Chi è Paul Nuttall, il nuovo leader dell’UKIP

Duran­te l’assemblea del Par­ti­to per l’Indipendenza del Regno Uni­to, svol­ta­si ieri, 28 novem­bre, Paul Nut­tall é sta­to elet­to nuo­vo lea­der dell’UKIP . Con il 62% dei voti l’eurodeputato ha bat­tu­to Suzan­ne Evans, che ha otte­nu­to il 19,3%, e John Rees-Evans, con il 18,1%.

Da sem­pre allea­to con Nigel Fara­ge, Paul Nut­tall emer­ge dall’ala gio­va­ni­le dell’UKIP, “Young Indi­pen­den­ce”, del qua­le fu mem­bro dal 2004 fino 2008, quan­do ven­ne nomi­na­to “Chair­man” dell’UKIP. Duran­te la sua car­rie­ra, l’eurodeputato per il North West England si è distin­to nel­la memo­ria degli ingle­si per le sue for­ti e con­tro­ver­se posizioni.

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Nut­tall e Farage

Fu lui infat­ti a pro­por­re la rein­tro­du­zio­ne del­la pena di mor­te per i casi di infan­ti­ci­dio e per i serial kil­ler, e fu lui che, come il neo-elet­to pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti, negò il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, tema che ieri ha defi­ni­to “din­ner par­ty topic”. Da sem­pre fer­mo soste­ni­to­re dell’abolizione del bur­qua, a det­ta sua deve esse­re eli­mi­na­to “per moti­vi di sicu­rez­za”. Nut­tall, infat­ti, ha riba­di­to subi­to dopo la sua nomi­na a lea­der in un’intervista per Chan­nel 5 che la que­stio­ne “riguar­da la civil­tà e non la reli­gio­ne” e che “la dis­si­mu­la­zio­ne del viso dovreb­be esse­re vie­ta­ta in ogni edi­fi­cio pubblico”.

Nuttall si propone in un momento di crisi e divisione per l’UKIP, segnato dapprima dal ritiro spontaneo di Nigel Farage e in seguito dalle dimissioni di Diane James dopo appena 18 giorni dall’accettazione del ruolo di leader del partito. 

In que­sto con­te­sto Paul Nut­tall dichia­ra non solo di voler riu­ni­fi­ca­re il par­ti­to, ma anche di “rim­piaz­za­re il Labour Par­ty e tra­sfor­ma­re l’UKIP nel­la voce patriot­ti­ca dei lavo­ra­to­ri”. Per rag­giun­ge­re que­sto sco­po, sem­bra uti­le la deci­sio­ne con­fer­ma­ta da un suo tweet di con­ti­nua­re a met­te­re pres­sio­ne al gover­no del Regno Uni­to per­chè lasci l’Unione Europea.

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Secon­do un’analisi del Guar­dian, infat­ti, alcu­ni elet­to­ri del Labour Par­ty soste­ni­to­ri del “lea­ve” potreb­be­ro deci­de­re di opta­re per un par­ti­to che meglio rispec­chi le loro visio­ni riguar­do la Bre­xit. Sem­bra però una stra­da in sali­ta quel­la che l’euroscettico inten­de intra­pren­de­re, poi­ché mol­te del­le sue posi­zio­ni — come la pri­va­tiz­za­zio­ne del­la Natio­nal Health Ser­vi­ce o le sue idee anti-abor­ti­ste — sono anco­ra trop­po distan­ti dagli elet­to­ri labouristi. 

Al con­tra­rio, mol­to più facil­men­te Nut­tall potreb­be acca­par­rar­si tut­ti (o alme­no gran par­te) degli elet­to­ri Tories se venis­se­ro delu­si dagli accor­di — in par­ti­co­lar modo quel­li che riguar­da­no la par­te dell’immigrazione —  pre­si dal pri­mo mini­stro The­re­sa May per attua­re la Brexit.

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Barbara Venneri
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