Harakiri Città Studi. L’abbandono del quartiere che saluta la Statale

Acque anco­ra agi­ta­te in casa Sta­ta­le. Dopo l’odissea venu­ta a crear­si riguar­do il nume­ro chiu­so nel­le facol­tà uma­ni­sti­che, risol­ta con la deci­sio­ne del Tar del Lazio di annul­la­re lo sbar­ra­men­to, una nuo­va deci­sio­ne ha sca­te­na­to il dis­sen­so di mol­ti, non solo stu­den­ti. Si sta par­lan­do del tra­sfe­ri­men­to dell’intero polo scien­ti­fi­co del­la Sta­ta­le di Mila­no, che com­por­te­rà l’abbandono del­la con­sue­ta sede di Cit­tà Stu­di, dell’Istituto neu­ro­lo­gi­co Car­lo Besta e dell’Istituto Nazio­na­le dei Tumori.
I due Isti­tu­ti sopra­ci­ta­ti ver­ran­no col­lo­ca­ti a Sesto San Gio­van­ni entro il 2020, la facol­tà di vete­ri­na­ria a Lodi, men­tre le facol­tà di agra­ria, bio­lo­gia, chi­mi­ca, far­ma­cia, infor­ma­ti­ca, mate­ma­ti­ca e scien­ze del­la ter­ra tro­ve­ran­no sede a Rho, più pre­ci­sa­men­te nell’area di Expo, tut­to entro il 2021.

Par­ti­co­lar­men­te acce­sa la rispo­sta dei resi­den­ti, rap­pre­sen­ta­ti dal «Grup­po di Cit­ta­di­nan­za Atti­va» e dal Comi­ta­to Fai «Che ne sarà di Cit­tà Stu­di?», che non si è fat­ta atten­de­re, accom­pa­gna­ta da una fiac­co­la­ta di pro­te­sta il 7 novembre.

Come ripor­ta­to da “La Stam­pa”: «Il tra­sfe­ri­men­to dell’università potreb­be asse­sta­re un col­po mol­to gra­ve, se non fata­le, all’intera area, cau­sa­to dal venir meno del­la vita­li­tà socia­le e cul­tu­ra­le e dell’indotto eco­no­mi­co che l’università, gli ospe­da­li e la cor­re­la­te pre­sen­ze garan­ti­sco­no da mol­ti decen­ni a tut­ta la zona.»

Non a caso, la zona 3 della metropoli meneghina è una delle sedi preferite dagli studenti universitari.

Inter­na al polo scien­ti­fi­co del­la Sta­ta­le, servi­ta dal­la linea 2 del­la metro­po­li­ta­na, da nume­ro­sis­si­mi tram e auto­bus, non­ché dal­la fer­ro­via con sca­lo Lam­bra­te, essa è un cro­ce­via di stu­den­ti pro­ve­nien­ti da tut­ta la cit­tà e dal­la regione.

Copio­ne simi­le per quan­to riguar­da le resi­den­ze: accan­to ai col­le­gi, come il Cam­plus Col­le­ge Lambra­te o il Cam­plus Cit­tà Stu­di, e agli appar­ta­men­ti affit­ta­ti da pri­va­ti, spic­ca l’operato del­la stes­sa Sta­ta­le di Mila­no, che met­te a dispo­si­zio­ne 8 tra sot­to­tet­ti, appar­ta­men­ti e resi­den­ze. Su que­sto ope­ra­to, la zona 3 è secon­da solo alla zona 4, che ne con­ta 11.

La pre­oc­cu­pa­zio­ne che per­mea i resi­den­ti è data, quin­di, da un tra­sfe­ri­men­to in mas­sa degli stu­den­ti, alla ricer­ca di resi­den­ze più vici­ne al futu­ro polo col­lo­ca­to ad ove­st. Tra­sfe­ri­men­to che com­por­te­reb­be un pro­gres­si­vo degra­da­men­to di una zona già di per sé pro­ble­ma­ti­ca, dove lo spaccio, la pre­sen­za di pro­sti­tu­te, e il bivac­co da par­te di clo­chard e tos­si­co­di­pen­den­ti non pas­sa cer­to inos­ser­va­to, con par­ti­co­la­re atten­zio­ne a Piaz­za Bot­ti­ni, dov’è col­lo­ca­ta la fer­ro­via di Lam­bra­te, soven­te tea­tro di aggres­sio­ni, rapi­ne, ris­se e spaccio.

Un allon­ta­na­men­to di miglia­ia di stu­den­ti non com­por­te­reb­be alcun bene­fi­cio alla zonaIl bru­sco calo del­la movi­da, tra l’altro, non esclu­de­reb­be riper­cus­sio­ni ver­so com­mer­cian­ti o gesto­ri di loca­li del­la zona, come bar o ristoranti.

I con­si­glie­ri del Movi­men­to 5 Stelle di Mila­no rin­ca­ra­no la dose, affer­man­do che “il tra­sfe­ri­men­to impli­che­reb­be l’im­po­ve­ri­men­to di un quar­tie­re, che si vedreb­be così pri­va­to del suo cuo­re pul­san­te. Cit­tà Stu­di nasce intor­no all’U­ni­ver­si­tà e da sem­pre la sua cre­sci­ta e vita quo­ti­dia­na si sono svi­lup­pa­te in manie­ra indis­so­lu­bi­le intor­no a que­sto rap­por­to. Spez­za­re que­sto lega­me signifi­ca far mori­re il quartiere”. 

Diamanti in questo fango, fortunatamente, ci sono.

Fer­ruc­cio Resta, ret­to­re del Poli­tec­ni­co di Mila­no dal 2016, ha pre­so in mano la situa­zio­ne, con l’intenzione di amplia­re gli spa­zi del suo Isti­tu­to e di attrar­re a sé una mole sem­pre mag­gio­re di nuo­vi studenti.

In un’inter­vi­sta rila­scia­ta al “Cor­rie­re del­la Sera”, egli rac­con­ta le inten­zio­ni del Poli­tec­ni­co riguar­do alla futu­ra riqua­li­fi­ca­zio­ne di Cit­tà Stu­di, una vol­ta che la Sta­ta­le avrà leva­to le ten­de: «A bilan­cio abbia­mo già 35 milio­ni di euro per il cam­pus di archi­tet­tu­ra in via Bonar­di pro­get­ta­to da Ren­zo Pia­no. I pri­mi risul­ta­ti si vedran­no già nel 2019–2020. Vuol dire crea­re il più gran­de labo­ra­to­rio di model­li­sti­ca archi­tet­to­ni­ca ita­lia­no. Voglia­mo che l’architettura tor­ni a par­la­re al mon­do da Mila­no. Ma non è l’unico pro­get­to.
Stia­mo già pro­get­tan­do la fase 2 con la crea­zio­ne dei labo­ra­to­ri di inge­gne­ria chi­mi­ca e di inge­gne­ria dei mate­ria­li su uno spa­zio di 14 mila metri quadrati.
Abbia­mo esi­gen­ze in ter­mi­ni di aule e di spa­zi per i nostri stu­den­ti che voglio­no stan­dard in ter­mi­ni di ser­vi­zi, di spa­zi, di rela­zio­ne. Dob­bia­mo con­ti­nua­re a inve­sti­re su que­sti temi. Ma è pre­ma­tu­ro par­lar­ne per­ché a oggi la dispo­ni­bi­li­tà di spa­zio non c’è anco­ra ma c’è la volon­tà del Poli­tec­ni­co che vuo­le un’università sem­pre più pre­sen­te in Cit­tà Studi.»

L’orgoglio del Poli­tec­ni­co sem­bre­reb­be cer­ca­re di toglie­re le casta­gne dal fuo­co riguar­do la qua­si cer­ta migra­zio­ne degli stu­den­ti sta­ta­li­niMigra­zio­ne che, appun­to, dan­neg­ge­reb­be pre­va­len­te­men­te i resi­den­ti del­la zona, che ora incro­cia­no le dita, spe­ran­do che la fiam­ma della movi­da e del diver­ti­men­to in Cit­tà Studi non si affievolisca.

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Matteo Lo Presti
Cal­cio­fi­lo e meme lord, il tut­to innaf­fia­to da Poret­ti 9 lup­po­li. Amo i tatuag­gi, la filo­so­fia mora­le, la Ligu­ria e scri­ve­re. Sogno l’au­tar­chia e l’atarassia.

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