La scienza dice: il numero di film in cui appare Nicolas Cage corrisponde al numero di persone affogate in piscina

Quan­te vol­te sie­te sta­ti spin­ti ad apri­re link con un tito­lo simi­le a que­sto per poi risen­tir­vi vio­len­te­men­te dei cin­que minu­ti per­si a leg­ge­re una sfil­za di inu­ti­li­tà? Eppu­re, pur a cono­scen­za del­la pro­ba­bi­le trap­po­la, si fini­sce trop­po spes­so per cede­re alla ten­ta­zio­ne di lan­cia­re uno sguar­do fuga­ce all’arti­co­lo-esca di tur­no e, nel caso le con­clu­sio­ni del­la “scien­za” sod­di­sfi­no — per esem­pio, sono due set­ti­ma­ne che tor­no a casa ubria­co e risul­ta che “Le per­so­ne più intel­li­gen­ti bevo­no di più, lo dice la scien­za” — si cede anche alla con­di­vi­sio­ne com­pul­si­va dei contenuti.

È pro­prio con la con­di­vi­sio­ne dei loro arti­co­li che i siti, di gior­na­li o meno, otten­go­no il loro sco­po, ovve­ro un aumen­to sen­si­bi­le del traf­fi­co sul loro sito che per­met­te di aumen­ta­re anche gli introi­ti dal­le pub­bli­ci­tà. Il feno­me­no è cono­sciu­to come clic­k­bai­ting che l’Oxford Dic­tio­na­ry defi­ni­sce come:“contenuto il cui sco­po prin­ci­pa­le è attrar­re atten­zio­ne e inco­rag­gia­re i let­to­ri al click su un link ver­so una par­ti­co­la­re pagi­na web”. Nel­la defi­ni­zio­ne del­l’Oxford Dic­tio­na­ry, tut­ta­via, man­ca l’ac­ce­zio­ne nega­ti­va che la paro­la clic­k­bai­ting ha assun­to negli anni. Un’al­tra defi­ni­zio­ne che ha avu­to mol­to suc­ces­so, ripor­ta­ta da un arti­co­lo di Vin­cen­zo Mari­no inti­to­la­to Di cosa par­lia­mo quan­do par­lia­mo di clic­k­bait, è quel­la del comi­co sta­tu­ni­ten­se Jon Stewart che “para­go­na­va le testa­te onli­ne alla Buz­z­Feed a que­gli imbo­ni­to­ri di Coney Island che urla­no cose come «veni­te a vede­re uomo con tre gam­be!», sal­vo poi pre­sen­ta­re un ragaz­zo con una sem­pli­ce stam­pel­la”. Steward, quin­di, pone l’at­ten­zio­ne sul­la spe­re­qua­zio­ne tra l’a­spet­ta­ti­va crea­ta dal tito­lo e il suo effet­ti­vo con­te­nu­to, che spes­so si rive­la nul­lo o quasi.

A que­sto feno­me­no, col tem­po, si sono con­trap­po­ste mol­te rea­zio­ni iro­ni­che. Le più cele­bri in Ita­lia sono Ler­cio un sito che di pro­po­si­to crea noti­zie pale­se­men­te fal­se e assur­de model­lan­do­le però su tito­li a cui ormai i let­to­ri sono abi­tua­ti da gior­na­li anche rile­van­ti come l’Huf­fing­ton Post o il Fat­to Quo­ti­dia­no e la pagi­na face­book  Ah ma non è Ler­cio che si occu­pa di rac­co­glie­re i casi di clic­k­bai­ting più ecla­tan­ti del­le testa­te nazio­na­li ita­lia­ne. La pagi­na si descri­ve così:“Questa pagi­na non nasce come umo­ri­sti­ca: l’ob­biet­ti­vo è segna­la­re un cer­to tipo di gior­na­li­smo di cui farem­mo volen­tie­ri a meno su testa­te nazio­na­li. Que­sta pagi­na non vuo­le esse­re Le noti­zie più stu­pi­de del webNoti­zie fuo­ri di testa o simi­li, ma il rischio di diven­tar­lo è sem­pre in agguato.
Quin­di fac­cia­mo­ci due risa­te per l’in­vo­lon­ta­ria (?) iro­nia del pae­se e del mon­do in cui vivia­mo ma incaz­zia­mo­ci anche, un pochet­ti­no, quan­do la Repub­bli­ca nel 2013 ci par­la del cane che somi­glia a Putin. Se i gior­na­li­sti voglio­no diver­ti­re, che fac­cia­no i comici.”

 

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Uno screen dal­la sezio­ne “Scien­za” di Lercio

Esi­sto­no mol­ti filo­ni del clic­k­bai­ting, uno dei più quo­ta­ti è sicu­ra­men­te quel­lo che riguar­da il ses­so e le più sva­ria­te cose che non sap­pia­mo del ses­so. Quel­lo più sfrut­ta­to, però, è quel­lo, per così dire, scien­ti­fi­co. Esem­pi di que­sto pos­so­no esse­re l’ar­ti­co­lo L’a­mo­re tro­va­to onli­ne è vero amo­re? La scien­za dice di sì!  o quel­lo, ai tem­pi vira­le, che tito­la­va Gin tonic, chi lo beve è un poten­zia­le sadi­co e nar­ci­si­sta psi­co­pa­ti­co, pub­bli­ca­to dal Fat­to Quotidiano.

Per iro­niz­za­re su que­sto gene­re di arti­co­li Tyler Vigen, un lau­rea­to alla Har­vard Law School, ha crea­to Spu­rious Cor­re­la­tions, un sito in cui rac­co­glie le cor­re­la­zio­ni spu­rie, ovve­ro le rela­zio­ni mate­ma­ti­che che asso­cia­no due varia­bi­li sen­za che esse abbia­no un nes­so cau­sa­le seb­be­ne pos­sa sem­bra­re che ce l’ab­bia­no o per casua­li­tà o per col­pa di un ter­zo fat­to­re, più assurde.

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Nel mon­do del­le cor­re­la­zio­ni spu­rie tut­to è pos­si­bi­le, così il nume­ro di per­so­ne affo­ga­te in pisci­na è cor­re­la­to al nume­ro di film in cui è appar­so Nico­las Cage, il con­su­mo pro capi­te di for­mag­gio è cor­re­la­to al nume­ro di per­so­ne mor­te sof­fo­ca­te dal­le loro coper­te e il tas­so di divor­zi nel Mai­ne pre­sen­ta una cor­re­la­zio­ne del 99.26% con il con­su­mo pro capi­te di margarina.

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È pro­prio su que­ste cor­re­la­zio­ni spu­rie, oltre che sui tito­li sen­sa­zio­na­li­sti­ci, che gli arti­co­li-esca fan­no leva. Due aspet­ti del gior­na­li­smo di oggi di cui, sia come pro­dut­to­ri sia come con­su­ma­to­ri di noti­zie, biso­gna esse­re coscienti.

 

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Nicolò Tabarelli
Zelan­te buro­cra­te zari­sta, più per dispet­to che per convinzione.

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