Approvata alla Camera nuova legge sul biotestamento

Dopo i recen­ti casi di Dj Fabo e Davi­de Tren­ti­ni, entram­bi reca­ti­si in cli­ni­che sviz­ze­re per “stac­ca­re la spi­na”, mer­co­le­dì 19 apri­le è sta­to appro­va­to alla Came­ra dei Depu­ta­ti un emen­da­men­to al dise­gno di leg­ge sul bio­te­sta­men­to con 326 favo­re­vo­li, 37 con­tra­ri e 4 aste­nu­ti. Il nuo­vo emen­da­men­to pre­ve­de tra l’al­tro il prin­ci­pio del divie­to del­l’ac­ca­ni­men­to tera­peu­ti­co, la pos­si­bi­li­tà per il pazien­te di rifiu­ta­re nutri­zio­ne e idra­ta­zio­ne arti­fi­cia­li e l’obiezione di coscien­za per i medici.
I depu­ta­ti cat­to­li­ci gri­da­no già all’eutanasia e dico­no che si trat­ta di una “mor­te per fame e sete”; c’è addi­rit­tu­ra chi suo­na le cam­pa­ne a mor­to, con tan­to di necrologio.

Prima di analizzare punto per punto la nuova legge approvata solo alla Camera facciamo chiarezza sulle differenze tra eutanasia, suicidio assistito e biotestamento.

L’euta­na­sia può esse­re di due tipi: atti­va e pas­si­va. Nel­la pri­ma il pazien­te, dopo aver atte­sta­to di non aver nes­su­na pos­si­bi­li­tà di gua­ri­gio­ne, deci­de auto­no­ma­men­te di por­re fine alla pro­pria vita, di soli­to tra­mi­te inie­zio­ne leta­le; il secon­do caso inve­ce si trat­ta del­la sospen­sio­ne di un trat­ta­men­to vita­le per il paziente.

Si par­la di sui­ci­dio assi­sti­to, inve­ce, quan­do è il pazien­te, con l’aiuto di altre per­so­ne, a por­re fine alla pro­pria vita. Il medi­co o altri sog­get­ti ter­zi in que­sto caso sono coin­vol­ti solo nel rico­ve­ro e nel­la pre­pa­ra­zio­ne del­le sostan­ze e non han­no impli­ca­zio­ni civi­li e/o penali.

Il bio­te­sta­men­to (o testa­men­to bio­lo­gi­co), infi­ne, è una dichia­ra­zio­ne anti­ci­pa­ta di volon­tà sui trat­ta­men­ti sani­ta­ri. É un docu­men­to nel qua­le una per­so­na può pre­ven­ti­va­men­te indi­ca­re qua­li tera­pie sono con­ces­se e qua­li no in caso di gra­ve inci­den­te o malat­tie terminali.

In Ita­lia euta­na­sia e sui­ci­dio assi­sti­to sono puni­bi­li penal­men­te, men­tre per il bio­te­sta­men­to si sta discu­ten­do dal 2008 sen­za gran­di suc­ces­si, alme­no fino a oggi.

Il nuovo emendamento approvato dalla Camera prevede i seguenti punti:

Con­sen­so infor­ma­to: il pazien­te deve esse­re infor­ma­to in manie­ra com­pren­si­bi­le ed esau­rien­te sul­le sue con­di­zio­ni e sui trat­ta­men­ti sani­ta­ri a lui sot­to­po­sti. Que­sti ulti­mi non pos­so­no esse­re ese­gui­ti sen­za il con­sen­so libe­ro e infor­ma­to del pazien­te. In que­sto modo si cer­ca di pre­di­li­ge­re un rap­por­to di mag­gior fidu­cia tra pazien­te e medi­co e di valo­riz­za­re l’autonomia deci­sio­na­le del paziente.

Nutri­zio­ne e idra­ta­zio­ne arti­fi­cia­li: con la nuo­va leg­ge nutri­zio­ne e idra­ta­zio­ne arti­fi­cia­le ven­go­no con­si­de­ra­ti al pari di qual­sia­si trat­ta­men­to sani­ta­rio, e per que­sto pos­so­no esse­re rifiu­ta­ti o inter­rot­ti in qual­sia­si momento.

Acca­ni­men­to tera­peu­ti­co e abban­do­no del­le cure: al pazien­te è rico­no­sciu­to il dirit­to di abban­do­na­re la tera­pia. L’accanimento tera­peu­ti­co su un pazien­te mala­to ter­mi­na­le o di immi­nen­te mor­te è vie­ta­to. Ven­go­no però garan­ti­te un’adeguata tera­pia del dolo­re e cure palliative.

Respon­sa­bi­li­tà del medi­co: ai medi­ci è rico­no­sciu­ta l’obiezione di coscien­za, non han­no quin­di l’obbligo di ese­gui­re le volon­tà del paziente.

Mino­ri e inca­pa­ci: i mino­ri e le per­so­ne inca­pa­ce devo­no esse­re infor­ma­te sul­le loro con­di­zio­ni e sui trat­ta­men­ti sani­ta­ri in manie­ra con­so­na al loro gra­do di com­pren­sio­ne per espri­me­re poi una pro­pria volon­tà. Un geni­to­re o il tuto­re lega­le del mino­re o del­la per­so­na inca­pa­ce si riser­va­no di accet­ta­re o rifiu­ta­re il con­sen­so infor­ma­to espres­so dal paziente.

Dispo­si­zio­ni anti­ci­pa­te di trat­ta­men­to (dat): le dat espri­mo­no le volon­tà del pazien­te per quan­to riguar­da cure sani­ta­rie e inter­ru­zio­ne o rifiu­to di ali­men­ta­zio­ne e idra­ta­zio­ne artificiale.
Le dispo­si­zio­ni anti­ci­pa­te di trat­ta­men­to van­no con­se­gna­te pres­so l’uf­fi­cio del­lo sta­to civi­le del comu­ne di resi­den­za e devo­no esse­re redat­te come atto pub­bli­co o scrit­tu­ra pri­va­ta auto­cer­ti­fi­ca­ta, oppu­re pres­so strut­tu­re sani­ta­rie che pre­sen­ta­no un regi­stro elet­tro­ni­co del­le dat. Pos­so­no anche esse­re pre­sen­ta­te in for­ma di video o audio.
Le dispo­si­zio­ni anti­ci­pa­te di trat­ta­men­to sono insin­da­ca­bi­li per il medi­co curan­te, a meno che la malat­tia pren­da uno svi­lup­po impre­vi­sto o che ven­ga­no sco­per­te tera­pie atte a miglio­ra­re la vita del paziente.

Pia­ni­fi­ca­zio­ne con­di­vi­sa del­le cure: in caso di pato­lo­gia cro­ni­ca e inva­li­dan­te o di pro­gno­si infau­sta, medi­co e pazien­te pos­so­no deci­de­re pre­ven­ti­va­men­te un pia­no di cure da segui­re, nel caso in cui il pazien­te doves­se tro­var­si nel­la con­di­zio­ne di non poter espri­me­re il pro­prio con­sen­so o in una con­di­zio­ne di inca­pa­ci­tà. Il medi­co deve cate­go­ri­ca­men­te atte­ner­si a que­sto pia­no con­di­vi­so, sal­vo evol­ver­si impre­vi­sto del­la malat­tia. La pia­ni­fi­ca­zio­ne può esse­re aggior­na­ta o modi­fi­ca­ta dal pazien­te in qual­sia­si momento.

Que­sta è la leg­ge appro­va­ta dal­la Came­ra, ma che deve anco­ra pas­sa­re al Sena­to per esse­re appro­va­ta defi­ni­ti­va­men­te. L’Italia è uno dei pae­si più arre­tra­ti d’Europa quan­do si par­la di fine vita e testa­men­to bio­lo­gi­co, ma for­se stia­mo per fare un pas­so avanti.

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Sheila Khan

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