Chicago Bulls, LA Clippers e tutte le classifiche della stagione NBA 2016–2017

Ci sia­mo. È sta­ta un lun­ga atte­sa ma final­men­te tut­ti gli appas­sio­na­ti del­la pal­la a spic­chi potran­no di nuo­vo ammi­ra­re i miglio­ri cesti­sti al mon­do. Not­tam­bu­li, pre­pa­ra­te la moka, ripar­te lo sho­w­ti­me NBA a infiam­ma­re le lun­ghe not­ta­te ame­ri­ca­ne. Le tren­ta squa­dre del­la lega han­no avu­to modo di roda­re gli sche­mi con alcu­ne par­ti­te di pre-sea­son che non han­no fat­to altro che far sali­re ancor più l’attesa degli affe­zio­na­ti del basket ame­ri­ca­no, rima­sti in asti­nen­za da schiac­cia­te, cane­stri alla sire­na e tiri degni dei miglio­ri funam­bo­li per tut­ta la pau­sa esti­va, neces­sa­ria all’élite cesti­sti­ca ame­ri­ca­na per con­qui­sta­re un oro olim­pi­co quan­to mai scon­ta­to a Rio.

Da dove si ripar­te? La scor­sa sta­gio­ne si è con­clu­sa con la sto­ri­ca vit­to­ria di Clea­veld che, gui­da­ta da “re James” e i suoi cava­lie­ri Irving e Love, è riu­sci­ta a otte­ne­re il pri­mo tito­lo NBA del­la franchigia.

Ste­ph Cur­ry e i suoi War­riors sicu­ra­men­te ci ripro­ve­ran­no anche quest’anno a vin­ce­re l’anello che in mol­ti si sareb­be­ro aspet­ta­ti di vede­re alle loro dita: la squa­dra di San Fran­ci­sco, la scor­sa sta­gio­ne, è riu­sci­ta nell’impresa di con­clu­de­re la regu­lar sea­son con un incre­di­bi­le record di 73 vit­to­rie con­tro le sole 9 sconfitte.

Nessuno, neppure i Chicaco Bulls di sua maestà “Air” Jordan, nella stagione ‘95-’96 (in cui vinsero la propria divisione con il record di 72 vittorie e 10 sconfitte) furono in grado di far meglio.

A capo di que­sta squa­dra anco­ra coach Ste­ve Kerr (vec­chio com­pa­gno di Jor­dan) che dopo esser­si por­ta­to a casa le finals di due anni fa non è riu­sci­to a pie­ga­re per la secon­da vol­ta Lebron e com­pa­gni. Le pre­mes­se per un’altra bat­ta­glia tra le due fran­chi­gie nel­le ulti­me — cal­dis­si­me — fasi del tor­neo, fis­sa­te come sem­pre tra Mag­gio e Giu­gno, sono mol­te, ma dopo i movi­men­ti di alcu­ni “big” gli equi­li­bri sono cambiati.

Eppu­re è da tene­re in con­to che non sem­pre que­sti gio­ca­to­ri si rive­la­no deci­si­vi in una par­ti­ta quan­do non si dispo­ne di una buo­na pan­chi­na pron­ti a sosti­tui­re i com­pa­gni più for­ti. Si può allo­ra indi­ca­re una squa­dra più for­te? Sia­mo anco­ra lon­ta­ni dal­la “dead­li­ne” del­le trat­ta­ti­ve che cer­ta­men­te ride­fi­ni­rà le even­tua­li defe­zio­ni dei rin­no­va­ti roster, ma per ades­so ecco­vi pre­sen­ta­te le fran­chi­gie che meglio si sono mos­se nel mer­ca­to del­la free agency.

GOLDEN STATE WARRIORS

Aver sof­fia­to a una poten­zia­le con­cor­ren­te un cer­to Kevin Durant non può che accen­de­re anco­ra di più gli entu­sia­smi dei tifo­si di San Fran­ci­sco. Non esi­sto­no pun­ti debo­li nel quin­tet­to ini­zia­le a dispo­si­zio­ne di coach Kerr che potrà dispor­re di un quin­tet­to com­po­sto per quat­tro quin­ti da cesti­sti ormai con­fer­ma­tis­si­mi come tra i miglio­ri al mondo.

Era neces­sa­ria la fir­ma dell’ex Thun­der? Pro­ba­bil­men­te no, ma per­ché pri­var­si del­la pos­si­bi­li­tà di schie­rar­lo assie­me a Cur­ry, Thomp­son e Green? Incre­di­bi­le poi come la socie­tà sia riu­sci­ta a far qua­dra­re i con­ti del sala­ry cap (il tet­to mas­si­mo di spe­sa con­ces­sa a ogni squa­dra del­la con­fe­de­ra­zio­ne per i gio­ca­to­ri) com­pren­den­do un repar­to di lun­ghi di tut­to rispet­to per far rifia­ta­re i com­pa­gni. Buo­na for­tu­na a chi se li tro­ve­rà avan­ti. (P.s. Occhio al gio­va­ne McCaw)

LOS ANGELES CLIPPER

Rima­nen­do a Ove­st, i Clip­pers anco­ra una vol­ta sem­bra­no esser­si mos­si nel­la dire­zio­ne giu­sta. Anche se resta­no anco­ra ben lon­ta­ni dall’essere tan­to ama­ti quan­to i com­pa­trio­ti Lakers — che cer­to non han­no mes­so a segno un gran­dis­si­mo mer­ca­to: la scel­ta di taglia­re Jian­lian e Bro­wn per rein­se­ri­re Met­ta Word Pea­ce in squa­dra sem­bra più che discu­ti­bi­le, ma for­se gra­zie ai gio­va­ni e soprat­tut­to a Rus­sel i gial­lo vio­la potran­no scor­ge­re una luce in fon­do al tun­nel — i Clip­pers si pre­sen­ta­no con una squa­dra dav­ve­ro temibile.

All’alchimia ormai con­so­li­da­ta tra l’agile Paul e le sue mani mor­bi­de e lo stra­po­te­re fisi­co di Jor­dan e di Grif­fin si aggiun­go­no nomi poco noti come Bran­do Bass, Speights e Fel­ton: un vero teso­ro per la pan­chi­na di Doc Rivers che final­men­te è riu­sci­to a libe­rar­si di teste cal­de come Ste­phen­son e Josh Smith, due mine vacan­ti nel­lo spo­glia­to­io losan­ge­li­no che la scor­sa sta­gio­ne non ha cer­to gio­va­to dei due talen­tuo­si ma incon­trol­la­bi­li atle­ti. Insom­ma, a Los Ange­les è final­men­te tor­na­ta una vera con­te­ner al titolo.

BOSTON CELTICS

Meglio pochi ma buo­ni. A Boston — dove Isa­iah Tho­mas ha ormai la lea­de­sr­ship del grup­po — arri­va un solo cen­tro ma di tut­to rispet­to: è l’ex Atlan­ta Al Hal­ford, che lascia le aqui­le del­la Geor­gia orfa­ne di una pedi­na dav­ve­ro impor­tan­te (dovran­no muo­ver­si in fret­ta per riem­pi­re il vuo­to lascia­to dall’omone). Coach Ste­ven­son non può lamen­tar­si guar­dan­do la sua squa­dra che tan­to bene ha fat­to la scor­sa sta­gio­ne, ma con anco­ra note­vo­li mar­gi­ni di miglio­ra­men­to da par­te di tut­ti i suoi gio­ca­to­ri, dal gio­va­ne Smart allo stes­so Thomas.

INDIANA PEACERS

Cari­ca­ti a mol­la dal­la star Paul Geor­ge, pron­to a recla­ma­re il tito­lo di MVP, a India­na­po­lis sem­bra esse­re arri­va­to l’anno giu­sto per pro­va­re a fare sul serio. Non che non ci aves­se­ro pro­va­to: negli scor­si playoff fece­ro suda­re non poco l’irresistibile coraz­za­ta di Gol­den Sta­te. Tra scam­bi e fir­me, alla cor­te dell’Hall of Fame Lar­ry Bird sono arri­va­ti gio­ca­to­ri dal gran­de talen­to ma spes­so sot­to­va­lu­ta­ti, come Tea­gue e Thad­deus Young, che già sareb­be­ro basta­ti per aver una squa­dra competitiva.

Ma gra­zie a intel­li­gen­ti e ben mira­te ope­ra­zio­ni, a rin­for­za­re il roster ecco anche Aaron Brooks e Al Jef­fer­son, pron­ti a dare una mano dal­la pan­chi­na e a met­te­re a dispo­si­zio­ne la loro note­vo­le espe­rien­za. I Cavs di Lebron sono avvi­sa­ti: la pri­ma piaz­za nel­la east con­fe­ren­ce è tut­ta da gua­da­gnar­si, che vin­ca il migliore.

CHICAGO BULLS

Coach Hoi­berg avrà un bel da fare quest’anno: squa­dra qua­si rico­strui­ta dal­le fon­da­men­ta, sal­de solo sul talen­tuo­sis­si­mo Butler, i Bulls han­no cedu­to lo sfor­tu­na­tis­si­mo Rose — da anni lea­der del grup­po ma spes­so fre­na­to da tre­men­di infor­tu­ni — e fin qua tut­to bene.

Sof­fia­re agli Heat “Flash” Wade è cer­ta­men­te sta­to un buon affa­re: il neo acqui­sto si è det­to dispo­ni­bi­le ad ade­guar­si come secon­do vio­li­no e que­sta sta­gio­ne gio­che­rà per la squa­dra di casa (che una moti­va­zio­ne da non sot­to­va­lu­ta­re). Il gros­so enig­ma, solo par­zial­men­te risol­to in que­sta pre-sea­son, è come far con­vi­ve­re i due con l’eccentrico Ron­do, che tut­ti spe­ria­mo rive­de­re gio­ca­re ai tem­pi dei Cel­tic, anche se da tem­po la sua for­te per­so­na­li­tà pare pre­va­le­re sugli sche­mi det­ta­ti dal coach.

In que­sta ses­sio­ne ha salu­ta­to Chi­ca­go anche il gigan­te Noah, pron­ta­men­te sosti­tui­to da Lopez, un gio­ca­to­re tut­to da riva­lu­ta­re, e atten­zio­ne anche al gio­va­ne Por­tis che ha già avu­to modo la scor­sa sta­gio­ne di far­si nota­re gra­zie a una note­vo­le ver­sa­ti­li­tà in campo.

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Francesco Porta
Amo il cine­ma, lo sport e rac­con­ta­re sto­rie: non si è mai trop­po vec­chi per ascol­tar­ne una.

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