La tesi di laurea, ovvero la legge di Murphy

Il tra­guar­do pare ormai rag­giun­to e già si avver­te una cer­ta malin­co­nia per la vita uni­ver­si­ta­ria da cui ci si imma­gi­na già lon­ta­ni. La pri­ma vol­ta che si pen­sa alla tesi le idee sono chia­ris­si­me: ci imma­gi­nia­mo già al momen­to del­la discus­sio­ne di fron­te alla com­mis­sio­ne men­tre si discu­te in modo bril­lan­te il pro­prio argomento.
Quan­do si trat­ta di con­cre­tiz­za­re ecco che le cer­tez­ze crol­la­no in modo ine­so­ra­bi­le: innan­zi­tut­to sia­mo cer­ti del­la mate­ria che vor­rem­mo appro­fon­di­re e soprat­tut­to del pro­fes­so­re che vor­rem­mo come rela­to­re, quel­lo che ci ha fat­to appas­sio­na­re ad una mate­ria e di cui, soli­ta­men­te, si ha anche un bel ricor­do per l’e­sa­me sostenuto.
Quan­do chie­dia­mo ai col­le­ghi un pare­re però c’è il pri­mo sco­rag­gia­men­to, c’è quel­lo che sgra­na gli occhi come se gli ave­ste det­to chis­sà che cosa e vi comu­ni­ca che lui, a col­lo­quio era sta­to ed era anda­ta malis­si­mo, altri vi diran­no che il sud­det­to pro­fes­so­re è pie­no fino al 2019 o che asse­gna le tesi agli stu­den­ti con temi già sta­bi­li­ti; altri anco­ra vi rife­ri­ran­no che il pro­fes­so­re non lo vedre­te mai e dovre­te sem­pre e solo far rife­ri­men­to ai suoi assistenti.
Non ulti­mo, il gran­de que­si­to che pare tor­men­ta­re nel pro­fon­do l’animo tut­ti gli stu­den­ti: quan­do sia il momen­to giu­sto per richie­der­la, per­ché anche in que­sto caso, ognu­no dice la pro­pria: un ami­co l’ha comin­cia­ta al secon­do anno, alcu­ni men­tre dove­va­no soste­ne­re pochi esa­mi e poi gli altri, quel­li che ti dico­no che quel pro­fes­so­re accet­ta solo chi non ha più esa­mi da sostenere.

Sarete comunque pieni di speranze e prospettive il giorno in cui andrete a ricevimento per la prima volta.

È come se fos­se il pri­mo gior­no di scuo­la ed è bel­la l’idea di poter final­men­te fare qual­co­sa che potre­te sen­ti­re dav­ve­ro vostro. Nel­le orec­chie tor­na­no i discor­si dei vostri fami­lia­ri lau­rea­ti da qual­che decen­nio che vi han­no rac­con­ta­to che loro si era­no appas­sio­na­ti tan­to al lavo­ro di tesi e che i rela­to­ri gli offri­va­no dol­ci sicu­rez­ze, den­tro di voi vi illu­de­te per un momen­to che anche per voi sarà esat­ta­men­te così, ma gli osta­co­li sono pro­prio die­tro l’angolo e lo rea­liz­ze­re­te solo di fron­te all’ufficio del docente.

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Sul­la por­ta c’è infat­ti un foglio con l’elenco dei nomi degli stu­den­ti che sono arri­va­ti pri­ma di voi per vede­re il pro­fes­so­re, soli­ta­men­te sono cir­ca una ven­ti­na. Un det­ta­glio a cui ovvia­men­te non ave­va­te pen­sa­to e sare­te arri­va­ti infat­ti al mas­si­mo, con un quar­to d’ora d’anticipo.
A que­sto pun­to si deci­de di riman­da­re alla set­ti­ma­na suc­ces­si­va o di aspet­ta­re pazien­te­men­te il pro­prio tur­no. Se si deci­de per quest’ultima opzio­ne, secon­do la leg­ge di Mur­phy, sarà anche il gior­no che il pro­fes­so­re arri­ve­rà tar­di ed il dia­lo­go si ter­rà solo dopo l’una pas­sa­ta, ora­rio in cui il pro­fes­so­re vor­reb­be esse­re dap­per­tut­to e con chiun­que fuor­ché con voi e nel suo pic­co­lo ufficio.
Se inve­ce vi orga­niz­ze­re­te per la set­ti­ma­na suc­ces­si­va pun­tan­do la sve­glia alle cin­que di mat­ti­na, saràe la vol­ta che il pro­fes­so­re non farà rice­vi­men­to e che dimen­ti­che­rà di scri­ver­lo sul­la sua pagi­na web.
Gli osta­co­li pri­ma del fati­di­co dia­lo­go sono appe­na comin­cia­ti: pre­pa­ra­te­vi a seder­vi a fian­co con altri cin­que o sei stu­den­ti che non si sono scrit­ti sul pre­zio­so fogliet­to, ma che vi pas­se­ran­no davan­ti per­ché loro l’hanno fini­ta la tesi e la devo­no con­se­gna­re la set­ti­ma­na successiva.

Que­sti rispon­do­no alla rego­la non scrit­ta di pre­ce­den­za, anche per­ché sarà faci­le che i sud­det­ti stu­den­ti abbia­no avu­to degli incu­bi sul­la tesi la not­te pre­ce­den­te o è venu­to loro un  dub­bio su un pic­co­lo det­ta­glio di cui devo­no imme­dia­ta­men­te met­te­re al cor­ren­te il professore.
Se è un gior­no par­ti­co­lar­men­te sfor­tu­na­to, ci sarà anche lo stu­den­te pen­do­la­re che implo­ra di poter entra­re pri­ma per­ché poi dovrà cor­re­re a pren­de­re l’unico tre­no del­la gior­na­ta che lo potrà ripor­ta­re a casa e voi non potre­te che com­muo­ver­vi e ceder­gli il vostro posto. Altro col­le­ga che potre­ste ave­re a fian­co è quel­lo che deve solo lascia­re dei docu­men­ti al pro­fes­so­re e che inve­ce rima­ne a rice­vi­men­to per mezz’ora abbondante.
Pre­pa­ra­te­vi anche ad esse­re oltre­pas­sa­ti da quel­lo stu­den­te che in pie­na ses­sio­ne e per i più dispa­ra­ti moti­vi, deve comin­cia­re o fini­re un’interrogazione d’esame e che quin­di, sem­pre per una rego­la non scrit­ta, pas­se­rà pri­ma di te; se la leg­ge di Mur­phy fun­zio­ne­rà al 100% per sfor­tu­na del­lo stu­den­te l’interrogazione andrà male e da fuo­ri si sen­ti­ran­no urla e schia­maz­zi e lo sfor­tu­na­to usci­rà pian­gen­do, ma l’accaduto influi­rà anche su di voi per­ché tut­to ciò acca­drà pro­prio pri­ma del­la vostra entra­ta nell’ufficio.
Altro par­ti­co­la­re da non sot­to­va­lu­ta­re, spe­cie ora che comin­cia la bel­la sta­gio­ne: un com­pa­gno con pro­ble­mi di sudo­ra­zio­ne anche lui a col­lo­quio pro­prio quel gior­no che aspet­ta assie­me a voi nel­le pic­co­le stan­ze o cor­ri­doi ante­ce­den­ti agli uffici.

Quan­do dichia­ra­te l’argomento su cui vor­re­ste fare la tesi, pre­pa­ra­te­vi ad esse­re imme­dia­ta­men­te inter­rot­ti poi­ché non potrà mai anda­re bene così come l’avete espo­sto oppu­re il pro­fes­so­re vi dirà che è argo­men­to di un’altra mate­ria o che non è pos­si­bi­le per una tesi trien­na­le o che non ci sono fon­ti al riguar­do e tu, stu­den­te ven­ten­ne rischie­re­sti di scri­ve­re al riguar­do, una serie di castronerie.

Accettate i consigli, il professore allora vi guarderà dicendovi che ora non si può approfondire ulteriormente nulla perché fuori ci sono altri dieci studenti che lo desiderano e vi congederà.

Usci­te dall’ufficio, oltre­pas­sa­te la bar­rie­ra di col­le­ghi davan­ti a voi ed in que­sto momen­to avre­te for­se anco­ra del­le bri­cio­le di entu­sia­smo giu­sti­fi­ca­te dal fat­to che anco­ra non ave­te fat­to ricer­che, non ave­te anco­ra avu­to a che fare con i biblio­te­ca­ri scor­bu­ti­ci  ( sì, a noi di Vul­ca­no pia­ce lamen­tar­si) che ogni stu­den­te tro­va pri­ma o poi sul­la pro­pria stra­da, edi­zio­ni intro­va­bi­li ed indi­ci del­la tesi che non andran­no mai bene.
Al momen­to pen­sa­te solo che sie­te qua­si alla fine, for­se pro­prio per que­sto il momen­to idea­le per cam­bia­re com­ple­ta­men­te la pro­pria vita ed anda­re a zap­pa­re la ter­ra, dedi­car­si ad un cul­to eso­ti­co o anda­re a vive­re in una comu­ni­tà hip­py fuo­ri dal­la civiltà.

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Greta Fossati
Lau­rean­da in Beni Cul­tu­ra­li e tata part-time. Pen­so ai temi degli arti­co­li men­tre pre­pa­ro tor­te ed impro­ba­bi­li frul­la­ti Detox. Da gran­de mi pia­ce­reb­be gira­re per il mon­do e scri­ve­re reportage.

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