Italia-Spagna: la cronaca

Fran­ce­sco Porta

Fini­sce con un pareg­gio la super sfi­da allo Juven­tus sta­dium, gre­mi­to in occa­sio­ne del match tra Ita­lia e Spa­gna, vali­do per la qua­li­fi­ca­zio­ne dei pros­si­mi mon­dia­li. Il risul­ta­to fina­le è un uno a uno che sta stret­to a entram­be le squa­dre, costret­te ad accon­ten­tar­si di divi­de­re il bottino.

Fino al pri­mo tem­po la par­ti­ta  sem­bra­va in mano agli ospi­ti, for­ti del 70% di pos­ses­so pal­la nei pri­mi qua­ran­ta­cin­que minu­ti: la squa­dra di Lope­te­gui, com­po­sta da un vero e pro­prio dream team (8 gio­ca­to­ri su 11 gio­ca­no in cham­pions lea­gue, sen­za con­ta­re le riser­ve, anche esse per la gran par­te par­te­ci­pan­ti alla mas­si­ma com­pe­ti­zio­ne euro­pea per club) ha mos­so la pal­la con tale mae­stria da incan­ta­re tut­ti gli este­ti del cal­cio che per un inte­ro tem­po han­no potu­to assi­ste­re a vir­tuo­si­smi di qua­li­tà men­tre gli azzur­ri, gui­da­ti da Ven­tu­ra, cer­ca­va­no di strap­pa­re loro la pal­la met­ten­do tan­ta cor­sa e rima­nen­do sem­pre ordi­na­ti, ren­den­do la vita dura alle furie rosse.

Azzur­ri mai peri­co­lo­si nel­la pri­ma fra­zio­ne di gio­co, ma dall’altra par­te nep­pu­re gli spa­gno­li sono riu­sci­ti a impen­sie­ri­re seria­men­te un’ottima dife­sa gui­da­ta da Bonuc­ci, non nel­la sua sera­ta miglio­re, e Bar­za­gli che al con­tra­rio del suo com­pa­gno bian­co­ne­ro, si è fat­to tro­va­re in gran for­ma e in una con­di­zio­ne atle­ti­ca a dir poco invi­dia­bi­le. Da ricor­da­re anche un ecce­zio­na­le Roma­gno­li, cer­ta­men­te  uno dei miglio­ri in cam­po e vera sor­pre­sa del match.

Inie­sta, il “pre­sti­gia­to­re” del Bar­cel­lo­na, pur dan­do spet­ta­co­lo non è riu­sci­to a inci­de­re gran­ché. Nel secon­do tem­po qual­co­sa cam­bia: i rit­mi si abbas­sa­no e gli azzur­ri rie­sco­no a muo­ve­re pal­la a metà cam­po ma, die­ci minu­ti dopo la ripre­sa, arri­va una doc­cia fred­da che cam­bia del tut­to il match.

Iniesta lancia Vitolo, bravissimo a farsi spazio tra i centrali italiani. A rendergli la vita troppo facile è Buffon che sbaglia il tempo dell’anticipo al limite della propria area, così da lasciare l’attaccante iberico libero di segnare un gol facile facile a porta vuota.

Lo schiaf­fo sve­glia l’Italia che si ren­de subi­to peri­co­lo­sa dal­le par­ti di De Gea, pra­ti­ca­men­te mai chia­ma­to in cau­sa in tut­ta la par­ti­ta, con un col­po di testa di Pel­lé che, se fos­se sta­to cor­ret­to da Paro­lo, in ritar­do solo di qual­che cen­te­si­mo di secon­do, sareb­be cer­ta­men­te fini­to in rete.

Il ct azzur­ro ha quin­di opta­to per nuo­ve solu­zio­ni offen­si­ve facen­do entra­re l’attaccante che ai tem­pi di Tori­no ha lan­cia­to nel gran­de pal­co­sce­ni­co Euro­peo: Ciro Immo­bi­le ha sosti­tui­to un furio­so Pel­lé deci­sa­men­te poco feli­ce per il cam­bio che, a suo mal­gra­do, però si è rive­la­to fon­da­men­ta­le. L’attaccante del­la Lazio met­te in cam­po una grin­ta fuo­ri dal comu­ne e tan­ta, tan­tis­si­ma corsa.
L’Italia, sospin­ta dai nume­ro­sis­si­mi tifo­si rie­sce final­men­te a tener testa agli spa­gno­li, ruban­do qual­che pal­lo­ne e gio­can­do una gara tat­ti­ca­men­te qua­si perfetta.

Al minu­to 76 ecco l’ultimo cam­bio di Ven­tu­ra, che nel pri­mo tem­po era sta­to obbli­ga­to a sosti­tui­re Mon­to­li­vo, infor­tu­na­to, con Bona­ven­tu­ra, lan­cian­do l’attaccante gra­na­ta Belot­ti al posto del cen­tro­cam­pi­sta Paro­lo, sbi­lan­cian­do in avan­ti il bari­cen­tro del­la squa­dra. Il neo entra­to, come l’ex com­pa­gno Immo­bi­le, ha dimo­stra­to di meri­tar­si la chan­ce di gio­ca­re: con il col­tel­lo tra i den­ti è riu­sci­to a spo­sta­re fisi­ca­men­te Ser­gio Ramos e Piqué (i qua­li han­no fini­to la gara entram­bi ammo­ni­ti) e dan­do mol­to dina­mi­smo alla mano­vra azzurra.

L’inerzia del­la par­ti­ta cam­bia com­ple­ta­men­te fino a quan­do a die­ci minu­ti dal­la fine Eder non vie­ne ste­so da Ramos in area: l’arbitro ini­zial­men­te è sta­to restio a dare il rigo­re, nono­stan­te non ci fos­se­ro mol­ti dub­bi sul con­tat­to in area, ma lo ha con­ces­so dopo una bre­ve con­sul­ta­zio­ne con il giu­di­ce di por­ta; dagli undi­ci metri De Ros­si spiaz­za il por­tie­re spa­gno­lo ripor­tan­do il match in parità.

La squa­dra di Ven­tu­ra, così gal­va­niz­za­ta, ha con­ti­nua­to a difen­de­re con ordi­ne e si è resa peri­co­lo­sa lan­cian­do i pro­pri attac­can­ti in con­tro­pie­de ma sen­za che que­sti potes­se­ro con­clu­de­re in por­ta. L’Italia sfio­ra anche la vit­to­ria con Belot­ti che a due pas­si cal­cia in por­ta vio­len­te­men­te un pal­lo­ne con­trol­la­to in qual­che modo da Immo­blie a pochi metri da De Gea ma pur­trop­po l’azione era vizia­ta dal fuo­ri­gio­co del laziale.

Al novantatreesimo minuto l’arbitro tedesco Brych, abbastanza generoso con gli spagnoli, graziati in due occasioni in cui sarebbe potuta arrivare, prima per Diego Costa poi per Ramos, una seconda ammonizione, chiude il match di Torino, dove è andata in scena una sfida che ha il sapore di un derby .

Pareg­gio che con­dan­na al ter­zo posto gli azzur­ri e al secon­do gli spa­gno­li, sca­val­ca­ti nel giro­ne G dall’Albania che ha scon­fit­to per 2 a 0 il Lie­ch­ten­stein e che ora si tro­va a pun­teg­gio pie­no in testa a tut­ti. La stra­da per il mon­dia­le è anco­ra mol­to lun­ga, si trat­ta solo del­la secon­da par­ti­ta gio­ca­ta per la qua­li­fi­ca­zio­ne a Rus­sia ‘18. Vedre­mo se il debut­tan­te Ven­tu­ra, sopran­no­mi­na­to “Mr libi­di­ne”, sarà in gra­do di far cre­sce­re un grup­po che pian pia­no si sta rin­no­van­do e che ieri ha affron­ta­to una del­le miglio­ri for­ma­zio­ni al mon­do, uscen­do­ne a testa alta.

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