia­le effi­cien­za ambro­sia­na che nau­fra­ga mise­ra­men­te sot­to la logi­ca tut­ta par­ti­co­la­re dell’esplosivo coin­qui­li­no (Ric­car­do-Ric­ky).

Lo slot di video che li vede protagonisti, nato dalla collaborazione con la pagina Facebook Il terrone fuori sede, li ha inevitabilmente dato una spinta in termini di visibilità poiché le situazioni di vita quotidiana presentate in quelli che sono veri e propri sketch, sono studiate perchè il pubblico di fuorisede e di stanziali, siano essi del nord o del sud, ci si riconosca completamente e rida con loro oltre che di loro.

Cre­sciu­ti pro­fes­sio­nal­men­te in radio, Bru­no e Ric­car­do sono una cop­pia comi­ca roda­ta, inte­gra­ta per­fet­ta­men­te con gli altri Sura­ce e gran­di imi­ta­to­ri, visto che Bru­no si con­fer­ma un asso nel­le imi­ta­zio­ni, par­lan­do un bare­se per­fet­to nono­stan­te ven­ga da Napo­li o “dagli scip­pi” come dice lui e Ric­ky, anche lui napo­le­ta­no, si tro­va per­fet­ta­men­te a suo agio ad inter­pre­ta­re il mila­ne­se stra­ni­to dall’attaccamento del suo biz­zar­ro coin­qui­li­no a ritua­li altret­tan­to biz­zar­ri e fol­klo­ri­sti­ci, come il ruo­lo da rico­pri­re nel­la via cru­cis o i “vuo­ti” nel­la vali­gia che saran­no riem­pi­ti al rien­tro dai pepe­ro­ni di zio Nico­la e dal­la par­mi­gia­na di zia Maria, uni­ci allea­ti nell’ostile ter­ra nordica.

In real­tà que­ste sono esa­spe­ra­zio­ni, uti­li per far ride­re, che potreb­be­ro far pen­sa­re che i ragaz­zi sia­no chiu­si nel­la loro real­tà; tut­to l’opposto. La stra­ti­fi­ca­zio­ne che carat­te­riz­za la geo­gra­fia di Napo­li è anche una pecu­lia­ri­tà del­la cul­tu­ra dei suoi abi­tan­ti; l’umorismo dei Sura­ce, i loro rife­ri­men­ti, sono un mix, costrui­to negli anni, di amo­re per la loro ter­ra uni­to all’autoironica capa­ci­tà di guar­dar­si da fuo­ri, nel­la fat­ti­spe­cie dal Nord. 

Il naso trop­po fuo­ri però non lo voglio­no met­te­re, o meglio non voglio­no dar­lo a vede­re e se gli si chie­de come la pen­si­no del­la situa­zio­ne poli­ti­ca, visto che in un video, Pasqui si lamen­ta­va del cal­do veni­va apo­stro­fa­to da Danie­le con un “ah, ora fa cal­do eh? Ti è pia­ciu­to vota­re Ren­zi? E suda!” Rispo­sta: “che c’entra scu­sa?” e di nuo­vo l’altro “la col­pa è del­le ban­che”, con mano posi­zio­na­ta a fian­co del­la boc­ca, tipi­ca di chi rive­la una noti­zia top secret. Non è inte­res­se di chi ha scrit­to que­sto pez­zo sape­re qua­le casel­la bar­ri­no nel segre­to dell’urna o se si rechi­no alle urne, ma nel­lo scor­re­re di bat­tu­te a cui si pote­va solo assi­ste­re iner­mi e diver­ti­ti, Simo­ne ha accu­sa­to Ales­sio di gril­li­smo e Bru­no si è intro­mes­so dicen­do che ai 5 stel­le pre­fe­ri­sce con­si­de­rar­si un 3 stel­le con cola­zio­ne inclusa.

Il sen­so civi­co però non man­ca ai Sura­ce e in un momen­to di serie­tà si è par­la­to del video che fece­ro usci­re in occa­sio­ne del gay­pri­de, in cui Ric­ky por­ta­va a casa una cop­pia di ami­ci gay e Pasqui si dimo­stra­va tal­men­te in imba­raz­zo da non voler­li nem­me­no far entra­re in casa, invo­can­do per­si­no la buo­na­ni­ma di zio Vin­cen­zo che si sareb­be ver­go­gna­to di quel­la situa­zio­ne, ma non per omo­fo­bia, ben­sí per l’esigua dose rima­sta di orec­chiet­te, insuf­fi­cien­te già per loro due, figu­rar­si per sfa­ma­re i due innamorati.

Il mezzo scelto per appoggiare il gaypride e le unioni civili non è solo particolarmente efficace, ma rivela un tratto saliente della cultura partenopea: il rapporto con il diverso. 

“Se osser­vi un grup­po di ragaz­zi­ni napo­le­ta­ni all’interno del qua­le si tro­va un com­po­nen­te un po’ più debo­le o sfi­ga­to, note­rai che a dispet­to del­la sfot­ti­tu­ra, del nomi­gno­lo che può ritro­var­si, il sud­det­to “anel­lo debo­le” non sarà mai esclu­so dav­ve­ro o trat­ta­to con fred­dez­za, ma avrà il suo ruo­lo all’interno del grup­po.” Del resto chi cono­sce il tea­tro e la tra­di­zio­ne cano­ra napo­le­ta­na sa che il bigot­ti­smo e l’esclusività non fan­no par­te di quel­la terra.

“Per­chè Casa Sura­ce?” chie­de ad un cer­to pun­to la sot­to­scrit­ta, cer­can­do di rita­gliar­si un ruo­lo nel­la loro piè­ce; “per­ché sia­mo essen­zial­men­te un grup­po di ami­ci e abbia­mo vis­su­to insie­me per anni come una fami­glia. Casa Sura­ce sa di azien­da a con­du­zio­ne fami­lia­re e la nostra casa di pro­du­zio­ne è una casa di pro­du­zio­ne gesti­ta da una spe­cie di fami­glia allar­ga­ta e allar­gan­te visto quan­to si man­gia. Abbia­mo anche crea­to un grup­po su Face­book, Cof­fee break a Casa Sura­ce, mira­to a rice­ve­re con­si­gli e idee per nuo­vi video. Nel­la real­tà si è tra­sfor­ma­to in un ibri­do tra il risul­ta­to che si ottie­ne scri­ven­do #food­porn su Insta­gram e i discor­si al bar di zio Tonino.”

Il bar di zio Toni­no, i pepe­ro­ni di Zio Nico­la, il Teme­ra­rio (una spe­cie di nin­ja del­le sagre pae­sa­ne con un talen­to par­ti­co­la­re a rom­pe­re le uova sul­la cap­pa del­la cuci­na o sul­la pro­pria fron­te al gri­do di “car­bo­na­raaa!” e che ricor­da un po’ chef Rubio) sono tut­te figu­re arche­ti­pi­che che riman­da­no ai vec­chi sapo­ri di un tea­tro che non ave­va biso­gno di arzi­go­go­li per far ride­re, pian­ge­re e riflet­te­re, basta­va rac­con­ta­re la vita quo­ti­dia­na. Basta­va è un ver­bo sba­glia­to per­ché è vero che per far ride­re spes­so basta­no bat­tu­te sem­pli­ci ed azzec­ca­te, ma il talen­to e l’abilità risie­do­no pro­prio nel far sem­bra­re il risul­ta­to  di sem­pli­ce e disin­vol­ta realizzazione.

Pro­prio dopo l’intervista sareb­be­ro anda­ti a riti­ra­re un pre­mio come “eccel­len­ze del sud”. Se li fan­no e se li pre­mia­no si può pen­sa­re, eppu­re il loro spi­ri­to non è quel­lo, loro resta­no quel­li di sem­pre, con tut­ti rischi che que­sta reto­ri­ca si por­ta die­tro. Il rischio che ci si mon­ti la testa tra tan­to incen­so spar­so in poco tem­po è tan­to, ma i ragaz­zi non sono per nul­la acri­ti­ci ver­so la loro ter­ra, cono­sco­no e apprez­za­no sin­ce­ra­men­te altre real­tà, pur sen­ten­do un attac­ca­men­to alle loro radi­ci che qua­si com­muo­ve, pri­ma di scop­pia­re a ride­re a cre­pa­pel­le quan­do li si sen­te scher­za­re sui loro ste­reo­ti­pi, tan­to quan­to scher­za­no sugli ste­reo­ti­pi dei mila­ne­si. In fon­do rap­pre­sen­ta­no un po’ la cifra del­lo spi­ri­to ita­lia­no: scher­za su tut­to e su tut­ti, su te stes­so soprat­tut­to, sen­za vit­ti­mi­smo, super­bia o pro­vin­cia­li­smo. Una risa­ta potrà sal­var­ci o sep­pel­lir­ci, ma, se segui­re­mo que­sta via, di sicu­ro avrem­mo vis­su­to un po’ più spen­sie­ra­ta­men­te e mori­re­mo ridendo.

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L’au­tri­ce e un’a­mi­ca coi Casa Sura­ce. Da sini­stra: Ales­sio Straz­zul­lo, Danie­le Puglie­se, Bru­no Galas­so, Simo­ne Petrel­la, Ric­car­do Betteghella.

 

 

 

 

 

Con­di­vi­di:
Susanna Causarano
Osser­vo ma non sono sem­pre cer­ta di quel­lo che vedo e ten­to inva­no di ammaz­za­re il tem­po. Ma quel­lo resta dov’è.

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