70 anni di Piccolo Teatro: la nuova stagione 2017/2018

E’ sta­ta pre­sen­ta­ta mar­te­dì 11 apri­le al Pic­co­lo Tea­tro Stu­dio Mela­to la sta­gio­ne 2017/18 del Pic­co­lo Tea­tro. Nel­la nuo­va sta­gio­ne con­ti­nue­rà la cele­bra­zio­ne dei 70 anni di atti­vi­tà e dei 20 anni dal­la mor­te di Gior­gio Stre­hler con ripre­se di alle­sti­men­ti sto­ri­ci (come l’Arlec­chi­no ser­vi­to­re di due padro­ni), una mostra foto­gra­fi­ca a cie­lo aper­to in Via Dan­te che con­du­ce diret­ta­men­te al Chio­stro Nina Vin­chi, videoin­stal­la­zio­ni allo spa­zio Rovel­lo­Due in col­la­bo­ra­zio­ne con il Poli­tec­ni­co di Mila­no e l’uscita di un libro edi­to da Cor­rai­ni Edi­to­re e in ven­di­ta al book­shop di Via Rovel­lo. Il filo con­dut­to­re di que­ste mani­fe­sta­zio­ni, oltre alla cele­bra­zio­ne dei 70 anni dal­la fon­da­zio­ne, sarà la ricer­ca del­la bel­lez­za: una bel­lez­za che si tro­va nel tea­tro, nel­la vita rap­pre­sen­ta­ta, nel lavo­ro quo­ti­dia­no di tut­ti quel­li che il tea­tro lo fan­no vive­re, pub­bli­co compreso. 

Il pub­bli­co è sta­to pro­ta­go­ni­sta di que­sta con­fe­ren­ze stam­pa: defi­ni­to dal sin­da­co di Mila­no Bep­pe Sala “un pub­bli­co natu­ra­le”, cioè che vie­ne spon­ta­nea­men­te per­ché “quan­do si lavo­ra bene i risul­ta­ti si vedo­no”; e un pub­bli­co com­po­sto per la metà da gio­va­ni, come ci tie­ne a sot­to­li­nea­re Ser­gio Esco­bar, il Diret­to­re del Pic­co­lo Tea­tro, e che vie­ne anche dal­la pro­vin­cia e dal­le peri­fe­rie di Milano.

La sfida della prossima stagione è quella di dare rilevanza a testi contemporanei per assottigliare la separazione tra classici e contemporanei, tra passato e presente, con lo scopo di allargare il repertorio anche con testi più recenti.

Nel­la nuo­va sta­gio­ne si anno­ve­ra­no 17 tito­li tra nuo­ve pro­du­zio­ni e ripre­se, tra i qua­li 7 di dram­ma­tur­gia con­tem­po­ra­nea e 4 pri­me asso­lu­te. Il respi­ro inter­na­zio­na­le del Pic­co­lo non tra­la­scia uno sguar­do al pano­ra­ma tea­tra­le euro­peo e met­te in car­tel­lo­ne 5 spet­ta­co­li in lin­gua ori­gi­na­le, di cui 3 pri­me nazio­na­li. Le ospi­ta­li­tà ita­lia­ne saran­no 16, di cui 12 tito­li con­tem­po­ra­nei. Non man­che­ran­no la dan­za, la musi­ca, gli incon­tri con gli arti­sti, un fit­to calen­da­rio per le scuo­le, la vita­li­tà del Chio­stro Nina Vin­chi che da sem­pre ani­ma l’attività del teatro.

Per le nuo­ve pro­du­zio­ni si sono scel­ti testi capi­ta­li del Nove­cen­to (come Uomi­ni e no di Elio Vit­to­ri­ni con la regia di Car­me­lo Rifi­ci, L’interpretazione dei sogni di Sig­mund Freud con la regia di Fede­ri­co Tiez­zi, e altri). Il Pic­co­lo inol­tre si impe­gna nel­le lun­ghe teni­tu­re, che con­sen­to­no un’occasione di cre­sci­ta per gli atto­ri e di mag­gio­re pos­si­bi­li­tà di visio­ne per il pub­bli­co. Ver­ran­no ripre­si alcu­ni alle­sti­men­ti del­la sta­gio­ne attua­le di gran­de suc­ces­so, come Pinoc­chio di Latel­la e Bestie di sce­na di Emma Dan­te. Le ospi­ta­li­tà ita­lia­ne vedran­no in sce­na vol­ti già noti nel pano­ra­ma ita­lia­no o che si affac­cia­no per la pri­ma vol­ta sul pal­co­sce­ni­co del Piccolo.

Nell’ambito del­le ospi­ta­li­tà inter­na­zio­na­li non man­che­rà la pre­sen­za di Lev Dodin e il suo Giar­di­no dei cilie­gi, che rin­no­va il soda­li­zio tra il Pic­co­lo Tea­tro e il Maly Tea­tr di Mosca. Saran­no pre­sen­ti inol­tre i Rimi­ni Pro­to­koll, uno dei grup­pi di avan­guar­dia più famo­si e pre­mia­ti in Euro­pa, con Nachlass, instal­la­zio­ne arti­sti­ca e per­for­man­ce iti­ne­ran­te; il con­cer­to PaGA­Gni­ni; Luk Per­ce­val con The year of can­cer, trat­to da un testo di Hugo Claus; Lau­ra Paset­ti con il Cha­rio­teer Thea­tre.

Si pre­an­nun­cia una sta­gio­ne ric­ca e inte­res­san­te, con nuo­ve pro­po­ste e vec­chie ripre­se, ma sem­pre atten­ta a un pub­bli­co esi­gen­te e atten­to, a un respi­ro inter­na­zio­na­le e alla contemporaneità. 

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Sheila Khan

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