Just take a pinch of psychedelic

Si è con­clu­so da poco a Oakland, Cali­for­nia, il con­gres­so scien­ti­fi­co inter­na­zio­na­le Psy­che­de­lic Scien­ce 2017 il cui tema era l’effetto del­le dro­ghe psi­che­de­li­che. Quest’anno gran­de atten­zio­ne è sta­ta riser­va­ta a nuo­ve ricer­che le qua­li sem­bra­no dimo­stra­re i bene­fi­ci che l’utilizzo di que­ste sostan­ze può por­ta­re ai pazien­ti affet­ti da depressione.

Inte­res­san­te è il lavo­ro di Dráu­lio Bar­ros de Araú­jo, neu­ro­scien­zia­to dell’Universidade Fede­ral do Rio Gran­de do Nor­te in Bra­si­le, che ha pre­sen­ta­to i suoi risul­ta­ti sull’impiego di aya­hua­sca, una bir­ra allu­ci­no­ge­na deri­va­ta da cor­tec­cia e foglie, nel trat­ta­men­to del­la depressione.
Lo stu­dio, dopo una pri­ma pro­va in cui, però, l’effetto pla­ce­bo non ven­ne con­si­de­ra­to, è sta­to con­dot­to su 35 volon­ta­ri affet­ti da depres­sio­ne e resi­sten­ti ai far­ma­ci comu­ni. La spe­ri­men­ta­zio­ne è avve­nu­ta in “dop­pio cie­co”: ini­zial­men­te né i pazien­ti né i medi­ci sape­va­no chi ave­va rice­vu­to il pla­ce­bo e chi l’ayahuasca. I pazien­ti, dopo un pri­mo sta­dio in cui tut­ti han­no dichia­ra­to di sen­tir­si meglio, han­no comin­cia­to a rispon­de­re in manie­ra diver­sa e, quel­li che ave­va­no assun­to la bir­ra allu­ci­no­ge­na, han­no avu­to bene­fi­ci cli­ni­ci ogget­ti­vi sul­la loro depres­sio­ne (dati anco­ra non sot­to­po­sti a peer-review NdR)

Paral­le­la­men­te agli stu­di di Araú­jo, anche Leor Rose­man, dot­to­ran­do dell’Imperial Col­le­ge di Lon­dra, ha sot­to­po­sto 20 volon­ta­ri affet­ti da depres­sio­ne all’assunzione del­la psi­lo­ci­bi­na, con­te­nu­ta  nei fun­ghet­ti magi­ci.

I pazienti in questione hanno dimostrato significativi miglioramenti fino a cinque settimane dall’assunzione: alcuni sono poi regrediti, altri no.

Rose­man, che per ora può solo fare con­get­tu­re, cre­de che le diver­se rispo­ste sia­no dovu­te alla dose di psi­lo­ci­bi­na assun­ta dai diver­si malati.

Anil Seth, neu­ro­scien­zia­to del­l’U­ni­ver­si­tà del Sus­sex (Regno Uni­to), inve­ce, ha ria­na­liz­za­to i dati otte­nu­ti da Robin Carhart-Har­ris, pio­nie­re di que­sti stu­di che ha moni­to­ra­to l’at­ti­vi­tà cere­bra­le di 19 per­so­ne sot­to keta­mi­na, 15 che ave­va­no assun­to LSD e 14 sot­to l’in­fluen­za di psi­lo­ci­bi­na. Seth e Carhart-Har­ris han­no sud­di­vi­so i dati in sin­go­li seg­men­ti di 2 secon­di cia­scu­no, stu­dian­do­li poi nel det­ta­glio, sco­pren­do così che l’at­ti­vi­tà neu­ra­le era dive­nu­ta improv­vi­sa­men­te più impre­ve­di­bi­le, soprat­tut­to nel­le aree coin­vol­te nel­la percezione.

Aman­da Feil­ding, diret­to­re ese­cu­ti­vo del­la Bec­kley Foun­da­tion, affer­ma che le dro­ghe psi­che­de­li­che sem­bra­no uni­che nel­la loro capa­ci­tà di pro­dur­re risul­ta­ti dura­tu­ri dopo appe­na uno o due trat­ta­men­ti, a dif­fe­ren­za dei far­ma­ci tra­di­zio­na­li che van­no assun­ti rego­lar­men­te. Stu­di pub­bli­ca­ti dal­la Bec­kley Foun­da­tion, dimo­stra­no che, sot­to l’effetto del­le dro­ghe, par­te del cer­vel­lo cor­re­la­ta con il pro­prio ego dimi­nui­sce la comu­ni­ca­zio­ne, men­tre la stes­sa comu­ni­ca­zio­ne con le altre reti vie­ne espansa.

La par­ti­co­la­ri­tà di que­sti stu­di risie­de nel­la dif­fe­ren­za degli effet­ti sul­le emo­zio­ni: i far­ma­ci comu­ne­men­te uti­liz­za­ti ini­bi­sco­no sia quel­le nega­ti­ve sia quel­le posi­ti­ve; le sostan­ze sopra cita­te, inve­ce, inten­si­fi­ca­no ogni emo­zio­ne, crean­do un “nuo­vo sta­to di coscien­za” regi­stra­to cli­ni­ca­men­te dal­le scan­sio­ni cerebrali.

E se alla fine di tut­to ciò vi chie­de­ste, come me, cosa signi­fi­chi esat­ta­men­te “psi­che­de­li­co” Trec­ca­ni rispon­de che, let­te­ral­men­te, signi­fi­ca “rive­la­to­re del­la psi­che” e si indi­ca per­ciò, in que­sto modo, l’effetto di “allar­ga­men­to del­la coscien­za” indot­to dall’assunzione degli allucinogeni.

Que­sto ter­mi­ne, inol­tre, fu conia­to dal­lo psi­chia­tra Hum­ph­ry Osmond, 50 anni fa, con una “poe­sio­la”, let­ta per la pri­ma vol­ta davan­ti ai col­le­ghi del­la New York Aca­de­my of Scien­ces, che fa così:
“To fathom Hell or soar angelic/ Just take a pinch of psy­che­de­lic”.

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Roberta Pasetti
Stu­den­tes­sa di let­te­re. Nisi Ale­xan­der essem, ego vel­lem esse Diogenem. 
Può basta­re così.

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