Secondary ticketing, il fenomeno che vi impedisce di andare ai concerti

Fran­ce­sca Ferrari

Mag­gio 2017, Mila­no. A pochi gior­ni di distan­za dall’apertura del­le pre­ven­di­te dei bigliet­ti per l’attesissimo con­cer­to dei Rol­ling Stones,la data è pre­vi­sta il 23 Set­tem­bre a Luc­ca, le pole­mi­che riguar­dan­ti i nume­ro­si bigliet­ti com­pra­ti dal­le agen­zie, lascian­do tan­ti dei fans a boc­ca asciut­ta, non si sono placate.

Il 15 mag­gio alle ore die­ci ini­zia la ven­di­ta, ma dopo pochi minu­ti lo spa­smo­di­co click sul­le tastie­re ter­mi­na dra­sti­ca­men­te. Il motivo?

I biglietti sono già finiti. 

Tan­ti, trop­pi i segua­ci di Mick Jag­gers rima­sti a mani vuo­te e tan­te le agen­zie ric­che di tic­ke­ts a prez­zi stel­la­ri. In più se si con­si­de­ra­no i 22mila bigliet­ti riser­va­ti ai pos­ses­so­ri di Ame­ri­can Express e dell’App del­la band, dell’atteso con­cer­to rima­ne­va ben poco già all’inizio del­la mes­sa in ven­di­ta. Tut­to ciò ha crea­to non pochi malu­mo­ri, non solo tra i fan, anche Coda­consSiae han­no deci­so di far­si sen­ti­re e sen­za indo­ra­re la pillola.

Dopo le pre­ce­den­ti accu­se lan­cia­te dal­la Siae a Tic­ke­to­ne rela­ti­ve a que­sto con­cer­to ma anche a quel­li di Ed Shee­ran, Cold­play, U2 e Vasco Ros­si, la socie­tà ita­lia­na auto­ri ed edi­to­ri si sca­glia nuo­va­men­te con­tro la piat­ta­for­ma di ven­di­ta bigliet­ti, que­sta vol­ta spal­leg­gia­ta dall’associazione dei consumatori.

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Infat­ti la Coda­cons pun­ta il dito con­tro alcu­ne agen­zie che sem­bra­no aver com­pra­to uno spro­po­si­ta­to nume­ro di bigliet­ti con l’in­ten­to di riven­der­li ad un costo mol­to supe­rio­re rispet­to a quel­lo di partenza.

Il sito sot­to la len­te d’ingrandimento è Via­go­go, che ven­de i bigliet­ti alla cifra di quat­tro­cen­to euro e oltre, supe­ran­do di gran lun­ga i prez­zi ori­gi­na­li. Prez­zi che non tut­te le tasche pos­so­no permettersi.

 

La Coda­cons infat­ti chie­de giu­sti­zia e scru­po­lo­sa veri­fi­ca:  “L’e­spo­sto vie­ne fat­to — con­clu­de l’as­so­cia­zio­ne — affin­ché ven­ga­no appu­ra­te even­tua­li ipo­te­si di rea­to e ven­ga­no dura­men­te san­zio­na­ti tali sopru­si”. La rispo­sta dei pro­mo­ter del con­cer­to la D’A­les­san­dro & Gal­li però non è tar­da­ta ad arri­va­re, i qua­li si distac­ca­no fer­ma­men­te da qual­sia­si coin­vol­gi­men­to con que­sta situazione: 

La real­tà dei fat­ti è un’altra: sia noi che Tic­ke­to­ne sia­mo vit­ti­me di que­sto siste­ma e abbia­mo cer­ca­to anche in que­sta occa­sio­ne di adot­ta­re tut­te le pre­cau­zio­ni pos­si­bi­li per argi­na­re que­sto feno­me­no.

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E con­ti­nua­no «Nes­sun bigliet­to è sta­to for­ni­to diret­ta­men­te da D’Alessandro e Gal­li ad alcun sog­get­to coin­vol­to nel­la pra­ti­ca di secon­da­ry tic­ke­ting e sare­mo ben lie­ti, se con­vo­ca­ti, di recar­ci pres­so la Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca per dare tut­te le spie­ga­zio­ni e dimo­stra­re l’assoluta tra­spa­ren­za e rego­la­ri­tà del­la ven­di­ta».

Dopo que­sti bot­ta e rispo­sta la situa­zio­ne rima­ne inva­ria­ta, agen­zie con­ten­te e appas­sio­na­ti di musi­ca delusi. ALMO1F11_3029146F1_17410_20120711212639_HE10_20120712

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