Tre motivi per i quali Matteo Salvini potrebbe vincere le elezioni

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini durante il convegno "Basta Euro Tour" nella sede dell' ATC, Torino,15 Marzo 2014 ANSA/ TONINO DI MARCO

La chi­me­ra leghi­sta rima­ne fin dal­la sua nasci­ta per mano del sena­tur Umber­to Bos­si uno spau­rac­chio per le par­ti poli­ti­che che, in nome del­l’u­ni­tà nazio­na­le e del­la mode­ra­zio­ne, si dichia­ra­no fer­ven­ti nemi­che del Car­roc­cio. Lo fece Ber­lu­sco­ni, che con Bos­si ebbe nume­ro­si scam­bi di epi­te­ti non pro­prio leg­ge­ri (“il mafio­so di Arco­re”, “gran­de sui­no”), sal­vo poi allear­vi­si nel 1999. 

Nel ven­ten­nio ber­lu­sco­nia­no le cra­vat­te ver­di del­la Lega impa­ra­ro­no bene ad isti­tu­zio­na­liz­zar­si, ada­gian­do­si nei como­di salot­ti del pote­re roma­no sot­to l’effige del­la gran­de coa­li­zio­ne di cen­tro­de­stra capeg­gia­ta da For­za Ita­lia, distac­can­do­si len­ta­men­te, anno dopo anno, dai pro­pri obiet­ti­vi e di con­se­guen­za dal pro­prio elet­to­ra­to. Com­pli­ci gli scan­da­li lega­ti alla fami­glia Bos­si e in par­ti­co­la­re al figliol pro­di­go Tro­ta, com­pli­ci i ben più gra­vi casi di cor­ru­zio­ne, pro­prio lì dove “la mafia non esi­ste”, lon­ta­na dal sole e dal­le lupa­re, in Brian­za, i Pada­ni ini­zia­ro­no una tra­va­glia­ta ricer­ca all’e­re­de di Bos­si, all’homo novus del­la Lega Nord, capa­ce di infiam­ma­re di nuo­vo i cuo­ri degli elet­to­ri nor­di­sti e, per­ché no, maga­ri anche quel­li del resto d’I­ta­lia, che in caso di ele­zio­ni non fan­no mai male.

Rober­to Maro­ni, per anni asso­cia­to alla futu­ra lea­der­ship pada­na, non piac­que mai dav­ve­ro ai leghi­sti. Trop­po mode­ra­to, trop­po ‘per bene’, isti­tu­zio­na­le, paca­to. Ecco dun­que emer­ge­re dal­le scu­re e tor­bi­de acque del web, la nuo­va piaz­za, il nuo­vo pal­co del comi­zio poli­ti­co, il per­fet­to lea­der del­l’E­stre­ma Destra lombarda. 

26/02/2013 Milano, via Bellerio sede Lega Nord, conferenza stampa di Roberto Maroni candidato alla presidenza della regione Lombardia con Umberto Bossi e Matteo Salvini

Nato nel 1973 a Mila­no, Mat­teo Sal­vi­ni è un gio­va­ne di otti­me spe­ran­ze. Ex fre­quen­tan­te dell’Università degli Stu­di di Mila­no, fer­ma­to­si secon­do quan­to da lui dichia­ra­to ad appe­na cin­que esa­mi dal con­se­gui­men­to del­la lau­rea, nel 2008 dichia­ra: “Arri­ve­rà pri­ma la Pada­nia libe­ra del­la mia lau­rea.” Fre­quen­ta il cen­tro socia­le Leon­ca­val­lo, rac­co­glie para­dos­sal­men­te influen­ze poli­ti­che dall’estrema sini­stra ed arri­va a fon­da­re e gui­da­re il grup­po dei Comu­ni­sti Pada­ni. La sua asce­sa poli­ti­ca nel par­ti­to leghi­sta è dirom­pen­te: elet­to con­si­glie­re comu­na­le a Mila­no nel 1993, cro­ni­sta per La Pada­nia nel 1997 e a Radio Pada­nia nel 1999, dove stu­dia il lin­guag­gio del­la comu­ni­ca­zio­ne poli­ti­ca. Euro­par­la­men­ta­re del­la Lega Nord dal 2004 al 2006 e poi dal 2009 ad oggi, nel 2013 vin­ce le pri­ma­rie del pro­prio par­ti­to e diven­ta Segre­ta­rio Fede­ra­le del­la Lega Nord. 

Sal­vi­ni è un mae­stro del lin­guag­gio dei social, un vero sofi­sta, al pun­to d’es­se­re ogget­to di stu­dio nel ramo del­la Comu­ni­ca­zio­ne odier­na. Con­ci­so, spre­giu­di­ca­to, dal tono sen­sa­zio­na­li­sti­co, Sal­vi­ni con­qui­sta in bre­vis­si­mo tem­po i rami più estre­mi del­l’e­let­to­ra­to di destra e tan­ti cuo­ri total­men­te disin­te­res­sa­ti dal­la poli­ti­ca ma col­pi­ti dal­la cri­si, dai pro­ble­mi del quo­ti­dia­no e in par­ti­co­la­re dal­l’in­te­gra­zio­ne for­za­ta con gli immi­gra­ti in quar­tie­ri non pro­prio paci­fi­ci. Par­la alla pan­cia degli ita­lia­ni e pro­po­ne la solu­zio­ne più sem­pli­ce ai pro­ble­mi: attri­buir­ne la col­pa agli altri, ai ‘diver­si’.

Nel frat­tem­po, dal 2013 ad oggi, quel­lo di Mat­teo Sal­vi­ni sem­bra un gio­co anda­to un po’ trop­po avan­ti e peri­co­lo­sa­men­te serio.

Oggi il lea­der maxi­mo del­la Lega Nord è espres­sio­ne di una gros­sa fet­ta del­la men­ta­li­tà non solo nor­di­sta ma inte­ra­men­te ita­lia­na, aven­do cata­liz­za­to il pro­ble­ma non nel Meri­dio­ne ma nel’in­va­sio­ne clan­de­sti­na e nel­la xeno­fo­bia; è, inol­tre, fomen­ta­to­re del pub­bli­co di Inter­net, poten­te allea­to e soste­ni­to­re del­le Estre­me Destre Euro­pee e non, da Mari­ne Le Pen a Donald Trump. 

Ecco tre validi motivi per i quali non dovremmo sottovalutare il pericolo dell’ascesa al potere dei leghisti e una possibile vittoria di Salvini alle prossime elezioni.

1. La scis­sio­ne del PD

Pre­met­ten­do che il trend mon­dia­le è quel­lo del­la cri­si del­le Sini­stre, le recen­ti vicis­si­tu­di­ni del Par­ti­to Demo­cra­ti­co rischia­no di mina­re il gros­so baci­no elet­to­ra­le che que­sta gran­de for­za poli­ti­ca, capa­ce di rac­co­glie­re in sé sia i voti dei mode­ra­ti che degli affe­zio­na­ti sto­ri­ci, ha rac­col­to negli anni.

La lea­der­ship di Mat­teo Ren­zi non è mai sta­ta così in bili­co, sfi­da­to da Miche­le Emi­lia­no, dai Ber­sa­nia­ni, da Andrea Orlan­do, dal redi­vi­vo D’Alema, coin­vol­to indi­ret­ta­men­te nell’inchiesta riguar­dan­te suo padre, Tizia­no Ren­zi, infi­ne redu­ce dal­la scon­fit­ta poli­ti­ca del Refe­ren­dum Costituzionale. 

Le lot­te inter­ne del cen­tro­si­ni­stra che han­no por­ta­to alla nasci­ta del Movi­men­to dei Demo­cra­ti­ci e Pro­gres­si­sti minac­cia­no il cari­sma e la sicu­rez­za che il par­ti­to ave­va acqui­si­to per i mode­ra­ti, rischian­do di disper­de­re in nume­ro­se for­ze poli­ti­che mino­ri il risul­ta­to del­le urne.

2. La cri­si del Movi­men­to 5 Stelle

Viri­gi­nia Rag­gi ha per le mani una del­le giun­te comu­na­li più com­ples­se da gesti­re in Euro­pa. L’amministrazione capi­to­li­na ha cau­sa­to non pochi guai a quel­la che tutt’oggi, dati alla mano, è la secon­da for­za poli­ti­ca del pae­se (29% secon­do Index Research). Una bufe­ra media­ti­ca sen­za pari che ha com­por­ta­to un calo nei son­dag­gi. L’elettorato del Movi­men­to 5 Stel­le appa­re soli­do, eppu­re non si può sot­to­va­lu­ta­re l’importanza di chi vota per pro­te­sta, di chi per lo stes­so moti­vo potreb­be affi­da­re le pro­prie spe­ran­ze a una for­za poli­ti­ca gra­ni­ti­ca, con­so­li­da­ta nel tempo.

3. La Destra unita

A chi dun­que potreb­be arri­va­re il voto del dis­sen­so, di chi si sen­te tra­di­to dai gover­ni di sini­stra e dal­le aspet­ta­ti­ve crea­te dal Movi­men­to 5 Stel­le? Come si suol dire: tra i due liti­gan­ti il ter­zo gode. Dal­la depo­si­zio­ne di Sil­vio Ber­lu­sco­ni nel 2011 e dal­la con­se­guen­te depres­sio­ne di un’intera for­za poli­ti­ca costrui­ta attor­no alla figu­ra del Cava­lie­re, il cen­tro­de­stra ha improv­vi­sa­men­te per­so rile­van­za nel dua­li­smo PD-M5S.  Spez­zet­ta­ta e feri­ta, pri­va di un gran­de lea­der cari­sma­ti­co, la Destra non ha più i voti dei mode­ra­ti, del­la clas­se media, del­la pic­co­la e media impre­sa e degli estremisti.

Matteo Salvini è il potenziale candidato alla guida di un grande partito unito di Destra, certo non più moderato, non più centrista, ma capace di sfruttare la crisi momentanea di PD e M5S, raccogliere i frutti del proselitismo xenofobo e insieme il malcontento degli elettori del centrodestra.

Meloni-Salvini-Berlusconi-670x274

L’astuzia poli­ti­ca di Ber­lu­sco­ni avva­lo­ra que­sta ipo­te­si: pro­prio tre gior­ni fa a Palaz­zo Gra­zio­li l’ex Pre­si­den­te del Con­si­glio avreb­be richie­sto un incon­tro il pri­ma pos­si­bi­le con Gior­gia Melo­ni e il lea­der del­la Lega Nord per costrui­re una gran­de allean­za capa­ce di gareg­gia­re com­pe­ti­ti­va­men­te alle pros­si­me elezioni.

Ma qua­li ele­zio­ni, e soprat­tut­to quando?

Da qui alla pros­si­ma cor­sa alle urne potreb­be acca­de­re di tut­to. Rima­ne in ogni caso la pau­ra e il rischio che anche in Ita­lia, come in nume­ro­si pae­si occi­den­ta­li, la Destra xeno­fo­ba, estre­ma, dichia­ra­ta­men­te raz­zi­sta, omo­fo­ba, vio­len­ta, strin­ga le pro­prie brac­cia attor­no ai luo­ghi del pote­re in una mor­sa pro­ba­bil­men­te velenosa.

Con­di­vi­di:
Enrico Bozzi
Social Media Mana­ger, stu­den­te di Scien­ze Uma­ni­sti­che per la Comu­ni­ca­zio­ne, appren­di­sta stre­go­ne, aggiu­sta­tut­to, tut­to­fa­re. Mi pia­ce bere Negro­ni e dar­mi un tono.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.