Metal e musica classica: due mondi a contatto

Loren­zo Rossi

Non si trat­ta di imma­gi­nar­si Paga­ni­ni con una Fen­der Stra­to­ca­ster o Mozart inten­to a eser­ci­tar­si coi dop­pi peda­li di una bat­te­ria, quan­to più ad ana­liz­za­re e a rico­no­sce­re le influen­ze che tali com­po­si­to­ri e altri cele­bri nomi del pas­sa­to (oltre che ai rela­ti­vi sti­li) han­no avu­to sul­la nasci­ta e diver­si­fi­ca­zio­ne di uno dei più con­tro­ver­si e dif­fu­si gene­ri musi­ca­li al mon­do, ovve­ro l’Hea­vy Metal.
Ma qua­li ele­men­ti in par­ti­co­la­re sono sta­ti rile­van­ti nel­lo svi­lup­po del gene­re? Le rispo­ste sono mol­te­pli­ci e si distri­bui­sco­no lun­go cinquant’anni di sto­ria del­la musica.

I Deep Pur­ple furo­no i pri­mi ad intro­dur­re aspet­ti clas­si­ci in un metal anco­ra in fase embrio­na­le, che vede­va qua­si inte­ra­men­te le pro­prie radi­ci nel blues rock. Da ricor­da­re, infat­ti, è Con­cer­to For Group & Orche­stra (1969), la pri­ma ope­ra musi­ca­le in cui si pos­so­no sen­ti­re stru­men­ti musi­ca­li appar­te­nen­ti ai due diver­si gene­ri alter­nar­si e mesco­lar­si. Il con­cer­to fu un suc­ces­so, tan­to che spin­se i futu­ri arti­sti a ricer­ca­re e spe­ri­men­ta­re, nel­le pro­prie com­po­si­zio­ni, sti­li del pas­sa­to. Lo stes­so Rit­chie Black­mo­re, chi­tar­ri­sta dei Deep Pur­ple, dis­se che “la musi­ca clas­si­ca è una cura per l’anima”.

Il diffondersi e l’interesse per queste sperimentazioni fu determinante per la nascita di un sottogenere che più di tutti rappresenta il punto d’incontro fra i due mondi: il Neoclassical Metal.

È in esso che pos­sia­mo vede­re, da un pun­to di vista pura­men­te tec­ni­co, le più gran­di influen­ze degli sti­li di Bach, Mozart, Hän­del e ulte­rio­ri figu­re d’eccellenza, insie­me ad ele­men­ti musi­ca­li del Baroc­co e del Roman­ti­ci­smo. Nel­le com­po­si­zio­ni neo­clas­si­che si pos­so­no quin­di tro­va­re nume­ro­se ripre­se di sca­le pen­ta­to­ni­che, armo­ni­che e mino­ri, insie­me a cam­bi di tona­li­tà ina­spet­ta­ti e altri vir­tuo­si­smi. Le capa­ci­tà dei musi­ci­sti (in par­ti­co­la­re dei chi­tar­ri­sti) veni­va­no mes­se dura­men­te alla pro­va di fron­te a que­sto ampio pano­ra­ma di scel­te tecniche.

Il per­so­nag­gio più influen­te di tut­to il sot­to­ge­ne­re fu cer­ta­men­te Yng­wie Mälm­steen, chi­tar­ri­sta estre­ma­men­te talen­tuo­so e noto per i suoi con­cer­ti in cui era accom­pa­gna­to nei suoi pez­zi da un’or­che­stra. L’i­spi­ra­zio­ne di Mälm­steen veni­va prin­ci­pal­men­te dal­le ope­re di Paga­ni­ni. La deri­va­zio­ne clas­si­ca del­le com­po­si­zio­ni del chi­tar­ri­sta si pos­so­no nota­re in alcu­ni del­le sue pro­du­zio­ni più cele­bri, qua­li Capric­ci di Dia­blo, Toc­ca­taArpeg­gios from Hell.

Gli anni ottan­ta furo­no il perio­do d’o­ro del Neo­clas­si­cal Metal e in par­te gra­zie ad esso fu pos­si­bi­le lo svi­lup­po del­lo “Shred”, uno sti­le lega­to alla chi­tar­ra che pre­ve­de­va mol­ta velo­ci­tà e pre­ci­sio­ne nel­le melo­die che si anda­va­no a suo­na­re. Ne fan­no par­te, per esem­pio, le tec­ni­che del­lo Sweep Pic­king e del Tap­ping, quest’ultimo reso cele­bre da Van Halen.

Un gran nume­ro di grup­pi musi­ca­li, in segui­to, pur non appar­te­nen­do stret­ta­men­te al sot­to­ge­ne­re, ven­ne­ro influen­za­ti dagli sti­li pre­sen­ti in esso o da quel­li clas­si­ci, come i Sym­pho­ny X, il cui pri­mo chi­tar­ri­sta, Michael Romeo, ini­ziò a intro­dur­re nel­la sua pro­du­zio­ne la sca­la esa­to­na­le idea­ta da Bach.
Altre men­zio­ni van­no ai Trans-Sibe­rian Orche­stra, a Her­man Li, chi­tar­ri­sta dei Dra­gon­for­ce, e ai Rain­bow, un’al­tra band fon­da­ta da Rit­chie Black­mo­re. In Ita­lia gli ele­men­ti neo­clas­si­ci ven­ne­ro inve­ce ripre­si dai Rhap­so­dy of Fire, lega­ti al power metal e dai Fle­sh­god Apo­ca­lyp­se, che opta­ro­no il sym­pho­nic death metal.

Oggigiorno purtroppo il Neoclassical Metal non è più così popolare come un tempo ed è ben lontano dai fasti del suo periodo più glorioso.

Tut­ta­via le influen­ze del­la musi­ca clas­si­ca si pos­so­no attual­men­te ritro­va­re, con un po’ più d’at­ten­zio­ne, anche nel Pro­gres­si­ve Metal, abbre­via­to dal­l’au­dien­ce diret­ta­men­te in “Prog Metal”. Si trat­ta di un sot­to­ge­ne­re che, oltre a ripren­de­re mol­ti ele­men­ti del pas­sa­to, si con­cen­tra sul­l’e­sal­ta­zio­ne del­le capa­ci­tà di ogni sin­go­lo mem­bro del­la band, e non solo del chi­tar­ri­sta, come nel Neo­clas­si­cal Metal.

Il Pro­gres­si­ve diven­ne famo­so soprat­tut­to per le per­for­man­ce di band ico­ni­che, qua­li i Dream Thea­ter, i Sym­pho­ny X (nati come grup­po neo­clas­si­co, si spo­sta­ro­no in segui­to ver­so il “Prog”) e i Pro­te­st the Hero, mostran­do tut­te, insie­me ai nume­ro­si altri arti­sti pro­gres­si­ve, l’influenza del­la tra­di­zio­ne neoclassica.
Da men­zio­ne è anche Angel Vival­di, chi­tar­ri­sta che nel­le sue pro­du­zio­ni richia­ma mol­to le sono­ri­tà di Mälmsteen.

È bene dun­que con­si­de­ra­re l’Hea­vy Metal uno dei gene­ri musi­ca­li che più ha risen­ti­to, duran­te il suo svi­lup­po e la sua rami­fi­ca­zio­ne, del­le influen­ze del­la musi­ca clas­si­ca. Ma lo si può defi­ni­re il suo degno suc­ces­so­re? Asso­lu­ta­men­te no. L’Hea­vy Metal è un mon­do a par­te. Un mon­do però, nono­stan­te tut­to, con­ta­mi­na­to da ele­men­ti pro­ve­nien­ti da altri sti­li, tra cui, quel­lo classico.

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