LUMe sgomberato: cos’è successo?

Ieri lo spa­zio di via San­ta Cate­ri­na 3/5 che ha ospi­ta­to per due anni i ragaz­zi del pro­get­to LUMe (Labo­ra­to­rio Uni­ver­si­ta­rio Metro­po­li­ta­no) è sta­to sgom­be­ra­to, per ordi­ne del que­sto­re, la mat­ti­na pre­sto. Duran­te il pome­rig­gio si è tenu­to un pre­si­dio a cui han­no par­te­ci­pa­to cir­ca 200 ragaz­zi tra atti­vi del grup­po e chi negli anni ha par­te­ci­pa­to o anche solo pas­sa­to a ber­si una bir­ra al cir­co­lo. Dal­le nove e mez­za del­la sera fino a not­te inol­tra­ta si sono sus­se­gui­ti con­cer­to, tea­tro, jam ses­sion e tan­ta com­mo­zio­ne. Il 6 set­tem­bre i ragaz­zi di LUMe han­no dato appun­ta­men­to a tut­ti per una sera­ta di jazz in piaz­za San Naza­ro. La soli­da­rie­tà dimo­stra­ta da mol­ti spa­zi e col­let­ti­vi, fan­no pen­sa­re ad un con­ti­nua­zio­ne del pro­get­to LUMe in altre sedi e con nuo­ve occa­sio­ni di con­fron­to. Ma cos’è suc­ces­so ieri esat­ta­men­te? Lo abbia­mo chie­sto a due dei ragaz­zi che han­no con­tri­bui­to a far nasce­re LUMe, Fran­ce­sco Vivo­ne e Isa­bel­la Cortese.

LUme

(Il pre­si­dio. In coper­ti­na la fac­cia­ta di LUMe. Foto di Ele­na Buzzo)

Cos’è suc­ces­so ieri mattina?

Fran­ce­sco: I vici­ni han­no ini­zia­to a tele­fo­nar­ci per avver­tir­ci del­lo sgom­be­ro. Sia­mo piom­ba­ti qui per chie­de­re spie­ga­zio­ni e rac­co­glie­re le nostre cose. Ci han­no rispo­sto «sape­te bene per­ché vi stia­mo sgomberando».

Isa­bel­la: Ci è sta­to per­mes­so di entra­re a grup­pi di die­ci. Le don­ne no, per­ché ser­vi­va gen­te con brac­cia for­ti per por­ta­re via il mate­ria­le. Vole­vo a tut­ti i costi salu­ta­re quel­la che per due anni è sta­ta casa mia e ho potu­to far­lo solo scortata.

Avvi­sa­glie di un immi­nen­te sgom­be­ro ne ave­te avute?

Fran­ce­sco: Nel­lo spe­ci­fi­co no. Ovvio che non sia­mo stu­pi­di e sap­pia­mo che può suc­ce­de­re, ma nes­su­na soffiata.

Chi ha ordi­na­to lo sgombero?

Isa­bel­la: Il que­sto­re, ipo­tiz­zia­mo su sol­le­ci­to del proprietario.

Chi è il pro­prie­ta­rio del­lo stabile?

Fran­ce­sco: Ste­fa­no Sprem­berg, gio­iel­lie­re e immo­bi­lia­ri­sta. È pro­prie­ta­rio di que­sto luo­go da set­te anni e un anno fa è sta­to assol­to dal rea­to di tur­ba­ti­va d’a­sta pro­prio in meri­to all’ac­qui­sto del­lo spa­zio in San­ta Cate­ri­na oltre ad un immo­bi­le in piaz­za San­to Ste­fa­no. Ci han­no det­to che ha in men­te da un po’ il pro­get­to di tra­sfor­ma­re que­sto sta­bi­le in dei loft.

Isa­bel­la: Quan­do sia­mo entra­ti qui non c’e­ra nem­me­no tet­to. Era solo un cumu­lo di mace­rie. La crip­ta che è diven­ta­ta luo­go di jam ses­sion e sera­te e che è una crip­ta del ter­zo seco­lo dopo Cri­sto, l’ab­bia­mo sco­per­ta noi e nes­su­no se ne è cura­to. Ades­so stan­no lavo­ran­do, non sap­pia­mo cosa stia­no facendo.

Lume serata

(La sera­ta. Foto di Ales­san­dra Busacca)

Ave­te mai avu­to modo di incon­trar­lo o rap­por­tar­vi con lui?

No, mai.

Ora che ne sarà di LUMe?

LUMe è stato concretamente un luogo di cultura e aggregazione. È fatto di persone e per questo non morirà con uno sgombero.

Abbia­mo già in calen­da­rio per il pri­mo di set­tem­bre un Asse­dio Cul­tu­ra­le a Palaz­zo Mari­no. Tro­vo ver­go­gno­so che il comu­ne non si sia anco­ra espres­so in meri­to alla que­stio­ne, in quan­to orga­no poli­ti­co di gestio­ne del­la cit­tà. Temo che se si deci­de a par­la­re, lo farà rimar­can­do l’im­pos­si­bi­li­tà del comu­ne nel­l’im­pe­di­re lo sgom­be­ro. Tut­to vero, ma già lo sape­va­mo. Noi vor­rem­mo sape­re cosa ne pen­sa il comu­ne non tan­to degli sgom­be­ri che sono di com­pe­ten­za del que­sto­re, ma pro­prio degli spa­zi socia­li e di pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le indi­pen­den­ti e dal bas­so, del loro impat­to sul­la città.

Ave­te mai pen­sa­to di par­te­ci­pa­re ad un ban­do per ave­re in gestio­ne uno spa­zio vostro?

Gesti­re uno spa­zio vin­to tra­mi­te ban­do tra­dir­reb­be lo spi­ri­to che muo­ve il pro­get­to di LUMe. Sicu­ra­men­te non par­te­ci­pe­re­mo a nes­sun tipo di ban­do, né ora né mai. Non abbia­mo nem­me­no i sol­di che ser­vi­reb­be­ro per rimet­te­re a posto e a nor­ma, un ipo­te­ti­co spa­zio rego­lar­men­te vin­to, visto che soli­ta­men­te non ven­go­no con­se­gna­ti “pron­ti all’uso”.E anche ad aver­li que­sti sol­di, non voglia­mo snaturarci.

O occu­pa­zio­ne o nul­la, insomma.

Non si trat­ta di occu­pa­re, ma voglia­mo la gover­nan­ce del­lo spa­zio sia deci­sa da noi sen­za inge­ren­ze ester­ne. L’asilo Filan­gie­ri a Napo­li ha avu­to un rico­no­sci­men­to comu­na­le e ora lo spa­zio gli è asse­gna­to, sen­za che però que­sto com­por­ti la per­di­ta di digni­tà di autogestirsi.

A Mila­no non sie­te soli.

No, cer­ta­men­te. I com­pa­gni di Macao, che ci han­no dimo­stra­to imme­dia­ta soli­da­rie­tà insie­me a tan­ti altri, han­no intra­pre­so uno stu­dio sul­le diver­se moda­li­tà lega­li per costi­tuir­si, in que­sti mesi discu­te­re­mo e ci con­fron­te­re­mo con loro. Se sare­mo costret­ti ad occu­pa­re sarà spia­ce­vo­le, per­ché signi­fi­ca che il comu­ne si rifiu­ta di par­la­re con noi. Mila­no ha biso­gno di LUMe.

Attri­bui­te una valen­za poli­ti­ca a que­sto atto?

Asso­lu­ta­men­te. Duran­te que­sti due anni sia­mo diven­ta­ti for­ti e non ne abbia­mo sba­glia­ta una. Non sia­mo solo noi sot­to attac­co. Evi­den­te­men­te dia­mo fastidio.

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Susanna Causarano
Osser­vo ma non sono sem­pre cer­ta di quel­lo che vedo e ten­to inva­no di ammaz­za­re il tem­po. Ma quel­lo resta dov’è.
Giulia Gelmetti

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