La Giornata della Giustizia, l’evento in Statale contro la corruzione in Italia oggi

Si è tenu­ta ieri, mer­co­le­dì 15 mar­zo, nell’aula 208 “Fal­co­ne Bor­sel­li­no” dell’Università degli Stu­di di Mila­no, la quar­ta edi­zio­ne del­la Gior­na­ta del­la Giu­sti­zia, duran­te la qua­le si è espres­so Raf­fae­le Can­to­ne, magi­stra­to in aspet­ta­ti­va e pre­si­den­te dell’Autorità Nazio­na­le Anti­cor­ru­zio­ne, sul tema “La cor­ru­zio­ne in Ita­lia oggi: tra pre­ven­zio­ne e repres­sio­ne”. Intro­dot­to dai salu­ti del Ret­to­re Gian­lu­ca Vago e con la par­te­ci­pa­zio­ne di Edmon­do Bru­ti Libe­ra­ti — Pro­cu­ra­to­re del­la Repub­bli­ca di Mila­no — dei pro­fes­so­ri Fer­nan­do Dal­la Chie­sa e Gian Lui­gi Gat­ta e le gior­na­li­ste Sere­na Uccel­lo e Raf­fael­la Calan­dra, l’incontro ha mes­so in luce un feno­me­no per mol­ti anni discus­so, ma ben lun­gi dall’essere risolto.

Se da un lato il tema del­la cor­ru­zio­ne è sem­pre sta­to attua­le e ha sem­pre riem­pi­to le pagi­ne dei gior­na­li, dall’altro la sua per­ce­zio­ne da par­te dell’opinione pub­bli­ca non è mai sta­ta costan­te. Infat­ti, dopo la pri­ma rea­zio­ne di indi­gna­zio­ne nei con­fron­ti del­lo scan­da­lo di Tan­gen­to­po­li sve­la­to dall’inchiesta Mani Puli­te, già alla fine degli anni ‘90 l’atteggiamento era cam­bia­to, soprat­tut­to nel momen­to in cui le inda­gi­ni comin­cia­ro­no a riguar­da­re i cit­ta­di­ni sin­go­li. «Si è anche comin­cia­to a pen­sa­re che tut­to som­ma­to la cor­ru­zio­ne non fos­se nean­che un dan­no. Addi­rit­tu­ra un Mini­stro del­la Repub­bli­ca all’inizio degli anni 2000 dis­se che con il malaf­fa­re biso­gna­va tro­va­re il modo di con­vi­ve­re, per­si­no in rife­ri­men­to alle orga­niz­za­zio­ni mafio­se», ricor­da Cantone.

In aggiunta a questo adattamento al fenomeno, è necessario anche sottolineare una sua progressiva sottovalutazione, che ha portato l’opinione pubblica a dimenticarsene.

Signi­fi­ca­ti­ve per quest’ultima con­si­de­ra­zio­ne, spie­ga il magi­stra­to, sono le recen­ti inda­gi­ni nell’ambito di Expo, dal­le qua­li era emer­so che «alcu­ni impu­ta­ti era­no già sta­ti coin­vol­ti in Tan­gen­to­po­li, ma han­no con­ti­nua­to ad occu­par­si di appal­ti, ave­re con­tat­ti con le segre­te­rie dei par­ti­ti e incon­tra­re uomi­ni del­le isti­tu­zio­ni, sen­za che nes­su­no aves­se nul­la da dire».

Riguar­do alla lot­ta alla cor­ru­zio­ne, Can­to­ne spe­ci­fi­ca che la repres­sio­ne è neces­sa­ria, seb­be­ne fac­cia emer­ge­re solo una par­te del siste­ma cor­rut­ti­vo, men­tre le leg­gi cir­ca la pre­ven­zio­ne sono in buo­na par­te da modi­fi­ca­re. Que­ste ulti­me, infat­ti, han­no comin­cia­to il loro rodag­gio dal 2012 con l’approvazione del­la leg­ge Seve­ri­no, che com­pren­de misu­re prin­ci­pal­men­te rivol­te alla respon­sa­bi­liz­za­zio­ne, la tra­spa­ren­za del­le ammi­ni­stra­zio­ni pub­bli­che e i con­flit­ti di inte­res­se, «ma non ha det­to nul­la sul­la poli­ti­ca. Non c’è nes­su­na rego­la di tra­spa­ren­za riguar­do gli orga­ni­smi che ogni gior­no si occu­pa­no di gesti­re indi­ret­ta­men­te la cosa pubblica».

Ma secon­do il magi­stra­to è pro­prio la sot­to­va­lu­ta­zio­ne ciò che più osta­co­la la lot­ta alla cor­ru­zio­ne ed è quin­di di più di tut­to è fon­da­men­ta­le il «momen­to edu­ca­ti­vo», ossia «quel­lo di far capi­re quan­to la cor­ru­zio­ne sia un dan­no per tut­to il pae­se, un fur­to del futu­ro dei ragaz­zi, un mec­ca­ni­smo non solo eti­ca­men­te impu­ta­bi­le ma anche un mec­ca­ni­smo che fa male».

L’incontro è sta­to anche dedi­ca­to alla memo­ria di Gui­do Gal­li, magi­stra­to e docen­te di Cri­mi­no­lo­gia del­la Sta­ta­le, ucci­so il 19 mar­zo 1980 davan­ti all’aula 308 di via Festa del Per­do­no in segui­to alle sue inchie­ste con­tro orga­niz­za­zio­ni ter­ro­ri­sti­che italiane.

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Barbara Venneri
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