Pillola anticoncezionale per uomo, cos’è e perché non se ne parla

Così vici­no eppu­re così lon­ta­no: lo stu­dio sul­la con­trac­ce­zio­ne ormo­na­le ad uso maschi­le ha fat­to enor­mi pas­si avan­ti, sep­pur con un ritar­do di cir­ca 50 anni rispet­to al cor­ri­spet­ti­vo fem­mi­ni­le. E allo­ra per­ché qua­si nes­su­no ne ha mai sen­ti­to parlare? 
Per fare un po’ di luce sul­la que­stio­ne capia­mo innan­zi­tut­to cos’è il “pil­lo­lo” e cosa fa. 

Il “pil­lo­lo” è costi­tui­to da una com­bi­na­zio­ne di due ormo­ni, un pro­ge­sti­ni­co e l’or­mo­ne ses­sua­le maschi­le testo­ste­ro­ne — risul­tan­do quin­di mol­to simi­le alla pil­lo­la fem­mi­ni­le — e può esse­re som­mi­ni­stra­to sia per via ora­le sia con inie­zio­ni periodiche. 

Que­sto anti­con­ce­zio­na­le, esat­ta­men­te come quel­lo più cono­sciu­to per le don­ne, ini­bi­sce, in manie­ra rever­si­bi­le, la pro­du­zio­ne di sper­ma­to­zoi gra­zie al progesterone. 

In segui­to all’assunzione del “pil­lo­lo” scom­pa­io­no gli sper­ma­to­zoi dal liqui­do semi­na­le, che man­tie­ne tut­ta­via inva­ria­te le carat­te­ri­sti­che macro­sco­pi­che: l’azione con­trac­cet­ti­va è deter­mi­na­ta da questo.
Tran­quil­li, secon­do i nume­ro­si stu­di con­dot­ti non sem­bra che ci sia­no effet­ti col­la­te­ra­li né sul­la libi­do (rima­ne inva­ria­ta gra­zie alla pre­sen­za del testo­ste­ro­ne) né sul­la fer­ti­li­tà, che è pos­si­bi­le riac­qui­si­re dopo cir­ca 3 mesi dal ter­mi­ne dell’assunzione, dal momen­to che il far­ma­co sem­pli­ce­men­te “met­te in pau­sa” la spermatogenesi.

Alla luce di tut­to ciò ci chie­dia­mo per­ché vi sia anco­ra tan­ta disin­for­ma­zio­ne a riguar­do. Il pro­ble­ma non è tan­to scien­ti­fi­co, quan­to culturale. 

Da un lato sono gli stes­si uomi­ni che non si fida­no (oltre il 50% cre­de di poter per­de­re la fer­ti­li­tà) oppu­re che non voglio­no per­ché cre­do­no pos­sa esse­re mina­ta la pro­pria masco­li­ni­tà. Dall’altro lato le don­ne non pen­sa­no di poter con­ta­re sul part­ner e pre­fe­ri­sco­no sta­re tran­quil­le pen­san­do­ci loro stes­se, dato che si par­la di un tema così deli­ca­to e che com­por­ta “effet­ti inde­si­de­ra­ti” soprat­tut­to per la donna. 

Ad ogni modo il far­ma­co non è anco­ra acqui­sta­bi­le nel­le far­ma­cie, ma si può par­te­ci­pa­re alla spe­ri­men­ta­zio­ne: gli uomi­ni che l’hanno fat­to affer­ma­no che è un meto­do rivo­lu­zio­na­rio e lamen­ta­no il ritor­no al vec­chio metodo. 

Inol­tre, per ovvia­re al pro­ble­ma del­la fidu­cia nei con­fron­ti del­la pre­sen­za di ormo­ni, che in misu­ra mag­gio­re o mino­re desta­bi­liz­za il poten­zia­le con­su­ma­to­re, arri­va da Israe­le un nuo­vo “pil­lo­lo” con­te­nen­te una com­bi­na­zio­ne di sostan­ze (inno­cue alla salu­te dell’uomo) e che non eli­mi­ne­rà la pre­sen­za degli sper­ma­to­zoi dal­l’eia­cu­la­tio, ma impos­si­bi­li­te­rà solo l’en­tra­ta nell’ovulo.

 

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Roberta Pasetti
Stu­den­tes­sa di let­te­re. Nisi Ale­xan­der essem, ego vel­lem esse Diogenem. 
Può basta­re così.

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