Come l’umanità è stata salvata per ben due volte

Se sie­te nati tra gli anni ’80 ed ini­zio anni 2000 allo­ra rien­tra­te nel­la gene­ra­zio­ne defi­ni­ta Mil­le­nials: in tal caso pote­te dir­vi for­tu­na­ti per­ché i libri di sto­ria, rispet­to al pas­sa­to, sono diven­ta­ti mol­to più accu­ra­ti da un pun­to di vista scien­ti­fi­co. Sono più obbiet­ti­vi, con­fron­ta­no opi­nio­ni diver­se, pon­go­no accen­ti su lati affa­sci­nan­ti del­la sto­ria di un deter­mi­na­to perio­do sto­ri­co e non man­ca­no rilet­tu­re cri­ti­che di even­ti sto­ri­ci esal­ta­ti nel passato.

Pri­ma dei Mil­le­nials, la sto­ria era una disci­pli­na che, per come era inse­gna­ta nel­le scuo­le, rac­con­ta­va del­le vicen­de sto­ri­che con tin­te chia­ra­men­te nazio­na­li­ste e mitiche.

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Ad esem­pio, quan­do si par­la­va degli anti­chi roma­ni veni­va­no nar­ra­te le vicen­de — solo per citar­ne alcu­ni — di Ora­zio Cocli­te, Muzio Sce­vo­la e Atti­lio Rego­lo di cui la sto­ria rea­le si uni­va alla leg­gen­da e le fon­ti sto­rio­gra­fi­che attin­ge­va­no all’epica.

Nel nuo­vo mil­len­nio sia­mo diven­ta­ti scet­ti­ci di fron­te alle figu­re che ci ven­go­no­no pro­pi­na­te come “eroi” in vir­tù di un rigo­re scien­ti­fi­co: per que­sto moti­vo si ten­de ad evi­ta­re di rac­con­ta­re di come sin­go­li uomi­ni abbia­no cam­bia­to il desti­no del mondo.

Para­dos­sal­men­te, duran­te la guer­ra fred­da, un sin­go­lo uomo pote­va vera­men­te fare la dif­fe­ren­za pro­prio per via del­le nuo­ve ter­ri­bi­li armi nuclea­ri che comin­cia­ro­no a pro­li­fe­ra­re. Le testa­te ato­mi­che ave­va­no un pote­re di distru­zio­ne enor­me e, per cia­scu­na di esse, esi­ste­va un uffi­cia­le di gra­do varia­bi­le che pote­va lan­cia­re un attac­co di lar­ga sca­la e con­dan­na­re ogni for­ma di vita su que­sto pia­ne­ta. Vasi­li Alek­san­dro­vic Arkhi­pov e Sta­ni­slav Evgra­fo­vic Petrov sono solo due dei tanti.

Tra il 15 e il 28 Otto­bre 1962, il mon­do tre­mò di fron­te all’e­ven­to noto come “Cri­si dei mis­si­li di Cuba”: la ten­sio­ne era tal­men­te alta da indur­re mol­ti a cre­de­re ad un’im­mi­nen­te scop­pio di una guer­ra nuclea­re tra USA ed URSS. For­tu­na­ta­men­te, la cri­si si risol­se dopo inten­se trat­ta­ti­ve che por­ta­ro­no i sovie­ti­ci a bloc­ca­re i mis­si­li nuclea­ri diret­ti a Cuba.

Ma la vicenda interessante — e dimenticata — è proprio quella di Vasili Arkhipov.

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Vasi­li Arkhi­pov (a destra, nel sot­to­ma­ri­no sovietico)

Il 27 otto­bre 1962, un flot­ta di navi rus­se era diret­ta ver­so Cuba per scor­ta­re il tra­spor­to dei mis­si­li nuclea­ri. Nel­la flot­ta era­no pre­sen­ti ben quat­tro sot­to­ma­ri­ni nuclea­ri, uno dei qua­li — un sot­to­ma­ri­no B‑59 —  era sta­to pedi­na­to dal­la por­tae­rei USA Ran­dol­ph, che comin­ciò a lan­cia­re bom­be di pro­fon­di­tà sen­za sape­re che il sot­to­ma­ri­no ave­va in dota­zio­ne armi nucleari.

La deto­na­zio­ne del­le bom­be dan­neg­giò il sot­to­ma­ri­no pro­vo­can­do ter­ri­bi­li effet­ti: ven­ne­ro dan­neg­gia­ti i siste­mi di illu­mi­na­zio­ne — ecce­zion fat­ta per le luci d’e­mer­gen­za — la tem­pe­ra­tu­rà comin­ciò a sali­re all’im­prov­vi­so e si rag­giun­se una con­cen­tra­zio­ne di ani­dri­de car­bo­ni­ca tal­men­te alta da risul­ta­re tos­si­ca, tan­to da far sve­ni­re diver­si mem­bri del­l’e­qui­pag­gio. Que­sta seque­la di even­ti si pro­tras­se­ro per ben quat­tro ore.

Quan­do gli ame­ri­ca­ni sgan­cia­ro­no l’en­ne­si­ma bom­ba di pro­fon­di­tà, la defla­gra­zio­ne ebbe un enor­me impat­to: la ten­sio­ne aumen­tò al pun­to che l’e­qui­pag­gio, non riu­scen­do a con­tat­ta­re gli alti uffi­cia­li sovie­ti­ci, ipo­tiz­zò fos­se scop­pia­ta la Ter­za guer­ra mondiale.

Il coman­dan­te in capo, il capi­ta­no Savi­tsky, ordi­nò di pre­pa­ra­re un silu­ro nuclea­re ma ven­ne fer­ma­to da Arkhi­pov, uffi­cia­le in secon­da, che lo per­sua­se a non lan­cia­re la testa­ta nuclea­re. Solo gra­zie a que­sto incre­di­bi­le atto di corag­gio la Ter­za guer­ra mon­dia­le Tra Sta­ti Uni­ti ed Unio­ne sovie­ti­ca è sta­ta evitata.

Altro grande protagonista, di fianco ad Arkhipov, fu Stanislav Evgrafovic Petrov.

Stanislav Petrov oggi

Sta­ni­slav Petrov oggi

Petrov lavo­ra­va per lo spio­nag­gio mili­ta­re e nel­la not­te tra il 25 e il 26 set­tem­bre 1983 dove­va con­trol­la­re i dati di un satel­li­te sovie­ti­co che avreb­be man­da­to segna­li in caso di un’im­mi­nen­te attac­co mis­si­li­sti­co statunitense.

Quel­la not­te, par­tì l’al­lar­me. Era­no sta­ti lan­cia­ti dei mis­si­li ame­ri­ca­ni, secon­do il satel­li­te sovie­ti­co: ven­ne segna­la­to un mis­si­le nuclea­re pri­ma, poi due, tre ed infi­ne cin­que. Petrov avreb­be dovu­to avvi­sa­re i suoi supe­rio­ri di ciò che sta­va acca­den­do ma, corag­gio­sa­men­te, scel­se di non far­lo poi­ché que­sti avreb­be­ro potu­to dare l’or­di­ne di un attac­co nuclea­re. Pre­fe­rì gesti­re lui stes­so la situazione.

Dopo inten­se rifles­sio­ni, pre­se una deci­sio­ne in soli 20 minu­ti — que­sto era il tem­po sti­ma­to per la trat­ta di un mis­s­si­le inter­con­ti­nen­ta­le dagli USA all’URSS — e deci­se di non lan­cia­re nes­sun coman­do, rite­nen­do che si trat­tas­se di un erro­re del sistema.

Solo alla fine si sco­prì che il satel­li­te ave­va effet­ti­va­men­te com­mes­so un erro­re. Petrov ven­ne festeg­gia­to ed accla­ma­to da tut­ti colo­ro che era­no pre­sen­ti nel­la sala dei coman­di. Anco­ra una vol­ta l’o­lo­cau­sto nuclea­re era sta­to evi­ta­to gra­zie al corag­gio di un sin­go­lo uomo.

La sto­ria di Petrov è dive­nu­ta nota al gran­de pub­bli­co a par­ti­re dal 2004, quan­do ven­ne insi­gni­to del Pre­mio Cit­ta­di­no del mon­do e di un’o­no­ri­fi­cien­za da par­te del sena­to austra­lia­no. Nel 2015, inol­tre, Kevin Cost­ner ha diret­to un docu­men­ta­rio sul­la sua impre­sa, inti­to­la­to “The Man Who Saved The World”.

 

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Giorgio Longhi
Vignet­ti­sta male­det­to. Sof­fre di una sin­dro­me che lo por­ta a leg­ge­re solo sag­gi… Per­ciò per­do­na­te­lo se non ha mai let­to Tol­stoj, però sicu­ra­men­te potrà par­lar­vi del­la pro­sti­tu­zio­ne duran­te l’e­po­ca degli anti­chi greci.

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