Ouija, Kokkuri-San e Blody Mary: il fai-da-te per essere posseduti dal demonio questo Halloween

Ci si avvi­ci­na alla fine di otto­bre e il cli­ma autun­na­le incor­ni­cia alla per­fe­zio­ne tut­to il con­te­sto festo­so di Hal­lo­ween, che por­ta con sé ogni anno una scia di sche­le­tri, spet­tri e zuc­che inta­glia­te che tra­sci­na­no anco­ra di più nel cli­ma tetro del sovran­na­tu­ra­le e dell’occulto.

Feste a tema, even­ti live — come la cam­mi­na­ta zom­bie a Mila­no — e film hor­ror sono ormai pron­ti per ani­ma­re il pon­te dei mor­ti. Nel­le sale Ame­ri­ca­ne “Oui­ja — le ori­gi­ni del male” usci­rà già il 21 Otto­bre men­tre qui in Ita­lia si dovrà aspet­ta­re fino al 27 per vede­re il pre­quel del film “Oui­ja”. Usci­ta due anni fa, que­sta pel­li­co­la fu smon­ta­ta dal­la cri­ti­ca ma ven­ne mol­to apprez­za­ta dal pub­bli­co, che la por­tò in vet­ta al bot­te­ghi­no in diver­si sta­ti, nono­stan­te nel­le sale fos­se vie­ta­to l’accesso ai mino­ri di tre­di­ci o — a secon­da dei pae­si — quin­di­ci anni. Il film era tut­to incen­tra­to sul gio­co del­la tavo­let­ta tan­to nota agli appas­sio­na­ti dell’occulto e tan­to in voga tra i gio­va­ni di qual­che gene­ra­zio­ne fa.

La tavola Ouija però non è un gioco: si tratta di un vero e proprio rito semplificato che, attraverso un medium, consente di contattare entità ormai trapassate.

Inven­ta­ta agli ini­zi del 900 da Elia J. Bond la tavo­la ven­ne bat­tez­za­ta con un nome volu­ta­men­te sfor­tu­na­to: Oui­ja signi­fi­ca infat­ti “mala­sor­te”.

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Esi­sto­no diver­se for­me del­la Oui­ja e non c’è una ver­sio­ne cano­ni­ca. Per com­por­la basta una super­fi­cie piat­ta su cui scri­ve­re tut­te le let­te­re dell’alfabeto e le die­ci cifre: gene­ral­men­te sugli ango­li stan­no poste un “sì” e un “no”.

Il rito è mol­to sem­pli­ce: un medium e altri par­te­ci­pan­ti met­to­no le mani su un pun­ta­to­re, quin­di, se si sono ese­gui­te tut­te le istru­zio­ni, que­sto comin­ce­reb­be a muo­ver­si, com­po­nen­do paro­le in rispo­sta alle doman­de dei “gio­ca­to­ri” sug­ge­ri­te dagli spiriti.

Man­ly Pal­mer Hall è sta­to uno dei mag­gio­ri stu­dio­si del para­nor­ma­le: pub­bli­cò oltre 150 libri sull’occulto e si occu­pò di mol­tis­si­mi casi miste­rio­si. A pro­po­si­to del­la tavo­let­ta dis­se che su 100 casi stu­dia­ti, alme­no 95 pote­va­no esse­re diret­ta­men­te col­le­ga­ti a una o più ses­sio­ni di Oui­ja: casi in cui fami­glie sono sta­te spez­za­te, per­so­ne dive­nu­te improv­vi­sa­men­te aso­cia­li e tal­vol­ta anche suicidi.

Cer­to que­sto per chi cre­de all’occulto: il mon­do del sovran­na­tu­ra­le è in asso­lu­to il più inde­ci­fra­bi­le e divi­de con­ti­nua­men­te i con­vin­ti dagli scet­ti­ci. Infat­ti, ad oggi, non è sta­ta dimo­stra­ta in manie­ra scien­ti­fi­ca l’esistenza di un pia­no dimen­sio­na­le in cui enti­tà non cor­po­ra­li vivo­no, cer­can­do di inte­ra­gi­re con la nostra dimen­sio­ne (se sie­te teme­ra­ri, sap­pia­te che esi­ste un con­cor­so con un ric­co pre­mio in dena­ro, qua­lo­ra foste in gra­do di dimo­strar­ne l’esistenza); eppu­re non sono pochi i casi in tut­to il mon­do di serie di sfor­tu­na­ti even­ti che par­ti­reb­be­ro pro­prio da riti esoterici.

“Sfor­tu­na”, “coin­ci­den­ze” e “auto­sug­ge­stio­ne” sono le razio­na­li spie­ga­zio­ni di chi non cre­de alle sto­rie di fan­ta­smi ed effet­ti­va­men­te la con­vin­zio­ne di esse­re per­se­gui­ta­ti da fan­ta­smi o demo­ni può spes­so con­di­zio­na­re non poco un indi­vi­duo vit­ti­ma del­le pro­prie paure.

Oggi la Ouija è di proprietà dalla Hasbro, la nota casa di giocattoli per bambini, e se è vero che la sua notorietà è di molto calata rispetto agli anni passati, ai giorni nostri sono però più noti altri riti più semplici.

Don Aldo Buo­na­iu­to, sacer­do­te esor­ci­sta spes­so in pri­ma linea quan­do si par­la di riti eso­te­ri­ci, indi­ca “Blo­dy Mary” e la “Char­lie Char­lie chal­len­ge” come vere e pro­prie sedu­te spi­ri­ti­che per ragaz­zi­ni e ado­le­scen­ti, spes­so le più faci­li vit­ti­me di que­sti peri­co­lo­si gio­chi, da cui con­vie­ne guar­dar­si bene: duran­te que­ste sedu­te spes­so si apri­reb­be­ro fine­stre dif­fi­ci­li da richiudere.

La tavo­la Oui­ja, inol­tre, ha anche altri cor­ri­spon­den­ti simi­li nel­la ter­ra del sol levan­te: in Giap­po­ne, mol­to popo­la­re tra gli stu­den­ti del­le scuo­le supe­rio­ri è il gio­co del Kok­ku­ri-San, anch’esso giu­di­ca­to respon­sa­bi­le di alcu­ni distur­bi in nume­ro­si ragaz­zi e quin­di ban­di­to da mol­ti istituti.

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Per ini­zia­re la sedu­ta occor­re esse­re in quat­tro e por­re una mone­ti­na al cen­tro di un foglio con nume­ri e ideo­gram­mi. Il rito può ini­zia­re quan­do lo spi­ri­to del Kok­ku­ri San — un kan­ji imbro­glio­ne del­la tra­di­zio­ne scin­toi­sta simi­le a una vol­pe o a un pro­cio­ne — non muo­ve la mone­ti­na per rispon­de­re alle doman­de poste. Per chiu­de­re il rito i par­te­ci­pan­ti devo­no chie­de­re il per­mes­so per andar­se­ne e solo quan­do l’entità evo­ca­ta ne avrà abba­stan­za la mone­ti­na si spo­ste­rà in cima al foglio, dove vie­ne dise­gna­to un torii (il tipi­co arco ros­so giap­po­ne­se ante­po­sto ai luo­ghi sacri, NdR) e solo allo­ra si potrà sol­le­va­re il dito dal­la mone­ti­na, pie­ga­re in dodi­ci par­ti il foglio, distrug­ger­lo e spen­de­re quel­la moneta.

La mag­gior par­te dei riti però, nono­stan­te esi­sta­no stu­di che ten­ta­no di dimo­stra­re la loro rea­le peri­co­lo­si­tà, sono spes­so con­trad­det­ti da risul­ta­ti più “orga­niz­za­ti” che veri­tie­ri. Ad esem­pio quan­do la tavo­la vie­ne rove­scia­ta e i par­te­ci­pan­ti alla sedu­ta non pos­so­no vede­re le let­te­re: risul­ta dif­fi­ci­le, in que­sto modo, riu­sci­re a com­por­re un mes­sag­gio sen­sa­to. Il più del­le vol­te, poi, le rispo­ste ver­reb­be­ro date dal sub­con­scio, con la con­se­guen­za che i sog­get­ti più impres­sio­na­bi­li cado­no spes­so vit­ti­me del­la pro­pria immaginazione.

I numerosi studi, però, non spiegano certo tutto e non possono giustificare i numerosi casi tuttora irrisolti di possessione, infestazioni, poltergeist (o presunti tali).

Ed War­ren, for­se il più gran­de “ghost­bu­ster” di sem­pre, rispo­se a una cri­ti­ca dicen­do: “Gli scien­zia­ti dico­no: «voi non ave­te dimo­stra­to nul­la fin­chè non pren­de­te quel fan­ta­sma e lo met­te­te in una bot­ti­glia cosic­ché la pos­sia­mo apri­re ed esa­mi­na­re». Que­sto è stu­pi­do. Stan­no dicen­do che devi scien­ti­fi­ca­men­te dimo­stra­re che Dio esi­ste, che esi­sto­no i fan­ta­smi. Non esi­ste una cosa del gene­re, non si può otte­ne­re una pro­va scien­ti­fi­ca in un mon­do sovrannaturale.”

La que­stio­ne, quin­di, è un’al­tra: voi sie­te scet­ti­ci o cre­de­te nei fantasmi?

 

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Francesco Porta
Amo il cine­ma, lo sport e rac­con­ta­re sto­rie: non si è mai trop­po vec­chi per ascol­tar­ne una.

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