Christiania: la “città” arcobaleno

A Cope­na­ghen, tra fila­ri di case azzur­re e aran­cio­ni, si nascon­de, nem­me­no così bene, un quar­tie­re chia­ma­to Chri­stia­nia. Oggi meta obbli­ga­ta per turi­sti e viag­gia­to­ri, è chia­ma­to dai dane­si Fri­sta­den Chri­stia­nia, “Cit­tà Libe­ra di Chri­stia­na”. Si tro­va nel­la par­te orien­ta­le del­la cit­tà, sui tor­tuo­si cana­li, che ren­do­no il quar­tie­re malin­co­ni­co d’inverno e gio­io­so d’estate. Il mot­to dei suoi abi­tan­ti è il tito­lo di una can­zo­ne di pro­te­sta del grup­po rock Bifro­st:  “Non pote­te ucci­der­ci”. Il nome del­la band evo­ca il per­so­nag­gio del­la mito­lo­gia nor­re­na Bifrǫ­st, che rap­pre­sen­ta il pon­te dell’arcobaleno, pon­te tra cie­lo e terra.

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Ma a chi è rivol­to il moni­to? Ad annien­ta­re il quar­tie­re potreb­be esse­re la stes­sa Dani­mar­ca che, attra­ver­so le ammi­ni­stra­zio­ni cit­ta­di­ne, ten­ta da anni di sgom­be­rar­lo. Que­sto per­ché Chri­stia­nia è una comu­ni­tà che si è dichia­ra­ta indi­pen­den­te dal gover­no cen­tra­le fin dal­la sua nasci­ta. Un grup­po di hip­pies, cioè i segua­ci di quel movi­men­to cul­tu­ra­le paci­fi­sta e anti­con­for­mi­sta nato negli Sta­ti Uni­ti negli anni Ses­san­ta, si stan­ziò negli anni ’70 pro­prio a Cope­na­ghen, occu­pan­do quel­la che un tem­po era una base nava­le. Ora ci sono più di cin­quan­ta col­let­ti­vi che gesti­sco­no nego­zi, tea­tri, case d’arte, pub e loca­li. Una legi­sla­zio­ne pre­ci­sa non c’è, nei limi­ti del­la cul­tu­ra hip­pie, ovvia­men­te. C’è una ban­die­ra spe­ci­fi­ca, diver­sa da quel­la dane­se, che sosti­tui­sce la cro­ce bian­ca con tre ton­di gial­li oriz­zon­ta­li su cam­po rosso.

Nessuna arma è permessa, nessuna macchina o moto. Solo le bici possono circolare.

Esi­sto­no le cosid­det­te Chri­stia­nia Bike, tipi­che ormai in tut­ta la Dani­mar­ca, che han­no un con­te­ni­to­re sul manu­brio mol­to più gran­de di un sem­pli­ce cesti­no, tal­vol­ta usa­to come un vero e pro­prio car­rel­lo per la spe­sa, altre anco­ra come car­roz­zi­na per bambini.

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A Chri­stia­na è per­mes­so l’uso e lo spac­cio di dro­ghe leg­ge­re, proi­bi­ti nel resto del­la Dani­mar­ca, e que­sto già potreb­be spie­ga­re l’accanimento ingiu­sti­fi­ca­to di chi è a favo­re di uno sman­tel­la­men­to del quar­tie­re, soprat­tut­to tra i con­ser­va­to­ri. Secon­do gli abi­tan­ti di Chri­stia­nia, la con­fi­sca ipo­te­ti­ca del quar­tie­re nascon­de dell’altro. Die­tro alla scu­sa di rista­bi­li­re l’ordine, c’è il cela­to desi­de­rio di appro­fit­ta­re del poten­zia­le di inve­sti­men­to del­la zona che occu­pa gran par­te del­la cit­tà. Tra le fon­ti, qual­cu­no dichia­ra orgo­glio­so: «Sia­mo la metro­po­li alter­na­ti­va d’Europa, il più gran­de espe­ri­men­to socia­le di que­sto gene­re». Il can­tau­to­re Lukas Gra­ham, noto per il sin­go­lo 7 years, ha vis­su­to per anni a Chri­stia­nia e la sua fami­glia abi­ta anco­ra lì. In più di un’intervista ha rila­scia­to le sue dichia­ra­zio­ni sul luo­go. Egli rac­con­ta la sua infan­zia come fuo­ri dal comu­ne, immer­sa nel ver­de di una cit­tà libe­ra, dove ave­va a sua com­ple­ta dispo­si­zio­ne anche un maneg­gio di caval­li, che tut­ti pote­va­no mon­ta­re. Un para­di­so di tren­ta­cin­que etta­ri ed eter­no par­co gio­chi per bambini.

In inver­no non si tro­va però l’atmosfera spen­sie­ra­ta e gio­io­sa che ci si aspet­ta a Chri­stia­na, for­se per­ché, anche se abi­tua­ti, il gelo pene­tra nel­le ossa e nes­su­no ha voglia di bivac­ca­re per stra­da tra i mura­les psi­che­de­li­ci. Il con­si­glio quin­di è quel­lo di visi­ta­re la cit­tà libe­ra in una sta­gio­ne più mite, sem­pre che il quar­tie­re rie­sca a resi­ste­re ai con­ti­nui attac­chi ester­ni. Pare infat­ti che Chri­stia­na sia la più famo­sa e ulti­ma rima­sta encla­ve hip­pie d’Europa.

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Lascian­do al futu­ro la sor­te di Chri­stia­nia, chiu­dia­mo con un cli­ché sul­l’or­di­ne e l’ef­fi­cien­za nor­di­ci, che sal­ta subi­to all’occhio di chi visi­ta Cope­na­ghen per la pri­ma vol­ta. Solo indos­san­do le len­ti del­la cul­tu­ra dane­se si capi­sce la biz­zar­ra usan­za di lascia­re i neo­na­ti nel­le car­roz­zi­ne fuo­ri dai loca­li, anche in pie­no inver­no, debi­ta­men­te coper­ti, par­cheg­gia­ti all’esterno di musei, caf­fè e nego­zi. I dane­si si fida­no cie­ca­men­te dei pro­pri con­na­zio­na­li. E que­sto non solo a Chri­stia­nia, ma ovunque.

(foto del­l’au­tri­ce)

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Alessandra Busacca
Nata a Mila­no il 20 Feb­bra­io 1993. 
Pro­fes­sio­ne: studentessa.
Non so dire altro di me che non pos­sa cam­bia­re; e del nome non sono poi così sicura.

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