Il treno della beffa

Ieri, 24 mar­zo, sono appar­si sui vago­ni di alcu­ni tre­ni che per­cor­ro­no la trat­ta Mila­no-Ber­ga­mo sva­ria­ti volan­ti­ni che han­no susci­ta­to scom­bus­so­la­men­to tra i pas­seg­ge­ri e suc­ces­si­va­men­te diver­se pole­mi­che sui social. Essi, repli­can­do per­fet­ta­men­te la gra­fi­ca degli avvi­si uffi­cia­li di Tre­nord, reca­va­no il seguen­te mes­sag­gio: «Avvi­sia­mo i clien­ti che viag­gia­re sui tre­ni con il bigliet­to, anche se con­va­li­da­to, non è più pos­si­bi­le per i pas­seg­ge­ri di pel­le scu­ra». Tre­nord si è già dis­so­cia­ta dell’azione ed ha annun­cia­to la deci­sio­ne di spor­ge­re denun­cia nei con­fron­ti di ignoti.

Il testo prin­ci­pa­le dei volan­ti­ni, in cui si leg­ge la lam­pan­te inten­zio­ne pro­vo­ca­to­ria degli auto­ri, con­ti­nua annun­cian­do che «a fron­te dell’emergenza pro­fu­ghi pro­ve­nien­ti dal­le ex colo­nie in cui espor­tia­mo guer­ra, a chi non cor­ri­spon­de ai requi­si­ti del­la raz­za bian­ca euro­pea, anche se prov­vi­sto di rego­la­re tito­lo di viag­gio, ver­rà impe­di­to impe­di­to l’accesso e potrà incor­re­re nel­la sche­da­tu­ra, ossia nel­la rile­va­zio­ne del­le impron­te da par­te del­la poli­zia». Infi­ne con­clu­de con la richie­sta di  «segna­la­re la pre­sen­za di even­tua­li stra­nie­ri sfug­gi­ti ai con­trol­li», ma invi­tan­do «gli e le appar­te­nen­ti al gene­re uma­no a non far­lo e a con­tra­sta­re l’a­par­theid».

Il volan­ti­no è quin­di ben più che un sem­pli­ce scher­zo o un ten­ta­ti­vo di agi­ta­zio­ne degli ani­mi fine a sé stes­so, ma piut­to­sto una denun­cia iro­ni­ca, for­se addi­rit­tu­ra sati­ri­ca, nei con­fron­ti del sem­pre più cre­scen­te raz­zi­smo e agli ecces­si­vi con­trol­li del­le auto­ri­tà fer­ro­via­rie che sem­bra­no esse­re basa­ti sul solo colo­re del­la pel­le. La pro­vo­ca­zio­ne sem­bra però non esse­re sta­ta capi­ta da alcu­ni pas­seg­ge­ri di Tre­nord, i qua­li sui social rispon­do­no dan­do sfo­go all’odio — chis­sà, maga­ri con­fer­man­do le aspet­ta­ti­ve, se non il desi­de­rio, degli autori.

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(Foto da Ticinonews)

E vi incaz­za­te pure quan­do que­ste mer­de alla fac­cia vostra non paga­no i bigliet­ti e fan­no casi­no e distrug­go­no i tre­ni; xke al 99% del­le vol­te sn loro

For­se non hai capi­to la que­stio­ne… Que­ste sono affis­sio­ni anar­chi­che vol­te a pro­teg­ge­re indi­scri­mi­na­ta­nen­te migran­ti di ogni gene­re, e denun­cia­no un chis­sà qua­le mal­trat­ta­men­to nei loro confronti.

For­se sei tu che non hai capi­to o fai fin­ta di non capi­re; HANNO ROTTO IL CAZZO, stop!!!! Con que­sto non voglio dire che sn tut­te mer­de, anche io cono­sco bra­va gen­te ma allo sta­to dei fat­ti non si può più fare distin­zio­ne; fuo­ri dai coglio­ni tut­ti. Sn venu­ti in Ita­lia e fan­no quel caz­zo che voglio­no. Dio caro se ria­pro­no i for­nì qual­cu­no den­tro lo but­to anche io

(dal­la pagi­na Face­book Spot­ted Trenord)

 

Dal­le affis­sio­ni si può leg­ge­re anche una cri­ti­ca ver­so il siste­ma di acco­glien­za ita­lia­no, ma non solo. Duran­te la stes­sa gior­na­ta, infat­ti, sono sta­ti avvi­sta­ti altri mani­fe­sti del­lo stes­so gene­re sui con­vo­gli del TILO, il tre­no regio­na­le sviz­ze­ro che per­cor­re la trat­ta Milano-Chiasso. 

Osser­van­do un’aperta cri­ti­ca alle poli­ti­che di acco­glien­za d’oltreconfine e al pro­gres­si­vo ina­spri­men­to dei con­trol­li doga­na­li basa­ti solo sul­la pro­ve­nien­za di un indi­vi­duo, che anche solo colo­ro che pas­sa­no la doga­na abi­tual­men­te non potran­no non aver nota­to, si leg­ge: «Si avvi­sa­no i gen­ti­li viag­gia­to­ri che nei pres­si del­la sta­zio­ne di Chias­so potran­no esse­re effet­tua­ti dei con­trol­li su base raz­zia­le da par­te del­le Guar­die di con­fi­ne sviz­ze­re. Gli indi­vi­dui dal­le fat­tez­ze afri­ca­ne o nord-orien­ta­li sprov­vi­sti di docu­men­ti saran­no pre­le­va­ti dai vago­ni, tra­dot­ti negli uffi­ci del­la poli­zia di fron­tie­ra e sot­to­po­sti ad inter­ro­ga­to­rio e per­qui­si­zio­ne inte­gra­le». Pra­ti­che che pos­so­no esse­re con­si­de­ra­te fat­to­ri del­la situa­zio­ne di que­sta esta­te in cui si tro­va­va­no i migran­ti a Como, costrett­ti a dor­mi­re nei pres­si del­la sta­zio­ne di Como San Gio­van­ni per­chè respin­ti al con­fi­ne svizzero.

Emer­ge anche il giu­di­zio nega­ti­vo ver­so la dit­ta di logi­sti­ca Ram­pi­ni­ni che si occu­pa di ripor­ta­re i migran­ti negli hotspot di Taranto.

“Una vol­ta ricon­se­gna­ti alle auto­ri­tà ita­lia­ne, ver­ran­no rila­scia­ti a Pon­te Chias­so con un decre­to di espul­sio­ne e cari­ca­ti sui pull­man for­ni­ti dal­la dit­ta R. e depor­ta­ti a Taran­to. Da lì potran­no ripren­de­re il viag­gio ver­so nord per ripre­sen­tar­si nell’arco di pochi gior­ni oppu­re esse­re sfrut­ta­ti nel­le col­tu­re locali”.

Il volan­ti­no chiu­de in manie­ra sug­ge­sti­va: «Le ope­ra­zio­ni di rastrel­la­men­to pren­de­ran­no alcu­ni minu­ti. Ci scu­sia­mo per il disa­gio e rin­gra­zia­mo per la cor­te­se indif­fe­ren­za».

(Foto di coper­ti­na da L’E­co di Bergamo)

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Barbara Venneri
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