Gina Miller, la Brexit e l’articolo 50 del Trattato di Lisbona

Le aule del Par­la­men­to di Lon­dra non sono mai sta­te così infuo­ca­te come in que­sti gior­ni. Secon­do una noti­zia che sta facen­do il giro del mon­do, la tan­to odia­ta Bre­xit non s’ha da fare. O alme­no, non fin­ché il Par­la­men­to ingle­se non darà una sen­ten­za nega­ti­va alla mozio­ne pre­sen­ta­ta dall’Alta Cor­te ingle­se. Fino a quan­do West­min­ster non darà l’ok, non si potrà dare atti­va­re l’articolo 50 del Trat­ta­to di Lisbo­na (che elen­ca le nor­me per l’uscita del­la Gran Bre­ta­gna dall’UE).

L’artefice del­la noti­zia, tan­to ama­ta dagli euro­pei­sti quan­to odia­ta dagli ingle­si più nazio­na­li­sti, è Gina Mil­ler, busi­nes­swo­man bri­tan­ni­ca ori­gi­na­ria del­la Guya­na, che si è posta in aper­ta sfi­da con­tro The­re­sa May. È sta­ta lei a pre­sen­ta­re ricor­so all’Alta Cor­te con­tro la pre­mier ingle­se, facen­do pro­prio rife­ri­men­to all’articolo 50 del trat­ta­to: il Regno Uni­to non potreb­be pre­ten­de­re di usci­re dall’UE sen­za atti­va­re i mec­ca­ni­smi del voto parlamentare.

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Gina Mil­ler

Il Parlamento deve necessariamente accettare il voto popolare e sfiduciare la mozione della Miller per permettere all’UK di uscire dall’UE totalmente

Non sem­bra esse­re del­la stes­sa idea The­re­sa May, la nuo­va Iron Lady, che ha rispo­sto al Sun­day con paro­le piut­to­sto dure: “Il Par­la­men­to deve accet­ta­re la deci­sio­ne del­la Gran Bre­ta­gna di lascia­re l’Unione Euro­pea e lascia­re che il gover­no si occu­pi del­la que­stio­ne ‘Bre­xit’ in toto.” La pre­mier si è anche det­ta fidu­cio­sa dell’esito del­la futu­ra vota­zio­ne par­la­men­ta­re, che sicu­ra­men­te appog­ge­rà – e con­fer­me­rà – l’uscita.

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The­re­sa May

L’opposizione, però, non ha tar­da­to a far­si sen­ti­re. Il pre­si­den­te del par­ti­to labu­ri­sta, Jere­my Cor­byn, ha dichia­ra­to – sem­pre al Sun­day – che ten­te­rà di bloc­ca­re il divor­zio dall’UE se non ci saran­no tut­ti i requi­si­ti fon­da­men­ta­li (ovve­ro l’approvazione parlamentare).

Nel frattempo, la sterlina continua la sua caduta libera – il cambio Euro/Sterlina è 1/0,89 ad oggi 7/11/2016 – con un leggero rialzo rispetto a ieri (+ 0,19%).

Secon­do Jere­my Hunt – Secre­ta­ry of Sta­te for Health, ovve­ro Mini­stro del­la Salu­te Pub­bli­ca – l’impatto che la deci­sio­ne di lascia­re defi­ni­ti­va­men­te l’UE avreb­be sull’economia sareb­be ter­ri­bi­le ed estre­ma­men­te dan­no­so. Secon­do il Tele­gra­ph, il Pri­mo Mini­stro sareb­be costret­to a ricor­re­re al voto con­fer­ma­ti­vo del Par­la­men­to, poi­ché, in caso con­tra­rio, potreb­be esse­re indet­ta un’altra votazione.

Hunt sostie­ne che “un’elezione gene­ra­le sareb­be fran­ca­men­te l’ultima cosa che il Gover­no vor­reb­be… è l’ultima cosa che anche i bri­tan­ni­ci vor­reb­be­ro, con tut­te que­ste impor­tan­tis­si­me deci­sio­ni poli­ti­che e, pro­prio per que­sto, pen­so che sia mol­to impro­ba­bi­le che il Par­la­men­to non deci­da di far ese­gui­re l’Articolo 50”.

Nel frat­tem­po, gli euro­pei­sti più affe­zio­na­ti elo­gia­no Gina Mil­ler, sopran­no­mi­nan­do­la “Davi­de”, per il corag­gio dimo­stra­to sfi­dan­do Golia, ovve­ro il Par­la­men­to e la May. L’e­si­to bibli­co sarà ripro­po­sto? L’u­ni­ca cer­tez­za è che il Con­ser­va­ti­ve Par­ty ha schie­ra­to un fol­to stuo­lo di avvo­ca­ti, pron­ti a vin­ce­re la cau­sa o fare ricor­so. Sta­vol­ta, for­se la fion­da non basterà.

Con­di­vi­di:
Elena Cirla
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne, clas­se 1994.
Aman­te del­l’au­tun­no, dei viag­gi e del vino rosso.

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