Rodrigo Duterte, un premier controverso per le Filippine

“Hitler ha ucciso tre milioni di ebrei, ora ci sono tre milioni di narcotrafficanti. Sarei felice di massacrarli”.

Que­ste sono le paro­le rila­scia­te da Rodri­go Duter­te, pre­si­den­te filip­pi­no, l’1 otto­bre scor­so; egli però non risul­ta nuo­vo alla cro­na­ca per le sue dichiarazioni.

Duran­te la sua cam­pa­gna elet­to­ra­le pale­sa­va un pare­re scan­da­lo­so ver­so il Papa defi­nen­do­lo testualmente:“Figlio di put­ta­na”. Lo stes­so attac­co vie­ne sca­glia­to con­tro il Pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti il 5 set­tem­bre scor­so aggiun­gen­do il 4 otto­bre che Barack Oba­ma “può anda­re al dia­vo­lo”. L’U­nio­ne Euro­pea, dal can­to suo, può accon­ten­tar­si di incas­sa­re “solo” un dito medio, dopo che il Par­la­men­to euro­peo chie­de­va di ces­sa­re le som­ma­rie ese­cu­zio­ni extragiudiziali.

Nel­la sua lot­ta al nar­co­traf­fi­co, in soli quat­tro mesi, il gover­no filip­pi­no ha infat­ti con­dot­to alla mor­te più di 3000 cit­ta­di­ni. Oltre all’or­ga­no di Bru­xel­les, diver­se orga­niz­za­zio­ni a dife­sa dei dirit­ti uma­ni si sono mos­se per rego­la­re tale poli­ti­ca di ster­mi­nio, nel­la qua­le vie­ne pre­sun­to il coin­vol­gi­men­to di gio­va­ni inno­cen­ti, tra cui gior­na­li­sti. Duter­te gode però di un assai ampio con­sen­so da par­te del­la popo­la­zio­ne, il qua­le ammon­ta al 91%, secon­do un son­dag­gio con­dot­to a luglio da Pul­se Asian Research.

Oltre a ciò, vi è una for­tis­si­ma col­la­bo­ra­zio­ne fra gover­no e for­ze arma­te, alle qua­li è sta­ta affi­da­ta una black list dei prin­ci­pa­li sospet­ta­ti all’in­ter­no del ter­ri­to­rio nazio­na­le. Così affer­ma l’uf­fi­cia­le del PNP, poli­zia nazio­na­le filip­pi­na, inter­vi­sta­to in inco­gni­to dal gior­na­le bri­tan­ni­co The Guar­dian: “Noi sia­mo come ange­li, esat­ta­men­te come San Miche­le e San Gabrie­le”. Qua­le pas­sa­to si sve­la die­tro una simi­le tem­pra? Duter­te fre­quen­ta la scuo­la pri­ma­ria a Davao dove subi­sce, insie­me ad altri com­pa­gni, abu­si ses­sua­li dal fra­te Mark Fal­vey, il qua­le vie­ne coin­vol­to in altri scan­da­li nel­la cit­tà di Los Ange­les. Il fra­tel­lo, Arthur Fal­vey, vie­ne con­dan­na­to per i mede­si­mi rea­ti. Supe­ra­ta l’a­do­le­scen­za stu­dia scien­ze poli­ti­che a Mani­la e con­se­gue la lau­rea in giurisprudenza.

Negli anni del­l’u­ni­ver­si­tà vie­ne a con­tat­to con il movi­men­to stu­den­te­sco di sini­stra Kaba­taang Maka­ba­yan, i Gio­va­ni Patrio­ti. Alcu­ni dei suoi com­po­nen­ti daran­no vita al CPP, Par­ti­to Comu­ni­sta Filip­pi­no. Dal 1988 al 2016 assu­me la cari­ca di sin­da­co di Davao, cit­tà dal­l’al­to tas­so di cri­mi­na­li­tà, rige­ne­ra­ta dal­le sue poli­ti­che. Per­met­te la costru­zio­ne di nume­ro­si cen­tri di recu­pe­ro per con­su­ma­to­ri di stu­pe­fa­cen­ti, ope­ran­ti 24 ore su 24 e si impe­gna a pre­ser­va­re i dirit­ti del­le comu­ni­tà musul­ma­ne e Lumad, in un pae­se all’81% fede cat­to­li­ca. Nel 2015 Numbeo.com defi­ni­sce Davao la quar­ta cit­tà più sicu­ra al mondo.

Infi­ne il 30 mag­gio 2016 vie­ne elet­to Pre­si­den­te del­le Filip­pi­ne con il 37% dei con­sen­si dan­do ini­zio ad un man­da­to già pie­no di controversie.

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Gianluca Lardo

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