22 ottobre: un referendum a doppio taglio

Come annun­cia­no sva­ria­ti car­tel­lo­ni pub­bli­ci­ta­ri, il 22 otto­bre si svol­ge­rà il refe­ren­dum per l’autonomia. Le regio­ni pro­ta­go­ni­ste di que­sto appun­ta­men­to poli­ti­co sono la Lom­bar­dia e il Vene­to. L’evento risul­ta pri­vo di con­se­guen­ze giu­ri­di­che: ha, cioè, un valo­re esclu­si­va­men­te con­sul­ti­vo ma cari­co di significati.

Innanzitutto bisogna sottolineare che si svolge nel pieno rispetto dell’unità nazionale e della costituzione.

È lon­ta­no anni luce da ciò che è avve­nu­to in Cata­lo­gna. Il suo obiet­ti­vo pri­ma­rio non è asso­lu­ta­men­te quel­lo di rag­giun­ge­re l’indipendenza, ma di otte­ne­re una legit­ti­ma­zio­ne popo­la­re qua­le base da cui par­ti­re per avan­za­re richie­ste di mag­gio­re auto­no­mia al gover­no ita­lia­no. Que­sto pro­ce­di­men­to tro­va la sua fon­te giu­ri­di­ca nel­lo sta­tu­to del­la regio­ne Lom­bar­dia, spe­ci­fi­ca­ta­men­te all’art. 52, dove vie­ne indi­ca­to che «il Con­si­glio regio­na­le può deli­be­ra­re l’in­di­zio­ne di refe­ren­dum con­sul­ti­vi su que­stio­ni di inte­res­se regio­na­le», sta­tu­to appro­va­to dal­la leg­ge sta­tu­ta­ria regio­na­le n.1 del 30/08/2008.

Si giun­ge così all’utilizzo dell’art. 116 del­la Costi­tu­zio­ne, nel qua­le vie­ne affer­ma­to che le regio­ni pos­so­no otte­ne­re ulte­rio­ri for­me e con­di­zio­ni di auto­no­mia per mez­zo di una leg­ge che deve esse­re appro­va­ta dal­le came­re a mag­gio­ran­za asso­lu­ta dei com­po­nen­ti. La moti­va­zio­ne di que­sto atto poli­ti­co sta, quin­di, nell’ottenimento di una mag­gio­ran­za parlamentare.

Le prin­ci­pa­li richie­ste riguar­da­no una mag­gio­re auto­no­mia fisca­le, com­pe­ten­ze in mate­ria di sicu­rez­za e di immi­gra­zio­ne e la pos­si­bi­li­tà per il pre­si­den­te del­la regio­ne di par­te­ci­pa­re con dirit­to di voto a tut­ti i con­si­gli dei mini­stri in cui si trat­ta­no argo­men­ti atti­nen­ti alla pro­pria regio­ne. Ciò è esat­ta­men­te quel­lo che è pre­vi­sto dal­lo sta­tu­to del­la regio­ne Sici­lia all’art. 21 dove vie­ne espres­sa­men­te affer­ma­to che il pre­si­den­te del­la regio­ne «col ran­go di Mini­stro par­te­ci­pa al Con­si­glio dei Mini­stri, con voto deli­be­ra­ti­vo nel­le mate­rie che inte­res­sa­no la Regione.»

Maro­ni, però, non ha solo in men­te di rima­ne­re nei con­fi­ni dell’ordinamento attua­le, non ha sol­tan­to inten­zio­ne di muo­ver­si all’interno di un regio­na­li­smo dif­fe­ren­zia­to, vuo­le anda­re oltre. Vuo­le rea­liz­za­re il pro­get­to del­la Lega: ren­de­re l’Italia uno sta­to fede­ra­le. Que­sto è quel­lo che ha espres­so anche il lea­der del car­roc­cio Mat­teo Sal­vi­ni quan­do in un’intervista del Sole 24 ore ha affer­ma­to: «nel nostro Dna ci sono auto­no­mia e fede­ra­li­smo. Chiun­que si voglia allea­re con noi sa che l’Italia sta insie­me se rico­no­sce le sue diversità.»

Al di là degli inte­res­si sin­go­li del­la Lega è inne­ga­bi­le la neces­si­tà di for­ni­re un chia­ri­men­to sul man­te­ni­men­to di una net­ta dif­fe­ren­zia­zio­ne tra regio­ni a sta­tu­to spe­cia­le e non. Ciò che biso­gna chie­der­si è se sia giu­sto pro­muo­ve­re scel­te più auto­no­mi­ste e supe­ra­re la gene­ra­le logi­ca assi­sten­zia­li­sta che carat­te­riz­za situa­zio­ni qua­le quel­la sici­lia­na. Soprat­tut­to: pro­po­ste di que­sto gene­re mine­reb­be­ro effet­ti­va­men­te la soli­di­tà del­la nazio­ne italiana?

Le doman­de susci­ta­te da que­sto refe­ren­dum non sono poche. Ovvia­men­te tut­to dipen­de­rà dall’esito del­la con­sul­ta­zio­ne, con­si­de­ran­do anche che, riguar­do la Lom­bar­dia, non è nem­me­no neces­sa­ria una par­te­ci­pa­zio­ne mini­ma per con­fe­ri­re effet­ti­vi­tà al risul­ta­to. Ciò che, infi­ne, risul­te­rà inte­res­san­te è la rea­le influen­za che avrà nel­le rela­zio­ni poli­ti­che fra i vari par­ti­ti,  in vista del­le pros­si­me ele­zio­ni, e se dav­ve­ro potrà influen­za­re l’assetto isti­tu­zio­na­le del­lo sta­to italiano.

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Federico Sarchiapone
Stu­den­te di giu­ri­spru­den­za, appas­sio­na­to di poli­ti­ca e del­le sue riper­cus­sio­ni sul dirit­to. Amo l’i­ta­lia­ni­tà ma cer­co di ave­re una visio­ne cosmopolita.

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