La Giornata internazionale della Poesia non ha niente a che fare con la vera poesia

Oggi è la Gior­na­ta Inter­na­zio­na­le del­la Poe­sia. Il fat­to che un’i­sti­tu­zio­ne arti­sti­ca abbia una gior­na­ta tut­ta per sé, decre­ta­ta dal­l’U­ne­sco, è tri­ste, in par­ti­co­lar modo se si con­si­de­ra la deri­va social che un even­to del gene­re può ave­re (chi non ha pub­bli­ca­to la sua poe­sia pre­fe­ri­ta su Face­book, maga­ri con l’ha­sh­tag #gior­na­tain­ter­na­zio­na­le­del­la­poe­sia?).

La doman­da che sor­ge spon­ta­nea in que­sti casi è per­ché esi­sta­no le gior­na­te “a tema”. Esi­ste dav­ve­ro un biso­gno così for­te di ricor­da­re a tut­ti che la poe­sia è viva e che esi­sto­no anco­ra poe­ti in attività?

For­se sì. Per­ché, solo in Ita­lia, il mer­ca­to del­la poe­sia è fer­mo all’1%. Se chie­de­ste ai ragaz­zi­ni del­le medie se leg­go­no poe­sie, la loro espres­sio­ne sareb­be la stes­sa se doman­da­ste per­ché non nevi­ca a mag­gio. Di tota­le incre­du­li­tà. In mol­ti non leg­go­no poe­sie, così come non leg­go­no i clas­si­ci, per­ché «è noio­so». E sen­za aver pri­ma mol­to let­to, e mol­to vis­su­to, scri­ve­re non è solo dif­fi­ci­le, è impossibile.

Eppu­re, il com­por­ta­men­to del­la socie­tà con­tem­po­ra­nea è dav­ve­ro stra­no: fino a due seco­li fa, la poe­sia era la pro­ta­go­ni­sta indi­scus­sa del­la let­te­ra­tu­ra mon­dia­le. La pro­sa era net­ta­men­te sur­clas­sa­ta dal­le ope­re poe­ti­che, che era­no vei­co­lo non solo di bel­lez­za e arte, ma anche — e tal­vol­ta soprat­tut­to — di idea­li poli­ti­ci, reli­gio­si e socia­li. I poe­ti era­no lega­ti alla cor­te, ad un mece­na­te che com­mis­sio­na­va loro ope­re affin­ché si elo­gias­se­ro i gover­ni sot­to cui vive­va­no gli artisti.

Vir­gi­lio scris­se per Augu­sto, Ario­sto per il car­di­na­le Ippo­li­to d’E­ste, Tas­so per il duca Alfon­so II. Machia­vel­li scris­se per i Medi­ci, Dan­te per i del­la Sca­la, Petrar­ca per i Colon­na. La poli­ti­ca, in pri­mis, si ren­de­va con­to del for­tis­si­mo pote­re pro­pa­gan­di­sti­co che la poe­sia pote­va ave­re e la sfrut­ta­va con­se­guen­za. Non par­le­rem­mo di Aetas Augu­stea se Otta­via­no non aves­se rac­col­to intor­no a sé il famo­so cir­co­lo di Mece­na­te e non aves­se com­mis­sio­na­to, a ognu­no dei poe­ti, un’o­pe­ra che elo­gias­se il suo operato.

Sono pochi gli arti­sti del nostro seco­lo che si sono resi con­to di ciò e ne han­no fat­to lo stam­po del­la loro pro­du­zio­ne. Bob Dylan, il tan­to cri­ti­ca­to Pre­mio Nobel per la Let­te­ra­tu­ra 2016, ha scrit­to deci­ne e deci­ne di poe­sie musi­ca­te­vol­te a cam­bia­re la socie­tà. Ma nes­su­n’al­tro è sta­to in gra­do di far­lo, for­se per­ché, al gior­no d’og­gi, man­ca quel­la figu­ra neces­sa­ria che è il mece­na­te per spro­na­re, anche eco­no­mi­ca­men­te, il poeta.

Nel 2017 ci siamo dimenticati di tutto questo, figli di una società “social” che fa della poesia un mero feticcio da postare sulle homes di Facebook per strappare più likes possibili.

Vivia­mo in un mon­do in cui, nel momen­to in cui si appren­de cosa si cele­bra oggi, si va alla dispe­ra­ta ricer­ca di una poe­sia a caso — maga­ri di Nazim Hik­met, che pia­ce a tut­ti — solo per fre­giar­si, di fron­te agli ami­ci vir­tua­li, di una cono­scen­za che in real­tà non esi­ste. Se Nie­tzsche fos­se fra noi, oggi, direb­be che non è mor­to solo Dio, ma anche la poesia.

Dun­que è sba­glia­to isti­tui­re gior­na­te a tema? No, a pat­to però che que­ste cele­bri­no dav­ve­ro quel­lo che si pro­pon­go­no di cele­bra­re. Che non si limi­ti­no ad esse­re occa­sio­ne per posta­re tre poe­sie sui social, ma che pre­ve­da­no l’or­ga­niz­za­zio­ne di con­cor­si, even­ti, let­tu­re. Che fac­cia­no dav­ve­ro cono­sce­re la poe­sia, quel­la vera, a tut­ti quel­li che non la conoscono.

Quin­di se oggi le bache­che di tut­to il mon­do saran­no inon­da­te di poe­sie, non disprez­za­te­le. Leg­ge­te­le. Fate­le vostre. Non rele­ga­te­le alla sola gior­na­ta di oggi, però. Fate di Nazim Hik­met un poe­ta che cono­sce­re­te, non un tra­fi­let­to da posta­re solo per­ché è la Gior­na­ta inter­na­zio­na­le del­la Poesia.

Con­di­vi­di:
Elena Cirla
Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moder­ne, clas­se 1994.
Aman­te del­l’au­tun­no, dei viag­gi e del vino rosso.

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