Fortunatamente in Italia esiste il Movimento 5 Stelle?

Mat­tia Albano

“For­tu­na­ta­men­te in Italia esi­ste il Movi­men­to 5 Stel­le. Altri­men­ti, la cri­si di siste­ma, avreb­be pre­so, con ogni pro­ba­bi­li­tà, uno sboc­co a destra”. Fra­si di que­sta natu­ra si sen­to­no spes­so pro­nun­cia­re non solo, com’è natu­ra­le che sia, da sem­pli­ci opi­nio­ni­sti, ma anche da par­te di intel­let­tua­li di una cer­ta leva­tu­ra. Quan­to c’è di vero in que­ste ester­na­zio­ni? Il Movi­men­to di Gril­lo, dav­ve­ro rap­pre­sen­ta un argi­ne ai popu­li­smi? O for­se può esse­re anch’es­so let­to, al pari di altre for­ma­zio­ni poli­ti­che euro­pee, come un feno­me­no gene­ra­to­re ed ali­men­ta­to­re del popu­li­smo? La rispo­sta a que­sti inter­ro­ga­ti­vi, natu­ral­men­te, è tut­to fuor­ché faci­le. Anche per­ché, il par­ti­to pen­ta­stel­la­to, a dif­fe­ren­za di tan­te altre for­ma­zio­ni di estre­ma destra emer­gen­ti nel Vec­chio Con­ti­nen­te, non ha né una sto­ria, né una tra­di­zio­ne poli­ti­ca con­so­li­da­ta alle spal­le. Appa­re del tut­to evi­den­te quin­di, che una sua pie­na com­pren­sio­ne poli­to­lo­gi­ca, risul­ti esse­re alquan­to com­ples­sa. Tut­ta­via è comun­que pos­si­bi­le, attra­ver­so un’a­na­li­si com­pa­ra­ti­va in ter­mi­ni di analogie/differenze, azzar­da­re del­le ipo­te­si sul­l’ef­fet­ti­va natu­ra e carat­te­riz­za­zione “ideo­lo­gi­ca” del movimento.

Par­ten­do dal­le dif­fe­ren­ze, non si pos­so­no chiu­de­re gli occhi di fron­te a due trat­ti carat­te­ri­sti­ci del movi­men­to, che sem­bra­no por­lo in net­ta alter­na­ti­va rispet­to alle for­ze poli­ti­che nazio­na­li­ste tra­di­zio­na­li. Il pri­mo riguar­da l’am­bien­te: dal­le bat­ta­glie con­tro i ter­mo­va­lo­riz­za­to­ri, alla con­tra­rie­tà rispet­to all’e­ner­gia nuclea­re, i “gril­li­ni infat­ti han­no dimostrato e dimo­stra­no, una sensi­bi­li­tà ambien­ta­le ed un approc­cio impron­ta­to alla soste­ni­bi­li­tà, lon­ta­no anni luce dal­le pro­po­ste retro­gra­de dei vari Trump, Le Pen, ecc. La secon­da dif­fe­ren­za rispet­to alle for­ze di estre­ma destra, riguar­da inve­ce l’atten­zio­ne per le nuo­ve for­me di demo­cra­zia deli­be­ra­ti­va, che vedo­no nel­la cit­ta­di­nan­za, un sog­get­to sem­pre più par­te­ci­pe ed atti­vo. Non solo, ma anche igno­ran­do que­sti due trat­ti distin­ti­vi del movi­men­to e con­si­de­ran­do sem­pli­ce­men­te la com­po­si­zio­ne del suo elet­to­ra­to, si nota incre­di­bil­men­te che appe­na 1 elet­to­re su 5 si dichia­ra di cen­tro­de­stra (fon­te: Atlan­te poli­ti­co Demos & Pi, otto­bre 2016 ‑base: 1213 casi-). Que­sto dato, che ad un pri­mo sguar­do può appa­ri­re come una costan­te di tut­ti i par­ti­ti xeno­fo­bi, rap­pre­sen­ta in real­tà una pecu­lia­ri­tà del parti­to pen­ta­stel­la­to. Per­ché, se da un lato è vero che i par­ti­ti nazio­nal­so­cia­li­sti, lad­do­ve sono diven­ta­ti ege­mo­ni, han­no allar­ga­to la loro base tra­di­zionale di con­sen­so anche ad un pez­zo del­l’e­let­to­ra­to di sini­stra, è altret­tan­to vero che una per­cen­tua­le così bas­sa di elet­to­ri di destra in que­sti par­ti­ti, dif­fi­cil­men­te si è mai vista. 

Ma accanto alle diversità appena evidenziate, vi sono anche delle forti analogie tra il partito di Grillo e le nuove formazioni estremiste di destra della Vecchia Europa, che difficilmente possono essere sottaciute. 

In pri­mis, una pesan­te reto­ri­ca dele­git­ti­man­te nei con­fron­ti del Par­la­men­to e, più in gene­ra­le, del­la demo­cra­zia rap­pre­sen­ta­ti­va in quan­to tale. Poi­ché, se da un lato la richie­sta di una demo­cra­zia più vici­na e tan­gi­bi­le alla cit­ta­di­nan­za, può esse­re con­si­de­ra­ta come una pecu­lia­ri­tà posi­tiva del movi­men­to, dal­l’al­tro, è dove­ro­so evi­den­zia­re come que­sta richie­sta, si accom­pa­gni spes­so ad un discor­so pub­bli­co di attacco costan­te ai cor­pi inter­me­di. Cor­pi inter­me­di che, ovvia­men­te, costi­tui­sco­no il ner­bo por­tan­te di un effi­ca­ce ed effi­cien­te siste­ma demo­cra­ti­co. Emble­ma­ti­che, da questo pun­to di vista, la recen­te pro­po­sta fasci­stoi­de di can­cel­la­zio­ne del ruo­lo di media­zio­ne sin­da­ca­le nei luo­ghi di pro­du­zio­ne, da un lato, e la costan­te ripro­po­si­zio­ne dai ver­ti­ci del movi­men­to del­la dico­to­mia buoni/cattivi (in cui i buo­ni sareb­be­ro gli ade­ren­ti alle tesi dei 5 stel­le, men­tre i cat­ti­vi tut­ti gli altri), dal­l’al­tro. Infi­ne, e que­sta è l’af­fi­ni­tà più inquie­tan­te tra il parti­to di Gril­lo e le for­ma­zio­ni poli­ti­che del­le varie Le Pen, Trump, Fara­ge, la for­te tra­sver­sa­li­tà del­l’of­fer­ta poli­ti­ca, uni­ta ad un per­cor­so di evo­lu­zio­ne che, sul ter­re­no pro­gram­ma­ti­co, può esse­re para­go­na­to a quel­lo dei nazio­nal­so­cia­li­smi del­la pri­ma metà del Nove­cen­to. Il movi­men­to 5 stel­le infat­ti, che si è affac­cia­to sul­la sce­na poli­ti­ca con un pro­gram­ma con­te­nen­te sia pro­po­ste socia­li­ste che nazio­na­li­ste, ha len­ta­men­te ma pro­gres­si­va­men­te, pro­prio come i nazio­na­li­smi del­l’i­ni­zio del seco­lo scor­so, abban­donato la com­po­nen­te socia­li­sta e mantenu­to quel­la più nazio­na­li­sta, diven­tan­do sem­pre più con­cilian­te con gli inte­res­si del­l’establish­ment. Basti pen­sa­re alle recen­ti gira­vol­te sul­l’eu­ro e sull’immigrazione.

Appurate le affinità e i tratti distintivi, rimane inevasa la questione di fondo posta all’inizio.

E cioè, il Movi­men­to 5 Stel­le rap­pre­sen­ta un argi­ne ai popu­li­smi oppu­re può esse­re anch’es­so let­to come un feno­me­no gene­ra­to­re ed ali­men­ta­to­re del popu­li­smo? Metten­do sul piat­to le due ipo­te­si, l’a­go del­la bilan­cia, pro­pen­de tri­ste­men­te per la secon­da opzio­ne. Infat­ti, men­tre le dif­fe­ren­ze che lo con­trad­di­stin­guo­no dal­le for­ze rea­zio­na­rie, attengo­no a que­stio­ni di super­fi­cie, gli ele­men­ti in comu­ne, han­no inve­ce a che fare con que­stio­ni più di fondo, ine­ren­ti alla con­ce­zio­ne del­la demo­cra­zia e all’i­dea stes­sa del­lo Sta­to di dirit­to. Non solo, ma a dif­fe­ren­za dei par­ti­ti nazio­na­li­sti sto­ri­ci, il Movi­men­to 5 Stel­le, non aven­do un pas­sa­to oscu­ro di cui dover ren­de­re con­to, non si è mai, nem­me­no par­zial­men­te, posto il pro­ble­ma di costi­tu­zio­na­liz­zar­si. Per cer­ti aspet­ti dun­que, può esse­re con­si­de­ra­to per­si­no un peri­co­lo demo­cra­ti­co mag­gio­re di for­ze come la Lega, Fra­tel­li d’I­ta­lia, e così via. Ovvia­men­te, il con­te­sto euro­peo attua­le, per quan­to gra­ve, non è para­go­na­bi­le a quel­lo degli anni tren­ta del ven­te­si­mo seco­lo. Poi­ché, se da un lato vi è, come allo­ra, una pro­le­ta­riz­za­zio­ne di mas­sa, d’al­tra par­te è anche vero che, il cli­ma da guer­ra civi­le di que­gli anni, oggi for­tu­na­ta­men­te non c’è. Tut­ta­via, in for­me meno inten­se e più sub­do­le, il rischio di una svol­ta auto­ri­ta­ria esi­ste. E chis­sà che, un doma­ni, non sia pro­prio il movi­men­to 5 stel­le, tan­to sot­to­va­lu­ta­to e con­si­de­ra­to inno­cuo, a far­se­ne inter­pre­te.

Con­di­vi­di:
Redazione on FacebookRedazione on InstagramRedazione on TwitterRedazione on Youtube
Redazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.