Tremonti Cassandra?

Ha fat­to abba­stan­za discu­te­re, alme­no a mez­zo social, l’in­ter­vi­sta di Tom­ma­so Laba­te a Giu­lio Tre­mon­ti, pub­bli­ca­ta sul Cor­rie­re di ieri. Il pro­fes­so­re ed ex-mini­stro, al momen­to uni­co ita­lia­no invi­ta­to alla ceri­mo­nia d’in­se­dia­men­to di Trump il 20 gen­na­io, defi­ni­sce “epo­ca­le” la data del­l’e­le­zio­ne del miliar­da­rio a pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti, al pari del­la data del­la cadu­ta del muro. Non è l’A­po­ca­lis­se, ma la fine di “un” mon­do dice Tre­mon­ti, para­go­nan­do il popu­li­smo ad una tal­pa che sca­van­do ha fat­to cede­re la base su cui la glo­ba­liz­za­zio­ne si poggiava.

In per­fet­to sti­le acca­de­mi­co — soprat­tut­to in quan­to esper­to del­le stan­ze segre­te del pote­re — rifiu­ta allar­mi­smi, abbrac­cian­do inve­ce un lin­guag­gio asciut­to e descrit­ti­vo, con­sta­tan­do che il perio­do descrit­to dal­le espres­sio­ni poli­ti­cal­ly cor­rect respon­sa­bil­ty to pro­tect si avvia ormai ver­so la fine. Un po’ kab­ba­li­sti­ca­men­te, un po’ a ragion vedu­ta fa risa­li­re a esat­ta­men­te ven­t’an­ni fa la nasci­ta di que­sto auspi­ca­to “nuo­vo mon­do”, ambien­te e cau­sa di un “uomo nuo­vo”, defi­ni­to «il con­su­ma­to­re idea­le, l’uomo a taglia uni­ca, a cui van­no can­cel­la­te radi­ci e tra­di­zio­ni, in tut­to e per tut­to con­for­me allo sche­ma idea­le del con­su­mo e del com­por­ta­men­to poli­ti­ca­men­te cor­ret­to». Il mon­do nuo­vo non è dif­fi­ci­le da imma­gi­na­re, è quel­lo che abbia­mo vis­su­to e vivre­mo, chis­sà per quan­to anco­ra, carat­te­riz­za­to dal­le mis­sio­ni di pace, dal­l’e­spor­ta­zio­ne del­la demo­cra­zia, diri­gen­do sot­to l’a­spi­ra­zio­ne alla glo­ba­liz­za­zio­ne le dina­mi­che poli­ti­che, oltre a quel­le economiche.

Ma in que­sto mon­do popo­la­to da “uomi­ni nuo­vi”, com’è pos­si­bi­le che abbia vin­to Trump? La rispo­sta è sem­pli­ce, peral­tro già sen­ti­ta: i cit­ta­di­ni, stu­fi di con­ta­re sem­pre meno, han­no visto in feno­me­ni come la Bre­xit e il popu­li­smo — in Trump per quan­to riguar­da l’A­me­ri­ca, nei nascen­ti popu­li­smi e nazio­na­li­smi se si guar­da all’Eu­ro­pa — l’oc­ca­sio­ne per scar­di­na­re il siste­ma, espri­men­do la loro rabbia.

Secon­do Tre­mon­ti nel  nuo­vo “nuo­vo mon­do” , che da ora si svilupperà,

 «Il derby tra Imperatore e Creso l’ha vinto Creso. Con una specifica. Creso non voleva solo fare i soldi ma anche occuparsi degli interessi dell’umanità»

rife­ren­do­si alla vit­to­ria del dena­ro e del suo pote­re, sul pote­re stes­so, legit­ti­ma­ta anche dal­la vit­to­ria dei popu­li­smi. Pote­re che non si è nem­me­no tro­va­to trop­po impre­pa­ra­to, visto che l’i­po­te­si è che Trump par­li sul serio e agi­sca rein­tro­du­cen­do i dazi e appor­tan­do modi­fi­che ai trat­ta­ti commerciali.

Ue allo sta­to gas­so­so, nem­me­no più liqui­do, resi­sten­za dei nazio­na­li­smi a qual­sia­si scan­da­lo o ammo­ni­men­to, for­ti del­la cari­ca di pre­sun­ta novi­tà rispet­to all’ap­piat­ti­men­to del siste­ma, — quan­do sono l’e­sca­mo­ta­ge più vec­chia del mon­do nei momen­ti di for­te cri­si — e sem­pre più debo­lez­za del­la “reli­gio­ne glo­ba­le”, cele­bra­ta dai suoi soste­ni­to­ri come il fuo­co vivo di un mon­do nuo­vo che pare desti­na­to a fini­re per lasciar posto ad un altro, sono que­sti i para­dig­mi toc­ca­ti da Tre­mon­ti, il qua­le non lascia ben tra­pe­la­re quan­to lui guar­di dal­l’e­ster­no la com­ples­si­tà del­la fac­cen­da e se, nel far­lo, sia ama­reg­gia­to o addi­rit­tu­ra trionfante.

 

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Susanna Causarano
Osser­vo ma non sono sem­pre cer­ta di quel­lo che vedo e ten­to inva­no di ammaz­za­re il tem­po. Ma quel­lo resta dov’è.

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