Star Wars for dummies, ep. 1: La minaccia fantasma

Arri­va­ta a 22 anni di vita, non aver mai visto Star Wars – a vol­te per­fi­no con­fon­den­do­lo con Star Trek – è un insul­to alla cul­tu­ra del XX seco­lo, oltre che una gra­ve man­can­za per­so­na­le. Dopo un pro­fon­do esa­me di coscien­za, nul­la ha potu­to disto­glier­mi dall’intento di recu­pe­ra­re il tem­po per­du­to e col­ma­re que­sta mia irri­me­dia­bi­le lacuna.

Ma non è così sem­pli­ce avvi­ci­nar­si ad una saga che si svi­lup­pa nel cor­so di 22 anni – ebbe­ne sì, come me, era scrit­to che il mio momen­to dove­va esse­re que­sto – e che è appe­na sta­ta ripro­po­sta con altri tre film, di cui uno già usci­to nel­le sale.

Pri­mo pro­ble­ma: l’ordine in cui guar­da­re gli episodi.

“Segui il cri­te­rio cro­no­lo­gi­co o quel­lo di pro­du­zio­ne? Par­ti dal pri­mo del­la saga o dal pri­mo che è sta­to girato”?

Gli appas­sio­na­ti di Star Wars pen­sa­no che sia sem­pli­ce capi­re l’organizzazione degli epi­so­di nel­la saga, ma non è così.

Per un tota­le di sei film, i pri­mi tre (Star Wars, L’Impero col­pi­sce anco­raIl ritor­no del­lo Jedi) sono in real­tà l’episodio IV, V e VI, men­tre gli epi­so­di I, II e III (La minac­cia fan­ta­sma, L’attacco dei clo­niLa ven­det­ta dei Sith) sono i pre­quel, anche se gira­ti nel 1999.

Più faci­le a dir­si che a far­si. Non è vero. È una guer­ra per­sa in par­ten­za, quan­do capi­re­te l’ordine esat­to avre­te già ter­mi­na­to di vede­re la saga e sare­te tal­men­te appas­sio­na­ti da aver già com­pra­to una spa­da laser per pro­teg­ger­vi dai Sith. Per­ché anche nel pri­mo epi­so­dio pen­sa­va­no che fos­se­ro scom­par­si da un mil­len­nio, ma potreb­be­ro esse­re die­tro ogni angolo.

In ogni caso, per faci­li­tar­vi la vita, se anche voi vole­te ini­zia­re a vede­re la saga sap­pia­te che dove­te par­ti­re dall’episodio I: La minac­cia fan­ta­sma.

Il film si apre da vera spa­ce ope­ra, con due alie­ni – uno è il Vice­rè, un pez­zo gros­so – che discu­to­no con uno stra­no esse­re in olo­gram­ma riguar­do alle sor­ti del pia­ne­ta Naboo, con cui non voglio­no più intrat­te­ne­re rap­por­ti com­mer­cia­li. Sono brut­ti, anti­pa­ti­ci e par­la­no con un accen­to rus­so: non è dif­fi­ci­le capi­re per­ché li abbia­no scel­ti come anta­go­ni­sti (il film è rea­liz­za­to da una casa di pro­du­zio­ne ame­ri­ca­na, NdR).

Entra­no subi­to in azio­ne Qui-Gon e Obi-Wan, rispet­ti­va­men­te Mae­stro e appren­di­sta jedi: qual­cu­no dica a Liam Nee­son che sta par­ti­co­lar­men­te bene con la tuti­na da guer­rie­ro inter­ga­lat­ti­co, per favore.

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Qui-Gon Jinn in un dise­gno di Gior­gio Longhi

Nem­me­no le spa­de laser tar­da­no mol­to ad appa­ri­re: al minu­to 5:04 sfol­go­ra­no sul­lo scher­mo, una blu e una ver­de, nel­le mani dei cava­lie­ri del­la galas­sia. Mi sen­to di nuo­vo una bam­bi­na, ne voglio asso­lu­ta­men­te una per Natale.

Il vero col­po di sce­na, però, è la regi­na Ami­da­la: truc­ca­ta, vesti­ta e pet­ti­na­ta come una sovra­na mon­go­la, è di una bel­lez­za disarmante.

So già qua­le sarà il mio costu­me per il pros­si­mo Carnevale.

Al minuto 31:16 la mia vita è completa: vedo per la prima volta Anakin Skywalker, il bambino più adorabile della storia (sì, anche più di George d’Inghilterra).

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Anche se ado­ra­bi­le si fa per dire. La sua ami­ci­zia con Pad­mè, l’ancella del­la regi­na Ami­da­la, addol­ci­reb­be anche i cuo­ri più duri. Pad­mè però in real­tà è la regi­na Ami­da­la, ma non si capi­sce fino alla fine del film, momen­to in cui vie­ne rive­la­ta la veri­tà: la regi­na ha una guar­dia del cor­po che in real­tà si tra­ve­ste da lei – l’ho det­to io che è un otti­mo costu­me – e si fin­ge sovra­na dei Naboo per pro­teg­ger­la. Io però ho pas­sa­to tut­to il film a non capi­re per­ché la regi­na Ami­da­la aves­se in una sce­na la fac­cia di Nata­lie Port­man e in quel­la suc­ces­si­va quel­la di Kei­ra Knightley.

Ma il miste­ro si infit­ti­sce. Quan­do Qui-Gon por­ta il pic­co­lo Ana­kin davan­ti al con­si­glio e a Yoda – ORA la mia vita è com­ple­ta –, il Mae­stro per­ce­pi­sce una for­za oscu­ra nel bam­bi­no. Yoda è sag­gio e anzia­no, ma nes­su­no dà ascol­to al suo pre­sen­ti­men­to. For­se per­ché è ver­de e ha le orec­chie grin­zo­se. Comun­que nes­su­no gli pre­sta atten­zio­ne, alla fine si deci­de di adde­stra­re il bam­bi­no e nes­su­no osi lamen­tar­si quan­do Ana­kin (*spoi­ler alert*) diven­te­rà Darth Vader. Yoda l’aveva detto.

Dopo la clas­si­ca bat­ta­glia cat­ti­vi vs. buo­ni con vit­to­ria di que­sti ulti­mi – gran clas­si­co – arri­va il momen­to più stra­zian­te di tut­to il film (secon­do solo al momen­to in cui Ana­kin deve abban­do­na­re la madre per diven­ta­re uno jedi): Qui-Gon vie­ne ucci­so da un Sith. Fiu­mi e fiu­mi di lacri­me. In pun­to di mor­te, però, Obi-Wan rie­sce a rag­giun­ger­lo e il suo Mae­stro gli chie­de di pro­met­te­re di adde­stra­re Ana­kin Sky­wal­ker, anche con­tro il con­sen­so del con­si­glio. Cosa che, ovvia­men­te, non avver­rà, per­ché a chi impor­ta di Yoda e del­la sua sag­gez­za quan­do pos­sia­mo alle­va­re il pros­si­mo signo­re oscuro?

La sce­na fina­le vede la con­qui­sta del­la pace, che però, a giu­di­ca­re dai tito­li degli altri cin­que epi­so­di, non deve esse­re poi così duratura.

L’unica solu­zio­ne è armar­si di pazien­za. Che la For­za sia con me.

 

 

 

Con­di­vi­di:
Elena Cirla
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne, clas­se 1994.
Aman­te del­l’au­tun­no, dei viag­gi e del vino rosso.

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