Addio, Spelacchio

Miche­la Contino

Il Nata­le è soli­ta­men­te un momen­to di gio­ia e feli­ci­tà in mol­tis­si­me cit­tà ita­lia­ne, le qua­li ven­go­no abbel­li­te con luci e deco­ra­zio­ni di ogni genere.
Come avve­ni­va e avvie­ne tut­to­ra nel­le nostre case, in cit­tà vie­ne addob­ba­to un albe­ro che non è esat­ta­men­te come quel­lo all’interno del­le mura dome­sti­che, ben­sì ha la carat­te­ri­sti­ca di esse­re enor­me e impo­nen­te e gene­ral­men­te è posto al cen­tro del­la cit­tà. Ormai que­sta è una tra­di­zio­ne che avvie­ne da mol­ti anni in tut­ti i cen­tri cit­tà impor­tan­ti, come Roma, Mila­no, Trie­ste e mol­te altre città.

Quest’anno nel­la nostra capi­ta­le è suc­ces­so che il pino posto in piaz­za Vene­zia, chia­ma­to dagli stes­si roma­ni con l’appellativo iro­ni­co di “Spe­lac­chio”, non sia esat­ta­men­te impo­nen­te e sem­pre­ver­de, come infat­ti indi­ca il suo soprannome.

L’abete ros­so è arri­va­to dal­la Val di Fiem­ma, val­le nel Tren­ti­no Orien­ta­le, fino a Roma sen­za radi­ci, pro­ce­du­ra che secon­do l’assessorato all’ambiente di Roma è nor­ma­le e vie­ne appli­ca­ta anche a tut­ti gli altri albe­ri di Nata­le del­le altre cit­tà ita­lia­ne. Scel­ta dovu­to al minor costo di tra­spor­to e la man­can­za di un mac­chi­na­rio, pre­sen­te sola­men­te in Ger­ma­nia, che per­met­te il tra­spor­to del­l’al­be­ro con anco­ra le sue radi­ci per poi suc­ces­si­va­men­te riportarlo.

Solitamente un pino senza radici potrebbe durare circa un mese o un mese e mezzo prima di presentare un decadimento, cosa che invece nel caso di Spelacchio sta avvenendo in maniera molto veloce.

Le cau­se pos­so­no esse­re diver­se, come lo stress idri­co lega­to alla sic­ci­tà di quest’anno o un pro­ble­ma lega­to al tra­spor­to, oppu­re c’è chi gri­da all’avve­le­na­men­to e al com­plot­to con­tro l’amministrazione comu­na­le di Roma.

Per risol­ve­re la fac­cen­da, la Coda­cons ha deci­so di depo­si­ta­re un espo­sto alla Cor­te dei Con­ti per chie­de­re alla giu­sti­zia con­ta­bi­le di inda­ga­re su un pos­si­bi­le dan­no era­ria­le. Non si deve infat­ti dimen­ti­ca­re che per “Spe­lac­chio” l’amministrazione Rag­gi ha dovu­to paga­re ben 50 mila euro, sol­di che arri­va­no da tut­ti i cit­ta­di­ni roma­ni (cir­ca 0.017 cen­te­si­mi a testa).

Il problema principale secondo il Comune è solamente estetico.

L’al­be­ro, infat­ti, tra­smet­te­reb­be una brut­ta imma­gi­ne del­la capi­ta­le e dell’Italia a tut­ti i turi­sti ita­lia­ni e stra­nie­ri che arri­ve­ran­no nel­la cit­tà eter­na duran­te le vacan­ze. Per que­sto, si era anche pen­sa­to di sosti­tuir­lo. I roma­ni, però, ormai si sono affe­zio­na­ti a Spe­lac­chio e infat­ti ci sono varie ini­zia­ti­ve sul web che riguar­da­no veglie e una pos­si­bi­le tumu­la­zio­ne nel Pantheon.

Inol­tre sul web dila­ga­no innu­me­re­vo­li meme sul­la vicen­da e anche sim­pa­ti­che pro­po­ste per l’anno pros­si­mo, come quel­la di abbel­li­re cac­tus e pian­te grasse.

 

Inol­tre, ogni ten­ta­ti­vo di man­te­ne­re la noti­zia nei nostri con­fi­ni è sta­to del tut­to inu­ti­le: anche il Guar­dian, noto gior­na­le bri­tan­ni­co, ha dedi­ca­to un arti­co­lo e la home page del suo sito web a Spe­lac­chio defi­nen­do­lo “uno scopettino”.

Glos­sa­rio

Coda­cons: il Coor­di­na­men­to del­le asso­cia­zio­ni per la dife­sa dell’ambiente e la tute­la dei dirit­ti di uten­ti e con­su­ma­to­ri nato nel 1986. Il pre­si­den­te nazio­na­le in cari­ca è Cola Rienzi.

Cor­te dei Con­ti: orga­no del­lo Sta­to con fun­zio­ni giu­ri­sdi­zio­na­li e ammi­ni­stra­ti­ve di con­trol­lo in manie­ra fisca­le sul­le entra­te e spe­se pub­bli­che all’interno del bilan­cio del­lo stato.

Dan­no Era­ria­le: Dan­no sof­fer­to dal­lo Sta­to o da un altro ente pub­bli­co a cau­se dell’azione o dell’omissione di un sog­get­to che agi­sce per con­to del­la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne in quan­to fun­zio­na­rio, dipen­den­te o inse­ri­to in un suo appa­ra­to organizzativo.

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