Blade runner 2049: le ultime news

Se sie­te fana­ti­ci del­la fan­ta­scien­za non dimen­ti­che­re­te il 2017: il pros­si­mo epi­so­dio VIII di Star Wars, che usci­rà a dicem­bre, chiu­de­rà infat­ti in bel­lez­za un anno di pro­po­ste cine­ma­to­gra­fi­che di asso­lu­ta qua­li­tà e reboot sto­ri­ci che, ama­ti o odia­ti, han­no pro­se­gui­to diver­si brand fan­ta­scien­ti­fi­ci. È il caso di Alien Cove­nant e del Pia­ne­ta del­le scim­mie, ma anche l’in­no­va­ti­vo Life, o l’ap­prez­za­tis­si­mo (da pub­bli­co e cri­ti­ca) Guar­dia­ni del­la Galas­sia, una ven­ta­ta d’a­ria fre­sca nel­l’u­ni­ver­so cine­ma­to­gra­fi­co recen­te tar­ga­to Marvel.

Ma tra i sequel più impor­tan­ti di quest’anno è sicu­ra­men­te il nuo­vo film di Vil­le­neu­ve ad esse­re il più cari­co di aspet­ta­ti­ve: Bla­de Run­ner 2049, che usci­rà nel­le sale ita­lia­ne il 5 otto­bre, in anti­ci­po rispet­to a quel­le ame­ri­ca­ne, ripor­ta infat­ti sul­lo scher­mo i per­so­nag­gi nati dal­la pen­na di Phi­lip K. Dick, a loro vol­ta tra­spo­sti su pel­li­co­la per la pri­ma vol­ta da Rid­ley Scott nel 1982. Un film dive­nu­to cult e uni­ver­sal­men­te rico­no­sciu­to come pie­tra milia­re del cine­ma moder­no, oltre che un pun­to di rife­ri­men­to per tut­ti gli aman­ti del­la fan­ta­scien­za. Que­sto per­ché l’atmosfera futu­ri­sti­ca e in gene­ra­le la rap­pre­sen­ta­zio­ne visio­na­ria di quel mon­do han­no sapu­to cat­tu­ra­re e impres­sio­na­re gli spet­ta­to­ri in una manie­ra inde­le­bi­le. Chi ha apprez­za­to il pri­mo e riu­sci­tis­si­mo film si è per­ciò chie­sto, dopo i pri­mi rumors su un sequel, che biso­gno ci fos­se di con­ti­nua­re la sto­ria di Dec­kard, il cac­cia­to­re di repli­can­ti, inter­pre­ta­to anco­ra oggi come nell’originale da Har­ri­son Ford. E le per­ples­si­tà, det­ta­te dal­la moder­na ten­den­za a rie­su­ma­re vec­chie saghe per esi­gen­ze più eco­no­mi­che che arti­sti­che, non si sono fat­te attendere.

Il trai­ler però, rila­scia­to i pri­mi gior­ni di mag­gio, mostra come pro­ta­go­ni­sta anche uno degli atto­ri del momen­to, non­ché uno di quel­li che ha dato pro­va del­la sua gran­de ver­sa­ti­li­tà: Ryan Gosling è infat­ti l’agente K, per­so­nag­gio ine­di­to nell’universo imma­gi­na­to da Dick. Oltre a lui, sono sta­ti inse­ri­ti nel cast Dave Bau­ti­staJared Leto, che inter­pre­ta­no ruo­li intro­dot­ti da due cor­to­me­trag­gi, rispet­ti­va­men­te 2048: Nowhe­re to run — Sen­za via di fuga, incen­tra­to sull’ex wre­stler, e Bla­de Run­ner 2036: Le ori­gi­ni del Nexus che pre­sen­ta Nean­der Wal­la­ce, il per­so­nag­gio di Leto. Entram­bi i cor­ti sono sta­ti diret­ti da Luke Scott (il figlio di Rid­ley) e oltre a spie­ga­re, par­zial­men­te, le ori­gi­ni dei nuo­vi per­so­nag­gi mostre­ran­no come la raz­za uma­na e quel­la dei repli­can­ti si sono evo­lu­te nel las­so di tem­po che sepa­ra le due pel­li­co­le, muta­men­ti meglio descrit­ti però nel ter­zo e ulti­mo cor­to­me­trag­gio dedi­ca­to Bla­de Run­ner: Black out 2022, diret­to inve­ce in sti­le man­ga da Shi­ni­chi­ro Watanabe. 

Queste informazioni non hanno tuttavia dissipato tutti i dubbi dei fan, per via della scarsa quantità di notizie in circolazione sul nuovo film, almeno fino a ieri. 

Il 19 set­tem­bre, infat­ti, Vil­le­neu­ve ha mostra­to a Roma ven­ti minu­ti del­la sua ulti­ma pel­li­co­la e ha suc­ces­si­va­men­te rila­scia­to in esclu­si­va del­le pri­me, atte­sis­si­me dichiarazioni.
«Tono melan­co­ni­co, mol­to fumo e sen­ti­men­ti pro­fon­di e una colon­na sono­ra che si avva­le degli stes­si stru­men­ti di Van­ge­lis», ha det­to il regi­sta cana­de­se, il qua­le ha aggiun­to che la visio­ne di Bla­de Run­ner, quan­do ave­va 15 anni, lo ha ispi­ra­to per la car­rie­ra da regi­sta; nel foo­ta­ge pro­iet­ta­to nel­la capi­ta­le si sono visti inol­tre piog­gia, pol­ve­re, un mon­do anco­ra più deca­den­te per via di un disa­stro ambien­ta­le e una nuo­va gene­ra­zio­ne di repli­can­ti, ossia gli esse­re sin­te­ti­ci al cen­tro del­la vicen­da nar­ra­ta nel­la pel­li­co­la ori­gi­na­le, defi­ni­ta da Rid­ley Scott “il suo qua­dro mai ter­mi­na­to”. Anco­ra ades­so le infor­ma­zio­ni non sono mol­te e anche dal trai­ler è, ovvia­men­te, impos­si­bi­le evin­ce­re la tra­ma del film. Dal­la scor­sa not­te roma­na non è sta­to pos­si­bi­le trar­re mol­ti ele­men­ti in più ma ciò che è sta­to reso pub­bli­co rive­la che il mon­do (per come si era cono­sciu­to dal libro di Dick e dal film di Scott) si è evo­lu­to e ha subi­to le disa­stro­se con­se­guen­ze di un cam­bia­men­to cli­ma­ti­co che con­ti­nua a minac­cia­re il gene­re uma­no, che si pro­teg­ge a sten­to dal­l’in­nal­za­men­to degli ocea­ni con la costru­zio­ne di dighe. Appa­ren­te­men­te, però, non sono solo cau­se natu­ra­li a minac­cia­re la raz­za uma­na: l’agente K dovrà con­fron­tar­si con l’ex cac­cia­to­re di repli­can­ti Dec­kard per risol­ve­re un caso che potreb­be scon­vol­ge­re il deli­ca­to equi­li­brio degli ulti­mi anni, all’e­mer­ge­re del­le veri­tà piut­to­sto sco­mo­de e controverse.

Sicu­ra­men­te il lega­me con l’opera ori­gi­na­le di Dick si fa sem­pre più fle­bi­le, non sol­tan­to per la vicen­da nar­ra­ta (che nel pri­mo film si con­clu­de, tut­to som­ma­to, con qual­che lie­ve dif­fe­ren­za), ma anche per l’am­bien­ta­zio­ne che subi­sce una pro­gres­si­ca e disto­pi­ca evo­lu­zio­ne di quel­la ini­zia­le. Ciò che non vuo­le esse­re cam­bia­to è sicu­ra­men­te lo sti­le “impo­sto” da Rid­ley Scott (che, non a caso, si è assi­cu­ra­to di segui­re pas­so pas­so lo svi­lup­po del sequel come pro­dut­to­re ese­cu­ti­vo). E Vil­le­neu­ve si pre­sen­ta come un can­di­da­to adat­to per segui­re le linee gui­da del mae­stro: pochi film ma buo­ni, tra i qua­li spic­ca Arri­val, che dimo­stra di come il regi­sta cana­de­se, vici­no alla cin­quan­ti­na, sia del tut­to capa­ce di diri­ge­re un film di fan­ta­scien­za. La coo­pe­ra­zio­ne tra i due regi­sti e la pre­sen­za di un diret­to­re del­la foto­gra­fia come Roger Dea­kins, che per undi­ci vol­te ha sfio­ra­to la sta­tuet­ta degli Oscar e che gode del­la pro­te­zio­ne dei miglio­ri regi­sti di Hol­ly­wood, dovreb­be­ro basta­re per ras­si­cu­ra­re i fan e apri­re la stra­da a nuo­ve pos­si­bi­li rispo­ste alla doman­da: sia­mo uomi­ni o repli­can­ti?.

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Francesco Porta
Amo il cine­ma, lo sport e rac­con­ta­re sto­rie: non si è mai trop­po vec­chi per ascol­tar­ne una.

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